San Salvi, la partecipazione sarà la svolta?

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Sono state consegnate il 30 gennaio le 2500 firme necessarie a presentare all’Autorità per la partecipazione regionale una “proposta di partecipazione” per San Salvi. È solo il primo passo di un percorso lungo sei mesi, che prevede precisi momenti di incontro e dibattito in cui i partecipanti porteranno le proprie istanze e idee, che poi la Regione dovrebbe in qualche modo considerare. Tra le firme raccolte dal coordinamento “Salvare San Salvi” non mancano nomi illustri, come lo storico dell’arte Montanari o gli urbanisti Pizziolo e Magnaghi, ma c’è chi non nasconde un certo scetticismo.

“Come Sansalvichipuò non abbiamo raccolto firme, anche se tra noi c’è chi ha firmato – dice Franca Gianoni, dello storico comitato che da 10 anni si occupa dell’area e di tutto il quartiere. Seguiremo il percorso e parteciperemo agli incontri, ma abbiamo poca fiducia in questa legge regionale, che non garantisce una vera partecipazione alle decisioni. Da parte nostra – continua, ci siamo sempre battuti perché tutta l’area restasse pubblica e non venisse svenduta per realizzare appartamenti di lusso”.

Era questa infatti l’idea iniziale della ASL, proprietaria dell’area, che da anni sta cercando di venderla a qualche privato per rimpinguare le proprie casse vuote.

“Non hanno soldi, dicono, e per questo han lasciato al suo destino il parco e molti edifici, ma quanti ne hanno buttati in acquisti assurdi? Come la villa Casa Iris, comprata per 3 milioni, dove stanno solo 9 pazienti, o la palazzina al Ponte di mezzo, ancora inutilizzata [sulle modalità di questi acquisti ha indagato la Procura e c’è stato un rinvio a giudizio per 6 persone, n.d.r]… E certo non possiamo dimenticare il vergognoso trasferimento di 35 pazienti dai mini alloggi della RSA I girasoli” ricorda Franca con rabbia.

Ma la vendita di San Salvi è dunque scongiurata? “Di sicuro il piano urbanistico esecutivo che la prevedeva scade nel 2017, e al momento sembra tutto congelato anche per gli stop della Sovrintendenza. Però, in questi tempi di Sblocca Italia, non si può abbassare la guardia”.

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