Messe senza preti, l'ultima tentazione: "Opponiamo resistenza. Nella comunità di sentiamo in pace"

Calo delle vocazioni e accuse di pedofilia i cattolici fondano parrocchie “alternative”. “Stiamo opponendo resistenza, enuncia con un sussurro mentre spezza un´ostia sotto lo sguardo della moglie, che gli sta a fianco, «dichiara il proprio desiderio di un mondo nuovo». Con queste parole Delsaert e i suoi parrocchiani stanno diffondendo senza far troppo rumore un movimento spontaneo che sfida secoli di dottrina della Chiesa cattolica romana, in quanto celebra e condivide il rito dell´eucarestia senza la presenza di un sacerdote.

Negli ultimi due anni, nelle regioni di lingua olandese del Belgio e dei Paesi Bassi sono sorte una dozzina di chiesa cattoliche “alternative” come la parrocchia di Don Bosco. La loro nascita rappresentano una scomoda reazione a insieme circostanze: la carenza di sacerdoti, la chiusura di alcune chiese, l´insoddisfazione per la nomina da parte del Vaticano di alcuni vescovi conservatori e, infine, lo sgomento di fronte ai tentativi di far passare sotto silenzio gli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti.

Le chiese del movimento si chiamano “ecclesia”: una parola che deriva dal verbo greco che significa “convocare”. Nei Paesi Bassi lo scorso anno ne sono state fondate cinque, su iniziativa di alcuni fedeli che si erano allontanati dalle rispettive parrocchie di origine. Il loro numero però è destinato ad aumentare, afferma Franck Ploum, che a gennaio ha contribuito alla fondazione di una ecclesia a Breda, nei Paesi Bassi, e ora sta organizzando una rete che colleghi le diverse iniziative sorte nei due Paesi.

In questo solido edificio di mattoni che sorge a sudovest di Bruxelles, uomini e donne vengono preparati a svolgere il ruolo di “direttori” e a presiedere alla Messa e a riti fondamentali come il matrimonio, il battesimo e l´unzione degli infermi. Il loro impegno è iniziato più di un anno fa, quando il pastore della parrocchia andò in pensione senza lasciare un successore, obbligando i fedeli a rimboccarsi le maniche. In Belgio, circa due terzi del clero ha superato i cinquantacinque anni, e un terzo ha superato i sessantacinque. «Stiamo opponendo resistenza, come Gandhi”, spiega Johan Veys, un ex sacerdote che oggi è sposato, celebra battesimi e recluta adepti a cui affidare alcune mansioni della parrocchia. «La nostra intenzione non è quella di criticare, ma di vivere correttamente. Spingiamo in avanti, con calma, senza far troppo rumore. È importante avere una comunità dove le persone possano sentirsi a casa e trovare pace e ispirazione».

Lo scontro con il Vaticano e la Chiesa cattolica belga appare però inevitabile. La Chiesa belga ha risentito dello scandalo sessuale che ha coinvolto 475 vittime, e delle dimissioni del vescovo di Bruges Roger Vangheluwe che lo scorso aprile ammise di aver molestato per anni un ragazzo che si è rivelato essere suo nipote.

Secondo Roma, solo i preti consacrati possono celebrare la Messa o presiedere a sacramenti come il battesimo e il matrimonio. «Se alcuni individui o gruppi non si attengono a queste norme, i vescovi competenti – che sono a conoscenza dei fatti – devono cercare di intervenire e spiegare cosa è lecito e cosa non lo è», ha dichiarato padre Federico Lombardi, direttore dell´ufficio stampa del Vaticano.

«Qualcosa sta iniziando a scricchiolare», ha detto padre Gabriel Ringlet, sacerdote ed ex vice rettore dell´Università cattolica di Louvain (l´istituto sta considerando la possibilità di omettere il termine “cattolica” dal proprio nome). «Credo che per la prima volta in quarant´anni, la Chiesa cattolica belga stia vivendo qualcosa di eccezionale. Molti cattolici si stanno svegliando e sono decisi a far sentire la propria voce».

A Bruges, città che è al centro dello scandalo di pedofilia che ha investito la chiesa, un gruppo cattolico alternativo chiamato “De Lier” (“la Lira”, in olandese) si occupa di tali scandali durante le proprie funzioni, che si tengono a scadenza settimanale in una cappella scolastica e che vedono coinvolti a rotazione due uomini, due donne e un sacerdote. Durante alcuni recenti incontri, i membri della chiesa hanno letto alcuni stralci tratti dai documenti redatti dalla commissione della chiesa belga che ha esaminato i casi di abusi sessuali su minori. I fedeli hanno poi espresso vergogna per una Chiesa che ha messo a tacere simili accuse e ha impiegato un gergo avvocatesco per evitare di scusarsi.

«Stiamo cercando di vivere la nostra fede in chiave moderna», spiega Karel Ceule, membro della Lier. «Se chiedete qual è la posizione ufficiale della Chiesa, vi diranno che non potremmo fare ciò che facciamo. Dicono che senza prete non può esserci Messa. Cristo però è qui tra noi».

Fonte New York Times – La Repubblica, traduzione di Marzia Porta