Sentenza d'appello per i manifestanti del 13 maggio '99: la fine di un incubo

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Reato prescritto, tutti a casa!
Stamattina si è celebrato il processo di appello per i fatti del 13 maggio 1999, che videro davanti al consolato USA una violenta carica della polizia al termine di una manifestazione contro la guerra nei Balcani. Malgrado le immagini e le testimonianze raccontassero senz’ombra di dubbio che la carica era stata immotivata ed eccessiva, portando varie persone in ospedale, in primo grado 13 manifestanti erano stati condannati alla incredibile pena di sette anni. Oggi invece la sentenza di appello ha riconosciuto le attenuanti, che non erano state concesse in primo grado, e pertanto il reato di resistenza è andato in prescrizione.
Così commenta a caldo il Comitato: “Continuiamo a pensare che manifestare contro la guerra non sia reato, così come il subire una immotivata carica da parte delle forze dell’ordine.
In ogni caso l’importante è che per i 13 imputati è finito un incubo!” e conclude “Grazie per l’adesione all’appello, che ha raggiunto le duemila firme, ed è stato portato in aula dagli avvocati difensori”.
Anche noi oggi festeggiamo e ringraziamo, a nome dei 13 imputati e di chiunque senta il dovere di manifestare il proprio dissenso alla guerra o ad altre ingiustizie, e il diritto di farlo liberamente.