Domenica a Firenze la comunità eritrea in festa

Sara Capolungo per l’Altracittà

Domenica 7 novembre, dalle 11 e per tutta la giornata, la piccola chiesa di Santa Maria di Ricorboli, vicino a piazza Ferrucci, si colorerà dei suoni e delle musiche della comunità eritrea di Firenze. L’occasione è di quelle imperdibili per chi vuole conoscere gli eritrei e le loro tradizioni, anche religiose. Domenica, infatti, si festeggia, secondo il rito ortodosso, San Salvatore e, per questo motivo, la comunità eritrea si è data appuntamento nella nostra città. Una Firenze, quindi, pacificamente invasa da eritrei provenienti da tutt’Italia. Vedremo una città multiculturale, multireligiosa e multicolorata, insomma.

“E’ un’occasione molto importante per noi eritrei e per Firenze” – spiega la signora Minia, una delle organizzatrici dell’evento – “Infatti è la prima volta che Firenze organizza una festa religiosa, di livello nazionale, di noi eritrei italiani”. Finora, infatti, le ricorrenze religiose degli eritrei si sono festeggiate a Bologna. A maggio, nella città emiliana, si celebra Maria e in quell’occasione l’icona “Tabot” esce dalla chiesa e viene portata in processione dai fedeli. E le strade di Bologna vengono magicamente invase da un’onda bianca. Merito degli abiti dei fedeli, tutti rigorosamente in bianco, sia donne che uomini.

A Firenze, invece, la festa sarà più colorata. Non mancheranno neanche i tamburi, suonati dai ragazzi, i cori religiosi e la musica. E non mancherà nemmeno l’occasione di assaporare i piatti tipici eritrei, come la injera, una specie di pane, o lo zighinì, lo spezzatino piccante di carne.

“Ma l’importante è esserci”- sorride Minia- “per dimostrare che l’integrazione non è solo una bella parola, ma può diventare una costante pratica”. Siete tutti invitati.