15 Dicembre 2019

Marmo, la Regione Toscana non sia debole con gli speculatori

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“Speculazioni sul marmo delle Apuane. La Magistratura indaga ma la politica regionale faccia la sua parte”, è quanto affermano congiuntamente la Rete dei comitati per la difesa del territorio e il Comitato Salviamo le Apuane in una nota. Ecco il testo.


Carrara ed il mondo del marmo sono investiti da un vero e proprio terremoto: il magistrato Aldo Giubilaro ha rinviato a giudizio il Sindaco Angelo Zubbani, 5 assessori in carica, 3 ex assessori, 2 dirigenti comunali e 4 rappresentanti delle associazioni di categoria. L’accusa è di aver consentito un sistema di tassazione troppo basso, rispetto al valore di mercato del materiale marmifero con un danno erariale in soli 5 anni di oltre 25 milioni di euro.

Da una parte il fondato sospetto di una collusione criminosa fra amministratori pubblici e imprese di escavazione; dall’altra alcuni Comuni del comprensorio delle Apuane che, spinti da interessi privatistici, stanno combattendo una guerra furibonda al Pit – Piano paesaggistico che cerca di dettare regole di migliore tutela per il territorio del Parco delle Apuane.

Chiediamo perciò al Consiglio regionale di dimostrare a tutta la Toscana fermezza e senso civico non indebolendo ulteriormente il Piano paesaggistico e procedendo alla sua auspicabile approvazione. E’ un atto doveroso per la dignità e la vita della gente del territorio apuano, sempre più sottomesso agli interessi degli industriali del marmo; interessi che si mascherano dietro a una presunta difesa occupazionale – in realtà di poche centinaia di persone – ma che creano, con danni irreparabili e irreversibili, disagi e danni non solo al paesaggio, ma anche alle prospettive di una diversa economia e di migliori possibilità di lavoro.

In questo quadro esprimiamo tutta la nostra solidarietà al magistrato Aldo Giubilaro affinché possa far emergere le contraddizioni e illegalità che, probabilmente, coinvolgono anche altri Comuni e che comunque sono state già più volte segnalate come impunita inosservanza di leggi e regolamenti ambientali e sanitari.

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