Sollicciano, raccolta fondi per i detenuti più poveri

Al 18 aprile erano 299 i detenuti e le detenute di Sollicciano con meno di un euro al giorno disponibile sul conto corrente interno, cifra irrisoria che li priva della possibilità di provvedere ai loro bisogni fondamentali: vestiario, effetti personali e tutto quanto esula dalla mera sopravvivenza. Una situazione aggravata dalla sospensione, causa Coronavirus, di ogni spazio di scambio, di incontro e di lavoro, dalla chiusura dei colloqui e dall’assenza dei contributi come cibo, vestiti ed effetti personali che normalmente arrivano dalle famiglie o dagli esterni.

È quanto denuncia la Comunità delle Piagge, da oltre 25 anni attiva a sostegno dei detenuti fiorentini. “Non possiamo non impegnarci ad assicurare anche a queste persone un minimo vitale, per noi è un dovere di coscienza primario”, dice Alessandro Santoro, prete e volontario in carcere. “Per questo abbiamo deciso di lanciare un appello per la costituzione di un “Fondo di Solidarietà per i detenuti indigenti di Sollicciano” affinché ai 299 reclusi “senza niente” possa arrivare un minimo vitale ma anche un segnale di attenzione e di cura da parte di tutti noi”.

La Comunità delle Piagge ha deciso di destinare al fondo una dotazione iniziale di 3.000 euro. L’obiettivo minimo, considerato il numero delle persone da aiutare, e di arrivare a raccogliere 7.500 euro, cioè 25 euro per ogni indigente. Per aderire basta un versamento sul conto corrente postale intestato alla Comunità di Base delle Piagge (Iban: IT10R0760102800000024725509) o via https://www.paypal.me/comunitadellepiagge, sempre con la causale “Detenuti indigenti”.

Nell’appello piaggese si ricorda che “vivere in carcere è sempre difficile perché si è ristretti in pochi metri quadri, limitati della libertà personale, di movimento, di azione, di vita. Ciò che lenisce un po’ questo disagio è il contatto, lo scambio tra detenuti, quella che si chiama socialità, le attività lavorative e scolastiche, ma soprattutto il contatto e il colloquio con il mondo degli affetti che sta fuori: la famiglia, i parenti e, per chi non ha questa possibilità, lo scambio con noi volontari in carcere. In questo tempo di Coronavirus – ricorda Alessandro Santoro – anche questo spazio di scambio, di incontro, di respiro è stato sospeso ed impedito. La prima conseguenza è la crescita a dismisura della sofferenza psicologica di ogni recluso, rendendo la situazione in carcere ancora più esplosiva del solito”.




Contro la crisi, credito etico alle Piagge

Il nuovo design finanziario per battere la crisi? Nasce alle Piagge e compie 10 anni

di Cristiano Lucchi

Uno dei quartieri più generosi di Firenze non sta in collina, non ha ville mozzafiato né attici vista cupolone, non è ricco di professionisti né di persone abbienti. Si trova invece nell’estrema periferia della città, tra il ponte all’Indiano e l’Autostrada, lungo la riva destra dell’Arno. Stiamo parlando delle Piagge, che devono il loro nome alla sabbia, alle spiagge e alle cave che per decenni hanno dato materiale per costruire a Firenze e nella Piana. Una volta riempite e bonificate, anche con rifiuti e con i pericolosi scarti dell’inceneritore di San Donnino, sono diventate ottimo terreno per speculazioni edilizie. A quel punto è bastato togliere la “S” ed ecco pronto un nuovo quartiere dove far abitare in case popolari di cartongesso oltre 6.000 persone, tutte provenienti dall’esodo forzato dal centro storico e dal sud Italia dell’ultimo ventennio del secolo scorso, a cui si sono aggiunti, via via nel tempo e in rifugi di fortuna, migranti in fuga da guerre, dittature e democrature in cerca di meglio nel Bel paese.

Generoso perché è il quartiere che per primo, sperimentando un innovativo progetto di finanza etica, ha reagito alla crisi economica e finanziaria che oggi colpisce tutto il mondo occidentale. Non perché chi lo abita sia dotato di preveggenza, ma semplicemente perché i morsi del liberismo qui hanno colpito prima e più che altrove, perché perdere o non trovare un posto di lavoro precario e sottopagato è la norma da sempre, perché l’incapacità della politica ad affrontare i problemi reali delle persone è connaturata alla storia delle Piagge e perché, infine, quando si è tagliati fuori da tutto e con l’acqua alla gola la reazione arriva.

Nel nostro caso è stata una rivolta, perché di questo si tratta, priva di violenza e vittimismo. Ma fondata sulla rinascita dei rapporti tra vicini di casa e cura degli affetti, solidarietà e condivisione, confronto e creatività. Ed è proprio alle Piagge che è nato uno dei più potenti prodotti di design finanziario degli ultimi anni, capace di contrapporsi alla finanza spazzatura, promossa da banche e assicurazioni e sostenuta dalla politica, ricca di scommesse sul futuro da far pagare alla collettività quando il gioco salta.

L’idea di fondo è di garantire prestiti in denaro a chi è escluso dal sistema tradizionale del credito, le persone definite con un termine orrendo “non bancabili”, prive di garanzia, senza busta paga, senza immobili da mettere in pegno. Alle Piagge sono giovani, famiglie numerose, immigrati, uomini e donne (spesso sole) espulsi dal mondo del lavoro contrattualizzato o che mai ne hanno fatto parte. Sono poveri, semplicemente.E’ qui, tra la via Pistoiese e la ferrovia, grazie ad una intuizione e ad una ferrea volontà della Comunità delle Piagge animata da Alessandro Santoro, che sono nati il Fondo etico e sociale” prima e Mag Firenze poi. Un progetto di microcredito di prossimità e una vera e propria finanziaria solidale che oggi, oltre ad offrire denaro a chi ne ha bisogno, vengono raccontati dai media e studiati nelle università.

I poveri qui da noi non hanno diritti, sono preda dell’esclusione sociale. Nel 2018 l’Istat ha stimato oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4%). Nessun governo, al di là di proclami incredibili, ha per ora sconfitto questa sconcezza.

Alle Piagge capita che con mille euro, quando ci sono, ci si debba campare in 4 o 5 persone. Ma siamo in Italia, il paese dove si combattono i poveri e non la povertà, in cui non esiste il Reddito di base universale e incondizionato che permetta a tutti di vivere in condizioni dignitose e coprire i propri bisogni fondamentali (come mangiare, avere una casa, vestirsi e poter disporre di strumenti culturali minimi) e permettere così alle persone di essere libere di gestire la propria vita come vogliono.

I principi alla base di questa operazione sono estremamente semplici: “Dal denaro non si può fare altro denaro” e “Se hai, hai per dare”. Tradotto vuol dire che le persone sono più importanti del denaro e che quest’ultimo viene ritenuto un mero strumento. Significa che viene data priorità alle garanzie relazionali anziché a quelle patrimoniali e che i prestiti non sono gravati da nessun interesse, ovvero il capitale prestato non ha remunerazione. In soldoni si punta a ridistribuire il denaro piuttosto che al guadagno e lo si fa in maniera radicalmente alternativa, fuori da qualsiasi percorso bancario ordinario, magari figlio di un marketing “etico” furbo, rendendo trasparente e democratico il percorso dei soldi.Di più. Le politiche attuate fino ad oggi dai governi, con la spinta dello pseudo risanamento dei bilanci pubblici, sono incentrate sui tagli allo stato sociale e ai servizi alla persona, perché la finanziarizzazione dell’economia deve garantire risorse e coperture in primo luogo al sistema bancario e delle grandi imprese. A dare fiato a quegli stessi soggetti che non servono all’emancipazione dei poveri ma a perpetuare un sistema iniquo e lontano dai bisogni concreti delle persone, oggi anche della classe media. Ecco allora che nascono il “Fondo etico delle Piagge” e “Mag Firenze”, per costruire un sistema che ristabilisca la giustizia sociale ed economica con al centro la persona, in grado di incrementare la cultura della responsabilità e della partecipazione, che fonda la propria attività su percorsi creditizi condivisi e sostenibili.

La rivoluzione alle Piagge e nell’arcipelago fiorentino della mutualità si fa così. Togliendo l’acqua in cui nuota il sistema bancario che in genere impiega il denaro raccolto in operazioni che mirano al profitto di pochi (i soci e i grandi investitori) e non al benessere dei più. Mettete “scandali bancari” in Google e ci capiremo meglio. Si stornano al microcredito quei risparmi destinati ai soliti noti in cambio di tassi irrisori. Solo per fare un esempio via da Unicredit, Mps, Banca Intesa San Paolo, Bnl, Barclays, Banco Fiorentino – BCC, Banca Etruria ma anche Poste Italiane… che appaiono nella lista annuale delle “banche armate” nell’ultima relazione governativa disponibile, quella del 2018.

Vale la pena allora di affrontare il capitolo dei numeri che compongono il bilancio del sistema fiorentino di microcredito che fa capo a Mag Firenze (697.775 euro complessivamente raccolti ad oggi) e composto dal Fondo etico delle Piagge (168.500 euro), dal progetto Se.Me. di Settignano (43.375), dal progetto Il Raggio Quartiere3 (38.600), Micro Q1 (12.000), Micro Q5 (17.450), Micropoli nell’empolese (3.000) e Microcrediamoci a Livorno (15.400). Ad essi si aggiungono ben 1.013 singoli cittadini che impiegano i loro risparmi o parte di essi (c’è un tetto di 15.000 euro per i versamenti, scopri qui come aderire). I contratti di mutuo sottoscritti ammontano a 893.785 euro: 204 destinati all’inclusione sociale (401.685 euro) e 25 per l’avvio o lo sviluppo di microimprese (492.100, qui la progetti). A questo link sono invece elencati tutti i nodi della rete attivi sul territorio disponibili per informazioni, raccolta e prestiti.“L’ennesima utopia, i soliti sognatori, il velleitarismo al potere, il sistema è questo e non si può fare niente…” Sono queste le accuse che in genere colpiscono Fabrizio, Chiara, Alessandro, Sergio, Valentina, Mariella, Ilaria, Francesco e tutto quella comunità di persone che da anni sta lavorando al progetto con passione, impegno e soprattutto senza alcun ritorno economico.


A volte basta poco per cadere in un vortice senza ritorno.
 Hai due bambini piccoli, ti si rompe lo scaldabagno e non hai i soldi per ripararlo; cambia il regolamento comunale e devi riconvertire la giostra che dava in premio i pesci rossi; vuoi far studiare tuo figlio ma i libri costano troppo per le tue tasche, e poi le bollette arretrate, il motorino che si rompe e non ce la fai a raggiungere a ore incredibili il luogo dove si tiene la lotteria quotidiana del caporalato, ma anche l’aspettativa di una figlia laureata o di un lavoro autonomo. È a tutto ciò che il microcredito cerca di dare una risposta, e viene definito di prossimità perché funziona meglio all’interno di una comunità, dove stare uniti serve ad affrontare meglio i problemi che da solo ti porterebbero alla depressione, alla dipendenza da alcol o da sostanze, alla resa incondizionata. Invece, con la dignità riconquistata puoi avere la libertà di scegliere e di decidere, di trasformarti cioè da soggetto passivo della tua storia a persona attiva, che partecipa e diventa propositiva, che costruisce futuro, che rende concreta l’utopia.Cosa vuol dire tutto questo? Che nei quartieri dove è attiva la prima finanziaria solidale toscana, nata dal basso e fuori dai circuiti bancari, decine e decine di persone in difficoltà hanno avuto una concreta possibilità di emanciparsi fuori dalle solite logiche assistenzialistiche, di affrontare le difficoltà della vita, di fuggire al ricatto dell’usura: Giuseppina, Franco, Florián, Marisa, Hassan, Giovanna, Dario, Olga e gli altri hanno potuto far fronte con dignità al loro destino, senza dover niente a nessuno salvo che restituire, nei tempi e nei modi a loro più utili, il denaro ricevuto. E tutti i prestiti tornano indietro, nessuno bara, perché hanno ben chiara la consapevolezza che la restituzione è fondamentale per sostenere altre persone escluse come loro. Sanno cosa vuol dire, ci sono passati. Per la Mag non ha senso parlare di insolvenza o di sofferenza dei prestiti. È un’esperienza rivoluzionaria proprio per questo, nel mettere al centro del processo finanziario la persona e non il denaro: finché c’è la relazione di fiducia con il socio finanziato (e la conoscenza delle sue difficoltà, più o meno durature)ogni ritardo nella restituzione non può mai costituire insolvenza. La fiducia che si instaura ha inoltre permesso all’assemblea della Mag, il luogo deputato a decidere i prestiti, di includere le persone che quei prestiti hanno chiesto, in modo tale da permettere loro di deliberare e assumere una responsabilità condivisa.

Un’utopia che ha compiuto 10 anni e che viene celebrata il 28 settembre nel quartiere fiorentino del Galluzzo con una giornata intitolata “Festa della Finanza critica – Insieme per un’economia di giustizia” con musica, cibo, riflessioni dedicate a quell’idea che tanta strada è riuscita a percorrere grazie alla volontà e all’impegno di persone molto poco sui social ma molto attente alle dinamiche sociali e alle pessime implicazioni che l’attuale sistema economico ha sui più fragili.

Quella del microcredito, della finanza etica, è una delle tante sperimentazioni che nascono in quei 150 metri quadrati del Centro sociale Il Pozzo delle Piagge, la sede della Comunità che ormai è attiva nel quartiere dal 1994. C’è la cooperativa di sole donne che ha messo su una bottega del commercio equo e solidale aperta tutti i giorni; c’è il lavoro quotidiano con i bambini e i ragazzi che la scuola fatica ad accompagnare e a far crescere; c’è la casa editrice indipendente che libro dopo libro ridefinisce un’identità fatta di storie che nessuno racconterebbe; c’è il mercato dell’usato, che una volta al mese consente di “fare affari” con quello che di troppo abbiamo in casa; ci sono la mensa popolare, lo sportello legale, il progetto di inserimento lavorativo e quello di riciclaggio; ci sono i percorsi di accoglienza, la scuola di alfabetizzazione per prendere la terza media e quella per stranieri, dove si impara l’italiano.

Tante cose da capire meglio e apprezzare nella loro semplicità, alla portata di tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco. E affinché tutto ciò non resti un microcosmo isolato vi invitiamo a visitarlo, per poi farne parte, parlarne, farlo conoscere. Andate ed annusate che aria tira. Sarete i benvenuti.

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Antonio Tabucchi, un racconto inedito arriva in libreria

Con la nuova edizione de Gli Zingari e il Rinascimento introdotta da Salvatore Settis

Dopo un’assenza di 20 anni, torna in libreria Gli Zingari e il Rinascimento. Vivere da Rom a Firenze, ripubblicato da edizioniPiagge con alcuni preziosi inediti. Il pamphlet di Antonio Tabucchi è il racconto di un “viaggio all’inferno”, appena dietro l’angolo della capitale del Rinascimento, dove l’autore scopre la realtà desolante e disumana di un campo nomadi e la difficile esistenza dei suoi abitanti. Da questo incontro inatteso nasce una vera amicizia e matura l’indignazione e il malessere per il trattamento riservato ai Rom da Firenze, “città volgare”, scandalosa nel suo tradire il senso dell’umanesimo a favore del culto dell’effimero, del successo, del denaro.

La nuova edizione contiene anche una sorpresa, l’inedito Diciannove di agosto, quasi un “regalo postumo” dello scrittore alla comunità delle Piagge, a cui lo univano rapporti di amicizia e stima. In una notte di luna e di festa uno zingaro racconta l’assassinio di Garcia Lorca, cantore appassionato della magia gitana, che pagò con la vita il suo impegno civile e politico. Un doppio omaggio, quindi, alla cultura rom e al grande poeta andaluso, declinato da Tabucchi nel suo stile onirico, tra il ricordo e l’apparizione, oscillante tra passato e presente.

Gli Zingari e il Rinascimento, uscito nel 1999, risuonò come un atto d’accusa alla città e andò presto esaurito, ma, a distanza di anni, scrive Alessandro Santoro nell’introduzione, “con Antonio avevamo amaramente constatato che a Firenze, in Italia e in Europa niente o quasi era cambiato” e restava attuale e irrisolta la questione rom. Nel 2011 Tabucchi iniziò così a lavorare con edizioniPiagge ad una ripubblicazione del testo, mettendo a disposizione altri suoi materiali sul tema. Il progetto ha trovato oggi compimento grazie all’impegno della Comunità delle Piagge e della moglie di Antonio, Maria Josè de Lancastre.

Scrive nella prefazione Salvatore Settis: “Antonio Tabucchi non è mai caduto, come tanti intellettuali, nella tentazione di reagire alle difficoltà del presente chiudendosi in un dignitoso silenzio… al contrario, ha saputo vigorosamente parlare da cittadino ai cittadini, utilizzando con umiltà e con rigore il suo acume nel giudicare il mondo, le sue straordinarie abilità nel raccontarlo”.

E di questo impegno ci parlano anche i risvolti di copertina: “In tempi duri per i tanti poveri che affollano le nostre città, per i diversi, per chi non è parte della maggioranza, per chi proviene da paesi segnati dal dolore, dalla miseria, dalla violenza, i pensieri e le parole di Antonio Tabucchici aiutano a tenere dritta la barra della nostra umanità. Per questo la lettura de Gli Zingari e il Rinascimento e di altri suoi scritti, a venti anni di distanza, ci appare quanto mai attuale, utile e necessaria”.

Il libro è disponibile in tutte le librerie Feltrinelli e nelle librerie indipendenti, oltre che sul sito di edizioniPiagge.

www.edizionipiagge.it | info@edizionipiagge.it




Deposito tram in piazza Alpi? Dalle Piagge il NO a Nardella

Comunicato stampa Comunità delle Piagge
 
Deposito tramvia 4 in Piazza Alpi-Hrovatin. 
Il no della Comunità delle Piagge a Nardella
 
Ignorato e svilito il progetto partecipativo della Regione (e del Comune stesso). Ancora una volta le grandi opere si fanno sulla pelle delle persone.
 
La Comunità delle Piagge scrive una lettera aperta al sindaco Dario Nardella, agli assessori Giorgetti e Bettini e, per conoscenza, ai candidati e alle candidate a sindaco
 
In questi giorni il Sindaco Nardella e l’Assessore Giorgetti hanno presentato in vari luoghi del Quartiere 5 il progetto della linea 4 della tramvia Leopolda-Piagge. Per la zona delle Piagge forse una buona notizia, anche se da valutare in base all’impatto e al tracciato, se non fosse per un effetto collaterale devastante che la realizzazione avrebbe su un’area delle Piagge che da tempo avrebbe dovuto diventare il cuore del quartiere, l’area denominata nel 2016 dallo stesso Comune di Firenze “Piazza Alpi-Hrovatin”, che comprende il Centro sociale il Pozzo della Comunità delle Piagge e parte del grande pratone di via Lombardia.
 
Le tavole progettuali presentate infatti, mostrano che il deposito dei mezzi tramviari lato Piagge occuperà tutta l’area tra l’ex via Lombardia, il centro sociale il pozzo, le navi di via della Sala e il maneggio, quindi l’intera Piazza Alpi e Hrovatin (ad eccezione dello spazio di pertinenza del centro sociale), su cui, come Comunità delle Piagge, abbiamo appena concluso un percorso di progettazione partecipata finanziato dalla Regione Toscana grazie alla legge sulla partecipazione (L.R.46/2013), attivato con la raccolta di più di 1000 firme e promosso da una rete di 15 partner tra associazioni e altre realtà del territorio.
 
E’ bene che tutti sappiano che il Comune di Firenze ci ha messo la faccia in questo percorso, perché l’assessora all’Ambiente e Partecipazione Alessia Bettini ha firmato la lettera di supporto che ha consentito all’Autorità della Partecipazione di accettare la richiesta di attivazione del processo e sia la Bettini che il presidente del Q5 Cristiano Balli che l’assessore ai beni comuni Fratini hanno preso parte al momento conclusivo del percorso partecipativo Apriti piazza! avvenuto al teatro Viper lo scorso dicembre, alla presenza di numerosi abitanti e soprattutto delle famiglie dei ragazzi della scuola Paolo Uccello, partner del progetto, che molto si sono spesi nel dare il loro contributo creativo. 
 
Né in quella occasione, né nei numerosi colloqui precedenti, ci sono state fornite informazioni chiare sul progetto del deposito della tramvia, che in ogni caso non è mai stato considerato incompatibile con l’esistenza della Piazza, anzi sembrava che con la previsione del prolungamento della tramvia fino a Campi Bisenzio anche il deposito sarebbe stato spostato altrove. 
 
E quindi? Glielo hanno detto questi due assessori al Sindaco e al loro collega di Giunta Giorgetti, responsabile della mobilità cittadina e quindi dei progetti sulla tramvia, che qui c’è una piazza, tra l’altro intitolata a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e inaugurata dalle stesse istituzioni cittadine in pompa magna qualche anno fa? Gliel’hanno detto che ci sono delle persone che abitano in casermoni di periferia che stavano aspettando da anni di vedere riqualificato lo spazio pubblico intorno alle loro case che invece ci vedranno parcheggiati i tram? 
 
Noi come comunità delle Piagge, chi ha guidato con noi il percorso e chi ha partecipato con fiducia, ci sentiamo presi in giro e ingannati e ci opporremo con tutte le nostre forze a questo scellerato progetto che contraddice anni di indirizzi di pianificazione che da sempre indicavano questa area come nuova centralità di progetto. Un vero spazio pubblico di aggregazione da sempre manca in questo quartiere e da sempre la sua nascita è stata prevista qui. Ricordiamo uno tra tutti, il Piano Guida De Carlo per le Piagge, frutto anch’esso di un lungo lavoro di progettazione da parte di uno dei più grandi urbanisti italiani che ha coinvolto il territorio e la stessa comunità delle Piagge già all’inizio degli anni 2000, scelte ribadite in svariati piani di settore e nel Piano strutturale vigente e poi contraddette come se niente fosse.
 
Intitolare una piazza definendo solo un perimetro sulla carta, attrezzarla con l’apposizione di una targa e continuare a lasciarla un pratone abbandonato (tra l’altro inquinato e da bonificare, su cui nessuno ha mai provveduto a fare analisi dettagliate e definitive per capire se esiste un pericolo per la popolazione), già ha dell’assurdo. Attivare un processo partecipativo di 6 mesi finanziato con soldi pubblici per progettarla e poi non tenerne minimamente conto e farci il deposito della tramvia è inimmaginabile, eppure è successo. 
 
Come al solito le grandi opere si vogliono realizzare passando sopra alle comunità esistenti e alla loro storia. Ma noi non ci stiamo! Nardella e Giorgetti rivedano subito il progetto e parlino chiaramente con noi prima di fregiarsi, come amministrazione, di un risultato utile alla cittadinanza ancor prima della sua realizzazione. Realizzazione che, invece, se portata avanti in questo modo, costituirà l’ennesimo furto di futuro per noi e per gli abitanti delle Piagge. 
 
Noi non staremo fermi. Il rischio di vedere svanire l’ultima occasione di creare un luogo di socialità viva e attiva nel quartiere e di dare un senso alla parola riqualificazione delle periferie rendendole davvero città attraverso una visione ampia, unitaria e coerente, come era quella del Piano De Carlo, è concreto e noi non lo vogliamo correre!
 
Comunità di Base delle Piagge



Un deposito di tram in Piazza Alpi alle Piagge: alla faccia della partecipazione!

Sconcerto e rabbia tra gli abitanti delle Piagge dopo aver visto che la “loro” piazza dovrebbe diventare un deposito per la linea 4 della tramvia. Sul futuro di piazza Alpi-Hrovatin infatti nei mesi scorsi è stato costruito un percorso di progettazione partecipata, che a questo punto sembra essere stato nient’altro che un gioco.

Di seguito il comunicato della piaggese Adriana Alberici, candidata al Consiglio Comunale e al Quartiere 5 per la Lista Firenze Città Aperta.

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TRAMVIA LINEA 4, Alberici: “Perché il deposito dei mezzi proprio in piazza Ilaria Alpi? è una follia. Prima l’Amministrazione uscente sostiene il percorso partecipativo “Apriti Piazza” finanziato dalla Regione Toscana e poi, al dunque, cancella la stessa piazza oggetto del progetto, prevedendo il Deposito dei tram proprio in quell’area. A questa follia diciamo no, subito!

Dalle presentazioni sulla linea 4, tenute in questi giorni dagli uscenti sindaco Nardella e assessore alla mobilità Giorgetti, con molta enfasi da campagna elettorale, a Rifredi e alle Piagge – dichiara Alberici – ho appreso che il progetto della linea 4 della tramvia Leopolda-Piagge prevede il deposito dei mezzi tramviari lato Piagge nello spazio attiguo al Centro Sociale Il Pozzo, in piazza Alpi e Hrovatin. Peccato che su quella zona la Comunità delle Piagge avesse, in tempi molto recenti, concentrato i suoi sforzi di progettazione prima con una raccolta firme al fine di ottenere il finanziamento della Regione Toscana per il percorso partecipativo e poi col progetto stesso, sostenuto e celebrato anche dagli Assessori uscenti Bettini e Fratini, che hanno partecipato anche alla festa di chiusura. L’area è quella del pratone dove si era immaginato ben altro, come un parco urbano, un’area verde, insomma uno spazio da fruire come zona collettiva e di aggregazione. Un deposito tramviario in quello stesso spazio – prosegue Alberici – è pura follia e cancellerebbe la possibilità di preservare un centro sociale vivo come è oggi quello delle Piagge riducendo, tra l’altro, la superficie che ci era stato garantito (da assessori uscenti della stessa giunta, come Bettini e Fratini) sarebbe rimasta in gran parte a piazza”.

“Il progetto della tramvia linea 4 sarebbe in sé utile (anche se da valutare nel merito del tracciato e dell’impatto) in quanto collegherebbe finalmente l’estrema periferia al centro con possibilità di prosecuzione fino a Campi – dichiara ancora la candidata – ma, con la collocazione del deposito giusto in quell’area, non tiene conto, come purtroppo spesso avviene con le grandi opere, delle comunità che insistono sui luoghi attraversati”.

“Ancora una volta l’amministrazione uscente, che ho imparato purtroppo a conoscere fin troppo bene nel corso di questi sei mesi in consiglio comunale, trascorsi tra i banchi dell’opposizione di Firenze a Sinistra – conclude Alberici – delude profondamente e mostra la sua doppia faccia: da una parte, ha sostenuto il percorso partecipativo della Comunità con lettere di sostegno e apparente accoglienza delle idee proposte, dall’altra, ancora una volta, inganna un’intera comunità, i residenti e gran parte della cittadinanza che aveva supportato il progetto anche con una grande raccolta firma presentate alla Regione Toscana. Di fronte a quest’inganno, non si può stare fermi. Insieme alla comunità e a chi ha condotto il percorso, chiederemo subito all’amministrazione di rivedere il progetto e, se necessario, mobiliteremo gli abitanti della zona che stanno subendo l’ennesimo furto di futuro!




Un tappeto per la piazza delle Piagge

Cinque metri per cinque: è la dimensione del “tappeto” fatto di canovacci che domenica 30 settembre verrà steso sul prato di piazza Alpi Hrovatin alle Piagge per un picnic collettivo.
Si tratta del secondo evento pubblico del percorso di progettazione partecipata Apriti Piazza!, incentrato sulla costruzione di un vero spazio urbano di incontro e convivenza nell’area compresa tra via Lombardia, via della Sala, il maneggio e la discoteca Viper.

Il tappeto è stato assemblato cucendo insieme un’ottantina di canovacci da cucina, donati dagli abitanti delle Piagge per questo progetto di arte partecipata, pensato e realizzato da Tina Grifoni, giovane artista toscana. “L’idea del tappeto mi è venuta pensando a un gesto di riappropriazione fisica e simbolica del territorio – spiega Tina – dato che finché uno spazio non si sente come proprio non si può nemmeno immaginarlo. Il canovaccio è un oggetto semplice, quotidiano, privato… un tappeto di canovacci diventa simbolo di uno spazio pubblico come somma di vissuti privati”.

Parte dei canovacci sono stati raccolti porta a porta dall’artista nei condomini delle Piagge, dove lei stessa ha spiegato ai residenti il senso dell’operazione: oltre al canovaccio, Tina ha chiesto di consegnare scritta su un foglio una parola o una frase con il proprio desiderio per la piazza che verrà. Questi desideri saranno poi scritti da lei sul tappeto prima della sua apertura sul prato. “La stesura del tappeto e il picnic sono parte integrante del progetto artistico – precisa Tina. L’arte partecipata, che è il mio interesse principale, prevede appunto il coinvolgimento delle persone a più livelli nel processo creativo, che va oltre la produzione di un oggetto, ma può continuare nel tempo”.

Un altro progetto che Tina ha realizzato ai tempi del suo master a Bruxelles è stato “Building a well”, in cui le persone hanno costruito un pozzo di mattoni crudi al cui interno erano stati inseriti dei semi. Nel tempo i mattoni si sono sciolti con la pioggia, i semi hanno germogliato, “in un’allegoria del rapporto tra azione umana e natura”.

Racconta ancora Tina: “Arrivando nel quartiere delle Piagge, che non conoscevo, ho notato subito la mancanza di punti di aggregazione, di spazi pubblici riconoscibili… l’effetto è di disorientamento. Tuttavia ho incontrato persone disponibili, gentili e interessate a partecipare col proprio pezzetto di quotidiano al progetto del tappeto, che è alla fine un piccolo seme gettato nell’immaginario… mi auguro che possa davvero contribuire alla nascita di una vera piazza partecipata”.

Oltre al picnic sul prato e alla stesura del tappeto, già dalle 10.30 sarà attivo un videobox/set fotografico dal titolo “Per la piazza ci metto la faccia”: i partecipanti, tutti inquadrati da una camera fissa, avranno un tempo limitato per esprimere la propria idea per la piazza. Gli interventi saranno poi raccolti e montati in un video a cura di Alberto Tempi e Elena Barthel dell’associazione Officina.

Dalle 14.30 invece sarà possibile prendere parte a un laboratorio sul gesto, a cura del Centro di Produzione Virgilio Sieni, rivolto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al linguaggio del corpo e alle sue potenzialità espressive, senza conoscenze specifiche di danza. Un percorso di consapevolezza attorno alle azioni primarie del movimento.

Programma della giornata:

ore 13.00
PICNIC SUL PRATO
Portate stoviglie e un telo da casa, la merenda la offriamo noi, ma voi potete aggiungere qualche piatto speciale!

ore 14.30
LEZIONE SUL GESTO APERTA A TUTTI a cura del Centro Nazionale di Produzione Virgilio Sieni.

ore 10.30 – 16.00
PER LA PIAZZA CI METTO LA FACCIA
Videobox e set fotografico davanti al centro sociale “Il Pozzo” per raccontare la piazza immaginata.

Apriti Piazza! è un progetto promosso da Comunità delle Piagge e da una rete di 15 associazioni del territorio e finanziato con l’appoggio della Legge Regionale 46/2013.




La luna e i falò, alle Piagge il grande cinema

Alle Piagge per vedere i grandi film centrati sulla vita esaltante, rischiosa, perduta di adolescenti e giovani. Un piccolo festival all’aperto ispirato alle parole di Cesare Pavese ne La luna e i falò: “Un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

L’appuntamento è per tutti i lunedì e i giovedì dal 27 agosto al 10 settembre in Piazza “Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”, dove ha sede l’associazione di volontariato il Muretto che propone la visione all’interno dell’estate fiorentina.

L’ingresso è gratuito e tutte le proiezioni hanno inizio alle 21.30. Ogni sera verranno sorteggiati i vincitori dei libri che hanno ispirato il film. In caso di pioggia tutti al coperto grazie al Centro sociale Il Pozzo.

Ecco tutti i film in calendario

Lunedì 27 Agosto – VELOCE COME IL VENTO (La giovane Giulia gareggia da sempre insieme ai piloti uomini e tutto ciò che conta è l’asfalto che brucia e la grinta da dimostrare al volante. Il regista Matteo Rovere ha ricostruito una storia vera di gare automobilistiche in Italia. Splendidi i due protagonisti, Matilda De Angelis e Stefano Accorsi). Durata 119 min. / Italia 2016

Giovedì 30 Agosto – MISS PEREGRINE-LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI (Invisibili o più leggeri dell’aria, dotati di una forza gigantesca o di una bocca vorace, pieni di fuoco o di api. Miss Peregrine abita un mondo di infanzia eterna, affollato di ragazzini sensibili e lunari a cui mostri invisibili vorrebbero divorare gli occhi. Vecchi folli, mentori immortali, padri mitomani, nonni affabulatori che raccontano una vita sognata. Un fantasy di Tim Burton assai speciale). Durata 125 min. / Usa 2016

Lunedì 3 Settembre – INDIVISIBILI (Viola e Dasy, gemelle siamesi, sono fisicamente indivisibili, sognatrici, disperate e felici. Cantano ai matrimoni e alle feste, danno da vivere a tutta la famiglia. Ma il loro sogno è la normalità, come molti giovani nei territori marcati dal malaffare e dalla camorra) Durata 100 min./ Italia 2016

Giovedì 6 Settembre – LA PARTE DEGLI ANGELI (Il titolo richiama la parte di whisky che evapora dai barili in legno durante la maturazione, bevanda al centro delle avventure di un gruppo di giovani sbandati di Glasgow. Una commedia divertente di Ken Loach. Ha vinto a Cannes il Premio della regia). Durata 106min./ Gran Bretagna, Francia, Belgio, Italia 2012

LUNEDì 10 Settembre – QUANDO HAI 17 ANNI (Damien e Tom vivono in un piccolo borgo dei Pirenei. Pur di estrazione sociale diversissima, frequentano la stessa scuola e ricercano la loro verità profonda che passa anche attraverso una reciproca attrazione. Prima di amarsi e (af)fidarsi devono cercarsi, battersi, darsele di santa ragione dentro una natura selvaggia sulla quale scorre il tempo e le stagioni). Durata 116’ / Francia 2016

Acqua di qualità offerta da Publiacqua che sostiene la rassegna cinematografica alle Piagge




Piazza Alpi Hrovatin, domani al via il progetto partecipato 

Festa di apertura dedicata a Luciana Alpi
 
Si terrà domani 14 giugno alle Piagge la festa di avvio del progetto partecipato Apriti Piazza!, sostenuto da più di mille firmatari e finanziato dall’Autorità della partecipazione della Regione Toscana.

Il percorso vuole raccogliere idee e stimoli dagli abitanti del quartiere per progettare insieme un ampio spazio che oggi ospita gli edifici della Comunità delle Piagge e un grande prato.

Due anni fa l’area è stata intitolata alla memoria dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi in Somalia nel 1994 mentre indagavano su un traffico di rifiuti tossici.

Proprio ieri è scomparsa la madre di Ilaria, instancabile nel cercare la verità sulla morte della figlia. In occasione dell’inaugurazione della piazza, Luciana Alpi fece arrivare il suo saluto alla Comunità delle Piagge, che domani le dedicherà un affettuoso ricordo.

Il percorso di Apriti Piazza!, che entrerà nel vivo a settembre, prevede una serie di workshop con i cittadini, e si concluderà a dicembre con la presentazione alla cittadinanza e alla pubblica amministrazione.

Oltre agli incontri pubblici di progettazione partecipata, sono previsti scambi con esperti, laboratori e altre azioni collettive conviviali.
Domani sarà lanciato il progetto di arte collettiva “Un tappeto per la piazza“: con i canovacci delle cucine degli abitanti delle Piagge verrà cucito un grande tappeto, decorato da parole che racchiudono i desideri per questo luogo, e che poi verrà steso sul prato di piazza Ilaria Alpi – Miran Hrovatin.

Di seguito il programma della giornata

>> GIOVEDI’ 14 GIUGNO ALLE ORE 18 <<
FACCIAMO FESTA
in Piazza ILARIA ALPI – MIRAN HROVATIN

(tra via Lombardia, via della Sala, il maneggio, la discoteca Viper; contenente la bottega delle economie solidali e il Centro sociale).
18,30: Musica dei ragazzi dell’ensemble “Blue Flue” della Scuola secondaria di primo grado Paolo Uccello, Le Piagge
19,00: Aperitivo/cena
20,00: Informazioni sulle tappe del processo partecipativo e chiacchiere sulla piazza che vogliamo
21,00: Presentazione del libro L’irruzione degli invisibili. Il ’68 e la nascita di nuovi mondi in America Latina, con l’autore Raul Zibechi.
https://www.facebook.com/apritipiazza
http://open.toscana.it/web/apriti-piazza-/home



Balducci e una favola sull’amicizia: due incontri con edizioniPiagge

Due appuntamenti da non perdere nei prossimi giorni a Firenze con le ultime uscite di Edizioni Piagge, piccola casa editrice indipendente e resistente.

> Sabato 17 febbraio alle 16 pomeriggio dedicato ai lettori più piccoli presso il Centro Sociale Il Pozzo, Piazza Alpi e Hrovatin 2, alle Piagge. Sarà presentato il libro “Lucio e Nuvola“, una tenera favola sull’amicizia con le belle illustrazioni dell’autrice Caterina Cirri, che ne parlerà con Manuela Giugni e con Fabrizio Martini.
Tutti i bambini sono caldamente invitati!

> Martedì 20 febbraio alle 21 presso lo Spazio InKiostro, in Via degli Alfani 49, si terrà l’incontro-presentazione di “Non sono che un uomo. Vita e pensieri a fumetti di Ernesto Balducci“, un libro che racconta con parole e immagini la vita e il percorso umano e spirituale di padre Balducci. Saranno presenti Dopo i saluti e l’introduzione di Andrea Cecconi per la Fondazione Balducci e Ornella De Zordo del Laboratorio PerUnaltracittà, a parlare dell’attualità del pensiero balducciano saranno Pierluigi Di Piazza, del Centro di accoglienza E. Balducci, e Alessandro Santoro, prete delle Piagge.




Natale per ricostruire la Speranza

Gesù nasce al tempo del censimento ordinato dall’imperatore dove tutti venivano contati, registrati per essere controllati dal potere.

Anche il nostro tempo e il nostro cuore assomigliano molto a quel tempo; i nostri passi, i nostri pensieri, le nostre scelte sembrano sottomettersi alla logica dello scontato e del consueto;
un po’ rassegnati e un po’ insteriliti ci facciamo costruire la vita addosso e consumare dall’abitudine e dalla paura.

Quando diventiamo così la notte si fa tenebra, non ci riconosciamo più, si sfaldano tutte le speranze, si amplificano le difese, i muri, le indifferenze e la disumanità si fa spazio dentro e fuori di noi.

Ma in questo lungo inverno del mondo che sembra avvolgere tutto, un bambino di nome Gesù nasce clandestino, fuori posto in una mangiatoia, e ci invita a ricongiungere di nuovo terra e cielo, a tornare ai giorni del rischio, al fremito tenero e profondo del desiderio, a cominciare ad abbattere i muri della sopraffazione, dell’indifferenza, della frantumazione che provocano solo guerra e disumanità.

Questo Natale ci invita a ricostruire il muro della speranza, come segno da contrapporre ai troppi alti e prepotenti muri che separano ed opprimono; un piccolo muretto dove sedersi tutti insieme a cantare ed attendere la Vita, dove il pezzetto di ognuno, con le sue sapienze, i cammini, le speranze, diventa prezioso, incrociandosi e congiungendosi con quello dell’altro.

Ho la sensazione che solo lì e solo così potrà nascere ancora una volta Gesù… allora diventiamo insieme apprendisti e manovali della speranza perché vinca la Vita.
Buon Natale.

Alessandro prete e la Comunità delle Piagge