Antonio Tabucchi, un racconto inedito arriva in libreria

Con la nuova edizione de Gli Zingari e il Rinascimento introdotta da Salvatore Settis

Dopo un’assenza di 20 anni, torna in libreria Gli Zingari e il Rinascimento. Vivere da Rom a Firenze, ripubblicato da edizioniPiagge con alcuni preziosi inediti. Il pamphlet di Antonio Tabucchi è il racconto di un “viaggio all’inferno”, appena dietro l’angolo della capitale del Rinascimento, dove l’autore scopre la realtà desolante e disumana di un campo nomadi e la difficile esistenza dei suoi abitanti. Da questo incontro inatteso nasce una vera amicizia e matura l’indignazione e il malessere per il trattamento riservato ai Rom da Firenze, “città volgare”, scandalosa nel suo tradire il senso dell’umanesimo a favore del culto dell’effimero, del successo, del denaro.

La nuova edizione contiene anche una sorpresa, l’inedito Diciannove di agosto, quasi un “regalo postumo” dello scrittore alla comunità delle Piagge, a cui lo univano rapporti di amicizia e stima. In una notte di luna e di festa uno zingaro racconta l’assassinio di Garcia Lorca, cantore appassionato della magia gitana, che pagò con la vita il suo impegno civile e politico. Un doppio omaggio, quindi, alla cultura rom e al grande poeta andaluso, declinato da Tabucchi nel suo stile onirico, tra il ricordo e l’apparizione, oscillante tra passato e presente.

Gli Zingari e il Rinascimento, uscito nel 1999, risuonò come un atto d’accusa alla città e andò presto esaurito, ma, a distanza di anni, scrive Alessandro Santoro nell’introduzione, “con Antonio avevamo amaramente constatato che a Firenze, in Italia e in Europa niente o quasi era cambiato” e restava attuale e irrisolta la questione rom. Nel 2011 Tabucchi iniziò così a lavorare con edizioniPiagge ad una ripubblicazione del testo, mettendo a disposizione altri suoi materiali sul tema. Il progetto ha trovato oggi compimento grazie all’impegno della Comunità delle Piagge e della moglie di Antonio, Maria Josè de Lancastre.

Scrive nella prefazione Salvatore Settis: “Antonio Tabucchi non è mai caduto, come tanti intellettuali, nella tentazione di reagire alle difficoltà del presente chiudendosi in un dignitoso silenzio… al contrario, ha saputo vigorosamente parlare da cittadino ai cittadini, utilizzando con umiltà e con rigore il suo acume nel giudicare il mondo, le sue straordinarie abilità nel raccontarlo”.

E di questo impegno ci parlano anche i risvolti di copertina: “In tempi duri per i tanti poveri che affollano le nostre città, per i diversi, per chi non è parte della maggioranza, per chi proviene da paesi segnati dal dolore, dalla miseria, dalla violenza, i pensieri e le parole di Antonio Tabucchici aiutano a tenere dritta la barra della nostra umanità. Per questo la lettura de Gli Zingari e il Rinascimento e di altri suoi scritti, a venti anni di distanza, ci appare quanto mai attuale, utile e necessaria”.

Il libro è disponibile in tutte le librerie Feltrinelli e nelle librerie indipendenti, oltre che sul sito di edizioniPiagge.

www.edizionipiagge.it | info@edizionipiagge.it




I Rom fiorentini rispondono a Donzelli: “Crea odio per un pugno di voti”

Riceviamo e pubblichiamo

Lettera aperta a Firenze e ai fiorentini, da parte della comunità  rom fiorentina

“Vi scriviamo queste poche righe per esprimere il nostro profondo sgomento e rammarico alla luce di questo attacco politico e mediatico da parte di gruppi politici di destra che stanno propagando l’odio verso la comunità rom fiorentina. Ed in particolare in seguito all’attacco mediatico da parte di Fratelli d’Italia che con a capo Giovanni Donzelli e Francesco Torselli ha pubblicato un video su Facebook nel quale sostenevano che un gruppo di bambini ‘rom extracomunitari’ con atteggiamento ‘mafioso’ associato all’uso della forza molestavano altri bambini e genitori.

In seguito a questo video tutta la comunità si è mossa alla ricerca della verità in quanto noi condanniamo sempre ogni forma di prepotenza ed intolleranza. E alla luce di questo abbiamo appurato l’infondatezza della cosa in quanto gli episodi sono legati a gruppi di bambini di varia etnia insieme a la stragrande maggioranza di bambini italiani che giocano insieme nei giardini in maniera vivace senza creare in nessun modo atti di violenza e molestie nei confronti di nessuno, cosi come confermato da vari operatori che gestiscono la biblioteca del quartiere 4. di via Canova. Questo video di propaganda da parte di Fratelli d’Italia serve soltanto per creare odio nei confronti della comunità rom, una comunità cordiale e pacifica, che viene ripetutamente attaccata dai partiti di destra ai fini elettorali.

Da qua nasce odio e discriminazione razziale, legata anche alla tragica morte di Duccio Dini, dove siamo stati i primi a condannare senza mezze parole i colpevoli di questo episodio, si sta creando un muro nei nostri confronti. Nonostante la stragrande maggioranza di noi è cittadina italiana, nati, cresciuti da tre generazioni a Firenze e ci sentiamo cittadini Fiorentini. Amiamo la nostra città e siamo contro ogni forma di discriminazione, vi scriviamo per tutelare i nostri figli e le nostre famiglie, chiediamo aiuto da parte della amministrazione comunale e di Nardella che prenda una posizione netta nei confronti di questa deriva razziale, e chiediamo anche una posizione ai vari candidati sindaci per capire la loro posizione nei confronti di questa situazione inaccettabile. Speriamo venga accolto il nostro messaggio di PACE, perché continuare a colpire sempre la comunità rom per scopi elettorali lo troviamo poco serio e irrispettoso sia nei nostri confronti che della comunità fiorentina”.




Deposito tram in piazza Alpi? Dalle Piagge il NO a Nardella

Comunicato stampa Comunità delle Piagge
 
Deposito tramvia 4 in Piazza Alpi-Hrovatin. 
Il no della Comunità delle Piagge a Nardella
 
Ignorato e svilito il progetto partecipativo della Regione (e del Comune stesso). Ancora una volta le grandi opere si fanno sulla pelle delle persone.
 
La Comunità delle Piagge scrive una lettera aperta al sindaco Dario Nardella, agli assessori Giorgetti e Bettini e, per conoscenza, ai candidati e alle candidate a sindaco
 
In questi giorni il Sindaco Nardella e l’Assessore Giorgetti hanno presentato in vari luoghi del Quartiere 5 il progetto della linea 4 della tramvia Leopolda-Piagge. Per la zona delle Piagge forse una buona notizia, anche se da valutare in base all’impatto e al tracciato, se non fosse per un effetto collaterale devastante che la realizzazione avrebbe su un’area delle Piagge che da tempo avrebbe dovuto diventare il cuore del quartiere, l’area denominata nel 2016 dallo stesso Comune di Firenze “Piazza Alpi-Hrovatin”, che comprende il Centro sociale il Pozzo della Comunità delle Piagge e parte del grande pratone di via Lombardia.
 
Le tavole progettuali presentate infatti, mostrano che il deposito dei mezzi tramviari lato Piagge occuperà tutta l’area tra l’ex via Lombardia, il centro sociale il pozzo, le navi di via della Sala e il maneggio, quindi l’intera Piazza Alpi e Hrovatin (ad eccezione dello spazio di pertinenza del centro sociale), su cui, come Comunità delle Piagge, abbiamo appena concluso un percorso di progettazione partecipata finanziato dalla Regione Toscana grazie alla legge sulla partecipazione (L.R.46/2013), attivato con la raccolta di più di 1000 firme e promosso da una rete di 15 partner tra associazioni e altre realtà del territorio.
 
E’ bene che tutti sappiano che il Comune di Firenze ci ha messo la faccia in questo percorso, perché l’assessora all’Ambiente e Partecipazione Alessia Bettini ha firmato la lettera di supporto che ha consentito all’Autorità della Partecipazione di accettare la richiesta di attivazione del processo e sia la Bettini che il presidente del Q5 Cristiano Balli che l’assessore ai beni comuni Fratini hanno preso parte al momento conclusivo del percorso partecipativo Apriti piazza! avvenuto al teatro Viper lo scorso dicembre, alla presenza di numerosi abitanti e soprattutto delle famiglie dei ragazzi della scuola Paolo Uccello, partner del progetto, che molto si sono spesi nel dare il loro contributo creativo. 
 
Né in quella occasione, né nei numerosi colloqui precedenti, ci sono state fornite informazioni chiare sul progetto del deposito della tramvia, che in ogni caso non è mai stato considerato incompatibile con l’esistenza della Piazza, anzi sembrava che con la previsione del prolungamento della tramvia fino a Campi Bisenzio anche il deposito sarebbe stato spostato altrove. 
 
E quindi? Glielo hanno detto questi due assessori al Sindaco e al loro collega di Giunta Giorgetti, responsabile della mobilità cittadina e quindi dei progetti sulla tramvia, che qui c’è una piazza, tra l’altro intitolata a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e inaugurata dalle stesse istituzioni cittadine in pompa magna qualche anno fa? Gliel’hanno detto che ci sono delle persone che abitano in casermoni di periferia che stavano aspettando da anni di vedere riqualificato lo spazio pubblico intorno alle loro case che invece ci vedranno parcheggiati i tram? 
 
Noi come comunità delle Piagge, chi ha guidato con noi il percorso e chi ha partecipato con fiducia, ci sentiamo presi in giro e ingannati e ci opporremo con tutte le nostre forze a questo scellerato progetto che contraddice anni di indirizzi di pianificazione che da sempre indicavano questa area come nuova centralità di progetto. Un vero spazio pubblico di aggregazione da sempre manca in questo quartiere e da sempre la sua nascita è stata prevista qui. Ricordiamo uno tra tutti, il Piano Guida De Carlo per le Piagge, frutto anch’esso di un lungo lavoro di progettazione da parte di uno dei più grandi urbanisti italiani che ha coinvolto il territorio e la stessa comunità delle Piagge già all’inizio degli anni 2000, scelte ribadite in svariati piani di settore e nel Piano strutturale vigente e poi contraddette come se niente fosse.
 
Intitolare una piazza definendo solo un perimetro sulla carta, attrezzarla con l’apposizione di una targa e continuare a lasciarla un pratone abbandonato (tra l’altro inquinato e da bonificare, su cui nessuno ha mai provveduto a fare analisi dettagliate e definitive per capire se esiste un pericolo per la popolazione), già ha dell’assurdo. Attivare un processo partecipativo di 6 mesi finanziato con soldi pubblici per progettarla e poi non tenerne minimamente conto e farci il deposito della tramvia è inimmaginabile, eppure è successo. 
 
Come al solito le grandi opere si vogliono realizzare passando sopra alle comunità esistenti e alla loro storia. Ma noi non ci stiamo! Nardella e Giorgetti rivedano subito il progetto e parlino chiaramente con noi prima di fregiarsi, come amministrazione, di un risultato utile alla cittadinanza ancor prima della sua realizzazione. Realizzazione che, invece, se portata avanti in questo modo, costituirà l’ennesimo furto di futuro per noi e per gli abitanti delle Piagge. 
 
Noi non staremo fermi. Il rischio di vedere svanire l’ultima occasione di creare un luogo di socialità viva e attiva nel quartiere e di dare un senso alla parola riqualificazione delle periferie rendendole davvero città attraverso una visione ampia, unitaria e coerente, come era quella del Piano De Carlo, è concreto e noi non lo vogliamo correre!
 
Comunità di Base delle Piagge



Un deposito di tram in Piazza Alpi alle Piagge: alla faccia della partecipazione!

Sconcerto e rabbia tra gli abitanti delle Piagge dopo aver visto che la “loro” piazza dovrebbe diventare un deposito per la linea 4 della tramvia. Sul futuro di piazza Alpi-Hrovatin infatti nei mesi scorsi è stato costruito un percorso di progettazione partecipata, che a questo punto sembra essere stato nient’altro che un gioco.

Di seguito il comunicato della piaggese Adriana Alberici, candidata al Consiglio Comunale e al Quartiere 5 per la Lista Firenze Città Aperta.

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TRAMVIA LINEA 4, Alberici: “Perché il deposito dei mezzi proprio in piazza Ilaria Alpi? è una follia. Prima l’Amministrazione uscente sostiene il percorso partecipativo “Apriti Piazza” finanziato dalla Regione Toscana e poi, al dunque, cancella la stessa piazza oggetto del progetto, prevedendo il Deposito dei tram proprio in quell’area. A questa follia diciamo no, subito!

Dalle presentazioni sulla linea 4, tenute in questi giorni dagli uscenti sindaco Nardella e assessore alla mobilità Giorgetti, con molta enfasi da campagna elettorale, a Rifredi e alle Piagge – dichiara Alberici – ho appreso che il progetto della linea 4 della tramvia Leopolda-Piagge prevede il deposito dei mezzi tramviari lato Piagge nello spazio attiguo al Centro Sociale Il Pozzo, in piazza Alpi e Hrovatin. Peccato che su quella zona la Comunità delle Piagge avesse, in tempi molto recenti, concentrato i suoi sforzi di progettazione prima con una raccolta firme al fine di ottenere il finanziamento della Regione Toscana per il percorso partecipativo e poi col progetto stesso, sostenuto e celebrato anche dagli Assessori uscenti Bettini e Fratini, che hanno partecipato anche alla festa di chiusura. L’area è quella del pratone dove si era immaginato ben altro, come un parco urbano, un’area verde, insomma uno spazio da fruire come zona collettiva e di aggregazione. Un deposito tramviario in quello stesso spazio – prosegue Alberici – è pura follia e cancellerebbe la possibilità di preservare un centro sociale vivo come è oggi quello delle Piagge riducendo, tra l’altro, la superficie che ci era stato garantito (da assessori uscenti della stessa giunta, come Bettini e Fratini) sarebbe rimasta in gran parte a piazza”.

“Il progetto della tramvia linea 4 sarebbe in sé utile (anche se da valutare nel merito del tracciato e dell’impatto) in quanto collegherebbe finalmente l’estrema periferia al centro con possibilità di prosecuzione fino a Campi – dichiara ancora la candidata – ma, con la collocazione del deposito giusto in quell’area, non tiene conto, come purtroppo spesso avviene con le grandi opere, delle comunità che insistono sui luoghi attraversati”.

“Ancora una volta l’amministrazione uscente, che ho imparato purtroppo a conoscere fin troppo bene nel corso di questi sei mesi in consiglio comunale, trascorsi tra i banchi dell’opposizione di Firenze a Sinistra – conclude Alberici – delude profondamente e mostra la sua doppia faccia: da una parte, ha sostenuto il percorso partecipativo della Comunità con lettere di sostegno e apparente accoglienza delle idee proposte, dall’altra, ancora una volta, inganna un’intera comunità, i residenti e gran parte della cittadinanza che aveva supportato il progetto anche con una grande raccolta firma presentate alla Regione Toscana. Di fronte a quest’inganno, non si può stare fermi. Insieme alla comunità e a chi ha condotto il percorso, chiederemo subito all’amministrazione di rivedere il progetto e, se necessario, mobiliteremo gli abitanti della zona che stanno subendo l’ennesimo furto di futuro!




Mimmo Lucano a Vicofaro da don Biancalani – video

Video dell’intervento di Mimmo Lucano a Vicofaro, ospite di don Massimo Biancalani nella chiesa di Santa Maria Maggiore, definita da Lucano “una chiesa aperta a tutti, senza scuse e senza alcun tipo di discriminazione”.

L’ex sindaco di Riace, sospeso dalla carica di primo cittadino della città calabrese dal 3 ottobre scorso a seguito delle indagini aperte su di lui per concussione e truffa, e per lo stesso motivo allontanato dalla città, è l’inventore del cosiddetto Modello Riace, un sistema di accoglienza che mira alla ristrutturazione di immobili abbandonati con fondi pubblici, così da ripopolare i paesi grazie ai migranti, che negli anni hanno ridato vita ad attività tradizionali come  la tessitura o la lavorazione artigianale del vetro.

Guarda il video di Antonio Fiorentino.




Zanotelli: “Il decreto sicurezza è una barbarie”. Firmiamo l’appello

“È grave che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia firmato a cuor leggero un decreto palesemente anti costituzionale. Mi auguro che intervenga almeno la Corte Costituzionale”. A tirare la giacca al Capo dello Stato non è un leader politico ma un missionario, padre Alex Zanotelli, comboniano che vive da anni nel quartiere Sanità a Napoli dopo aver passato gran parte della sua vita nella più grande baraccopoli di Nairobi, Korogocho.

Ieri ha lanciato un appello attraverso la piattaforma change.org in cui richiama la Conferenza episcopale a prendere posizione; gli istituti missionari e i parroci ad aprire le loro case ai profughi “destinati alla deportazione”; i responsabili degli Sprar e dei Cas, perché disobbediscano, trattenendo nelle strutture i migranti, e i giuristi, perché portino queste violazioni dei diritti umani alla Corte Europea di Strasburgo.

Raggiunto nella tarda serata del 4 dicembre, padre Alex (che il 5 dicembre, è andato davanti a Montecitorio con un digiuno a staffetta) era ancora al lavoro per mobilitare più gente possibile a firmare questo appello. Nel suo scritto non nomina mai il ministro dell’Interno Matteo Salvini ma a IlFattoQuotidiano.it rivela: “Salvini sta prendendo in giro gli italiani, non ha alcuna voglia di risolvere il problema fa solo propaganda politica”. Nel testo della petizione il missionario spiega il perché. “Il Decreto moltiplicherà il numero dei clandestini e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. L’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa 40mila usciranno dagli Sprar. E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi. Entro il 2020 si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada. E gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i Cpr. A questi verrà ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro Paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia come mano d’opera a basso prezzo per il caporalato del Nord e del Sud”, si legge.

Il missionario parlando con IlFattoQuotidiano.it se la prende anche con una “sinistra incapace di fare opposizione” e con la Cei: “La Lega esiste da trent’anni, ma trovami un solo documento della Cei che prende posizione”. Poi si rivolge ai suoi fratelli e alle sue sorelle: “Al di là dei comboniani sto chiedendo a tutti gli istituti missionari maschili e femminili di intervenire aprendo le loro case: non è concepibile che lavoriamo in Africa e non alziamo la voce in difesa degli immigrati qui in Italia. La missione oggi è globale”.

Nell’appello il missionario ricorda che “il decreto Sicurezza è una legge repressiva anche nei confronti degli italiani. Rende reato, per esempio, il blocco delle strade o delle ferrovie (strategia nonviolenta attiva), proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il Daspo e gli sgomberi“. E sulla questione migrazione il testo spiega: “Questo decreto prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio(CPR), lo smantellamento dei centri Sprar (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione dall’iscrizione al servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi. Trovo particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione. Questa è una legge che trasuda la ‘barbarie’ leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia“.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

L’appello si può firmare qui: https://www.change.org/p/corte-costituzionale-decreto-in-sicurezza-democraziasottoattacco




EquAgenda 2019, dalle Piagge un “Buon anno” tutti i giorni

Maurizio Maggiani e Lella Costa, Ascanio Celestini e Goffredo Fofi, Armando Punzo e Antonietta Potente, fidati compagni di viaggio, tra gli altri, della Comunità delle Piagge. Hanno preso carta e penna e hanno scritto un pensiero al mese, una proposta, un invito a essere il cambiamento che vogliamo per una società più giusta e dalla parte dei più deboli. Parole che hanno l’ambizione di cambiare il mondo scritte appositamente per l’edizione 2019 dell’Equagenda prodotta dalla cooperativa EquAzione delle Piagge insieme all’associazione Ita-Nica.

Nell’agenda anche scritti di Alex Zanotelli, Mondeggi Bene Comune Fattoria senza padroni, Tomaso Montanari, Associazione Mamme No Inceneritore, Saverio Tommasi, Arianna Papini, Giuseppe Gervasi, Giovanni Zoppoli. Insieme per costruire un linguaggio del cambiamento possibile, auspicabile.

Circola pessimismo tra i tanti di buona volontà. Abbiamo bisogno di buone parole, come ceppi per alimentare il fuoco nella stanza gelata. Possiamo considerarla, questa piccola agenda, un breviario della speranza, una raccolta di auguri per un cambiamento individuale e collettivo in grado di far risuonare l’umano, oggi in grande affanno, celato allo sguardo dei più.

La nostra attenzione viene riempita dalla superficialità del mondo, dai rumori di fondo, dai tweet e dai selfie, dagli scaffali grondanti promesse, lusinghe e merci. Le parole sono importanti per riannodare i sogni e immaginare qualcosa di diverso, di più sano per la nostra vita. Segni che ci segnano, che scambiamo e ci rendono sognati. Per arredare luoghi da abitare più che da consumare, per distribuire giusta dignità, stringere alleanze, dare appigli al riscatto. Ecco perché alle Piagge abbiamo pensato di animare tutti i giorni dell’anno con parole importanti, in grado di sostenerci nelle difficoltà quotidiane.

L’EquAgenda 2019 è disponibile alle Piagge al prezzo di 10 euro presso la Bottega EquAzione, il negozio del commercio equo e solidale del quartiere in piazza Alpi e Hrovatin, alla periferia ovest di Firenze. Ha una rilegatura in brossura stile ‘moleskine’ chiusa con un elastico, contiene il calendario del 2019 e del 2020, ha un formato 10×15 e un’organizzazione settimanale verticale con orario giornaliero. Nelle 160 pagine stampate su carta riciclata certificata c’è anche il calendario lunare e delle semine.




Un tappeto per la piazza delle Piagge

Cinque metri per cinque: è la dimensione del “tappeto” fatto di canovacci che domenica 30 settembre verrà steso sul prato di piazza Alpi Hrovatin alle Piagge per un picnic collettivo.
Si tratta del secondo evento pubblico del percorso di progettazione partecipata Apriti Piazza!, incentrato sulla costruzione di un vero spazio urbano di incontro e convivenza nell’area compresa tra via Lombardia, via della Sala, il maneggio e la discoteca Viper.

Il tappeto è stato assemblato cucendo insieme un’ottantina di canovacci da cucina, donati dagli abitanti delle Piagge per questo progetto di arte partecipata, pensato e realizzato da Tina Grifoni, giovane artista toscana. “L’idea del tappeto mi è venuta pensando a un gesto di riappropriazione fisica e simbolica del territorio – spiega Tina – dato che finché uno spazio non si sente come proprio non si può nemmeno immaginarlo. Il canovaccio è un oggetto semplice, quotidiano, privato… un tappeto di canovacci diventa simbolo di uno spazio pubblico come somma di vissuti privati”.

Parte dei canovacci sono stati raccolti porta a porta dall’artista nei condomini delle Piagge, dove lei stessa ha spiegato ai residenti il senso dell’operazione: oltre al canovaccio, Tina ha chiesto di consegnare scritta su un foglio una parola o una frase con il proprio desiderio per la piazza che verrà. Questi desideri saranno poi scritti da lei sul tappeto prima della sua apertura sul prato. “La stesura del tappeto e il picnic sono parte integrante del progetto artistico – precisa Tina. L’arte partecipata, che è il mio interesse principale, prevede appunto il coinvolgimento delle persone a più livelli nel processo creativo, che va oltre la produzione di un oggetto, ma può continuare nel tempo”.

Un altro progetto che Tina ha realizzato ai tempi del suo master a Bruxelles è stato “Building a well”, in cui le persone hanno costruito un pozzo di mattoni crudi al cui interno erano stati inseriti dei semi. Nel tempo i mattoni si sono sciolti con la pioggia, i semi hanno germogliato, “in un’allegoria del rapporto tra azione umana e natura”.

Racconta ancora Tina: “Arrivando nel quartiere delle Piagge, che non conoscevo, ho notato subito la mancanza di punti di aggregazione, di spazi pubblici riconoscibili… l’effetto è di disorientamento. Tuttavia ho incontrato persone disponibili, gentili e interessate a partecipare col proprio pezzetto di quotidiano al progetto del tappeto, che è alla fine un piccolo seme gettato nell’immaginario… mi auguro che possa davvero contribuire alla nascita di una vera piazza partecipata”.

Oltre al picnic sul prato e alla stesura del tappeto, già dalle 10.30 sarà attivo un videobox/set fotografico dal titolo “Per la piazza ci metto la faccia”: i partecipanti, tutti inquadrati da una camera fissa, avranno un tempo limitato per esprimere la propria idea per la piazza. Gli interventi saranno poi raccolti e montati in un video a cura di Alberto Tempi e Elena Barthel dell’associazione Officina.

Dalle 14.30 invece sarà possibile prendere parte a un laboratorio sul gesto, a cura del Centro di Produzione Virgilio Sieni, rivolto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al linguaggio del corpo e alle sue potenzialità espressive, senza conoscenze specifiche di danza. Un percorso di consapevolezza attorno alle azioni primarie del movimento.

Programma della giornata:

ore 13.00
PICNIC SUL PRATO
Portate stoviglie e un telo da casa, la merenda la offriamo noi, ma voi potete aggiungere qualche piatto speciale!

ore 14.30
LEZIONE SUL GESTO APERTA A TUTTI a cura del Centro Nazionale di Produzione Virgilio Sieni.

ore 10.30 – 16.00
PER LA PIAZZA CI METTO LA FACCIA
Videobox e set fotografico davanti al centro sociale “Il Pozzo” per raccontare la piazza immaginata.

Apriti Piazza! è un progetto promosso da Comunità delle Piagge e da una rete di 15 associazioni del territorio e finanziato con l’appoggio della Legge Regionale 46/2013.




La luna e i falò, alle Piagge il grande cinema

Alle Piagge per vedere i grandi film centrati sulla vita esaltante, rischiosa, perduta di adolescenti e giovani. Un piccolo festival all’aperto ispirato alle parole di Cesare Pavese ne La luna e i falò: “Un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

L’appuntamento è per tutti i lunedì e i giovedì dal 27 agosto al 10 settembre in Piazza “Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”, dove ha sede l’associazione di volontariato il Muretto che propone la visione all’interno dell’estate fiorentina.

L’ingresso è gratuito e tutte le proiezioni hanno inizio alle 21.30. Ogni sera verranno sorteggiati i vincitori dei libri che hanno ispirato il film. In caso di pioggia tutti al coperto grazie al Centro sociale Il Pozzo.

Ecco tutti i film in calendario

Lunedì 27 Agosto – VELOCE COME IL VENTO (La giovane Giulia gareggia da sempre insieme ai piloti uomini e tutto ciò che conta è l’asfalto che brucia e la grinta da dimostrare al volante. Il regista Matteo Rovere ha ricostruito una storia vera di gare automobilistiche in Italia. Splendidi i due protagonisti, Matilda De Angelis e Stefano Accorsi). Durata 119 min. / Italia 2016

Giovedì 30 Agosto – MISS PEREGRINE-LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI (Invisibili o più leggeri dell’aria, dotati di una forza gigantesca o di una bocca vorace, pieni di fuoco o di api. Miss Peregrine abita un mondo di infanzia eterna, affollato di ragazzini sensibili e lunari a cui mostri invisibili vorrebbero divorare gli occhi. Vecchi folli, mentori immortali, padri mitomani, nonni affabulatori che raccontano una vita sognata. Un fantasy di Tim Burton assai speciale). Durata 125 min. / Usa 2016

Lunedì 3 Settembre – INDIVISIBILI (Viola e Dasy, gemelle siamesi, sono fisicamente indivisibili, sognatrici, disperate e felici. Cantano ai matrimoni e alle feste, danno da vivere a tutta la famiglia. Ma il loro sogno è la normalità, come molti giovani nei territori marcati dal malaffare e dalla camorra) Durata 100 min./ Italia 2016

Giovedì 6 Settembre – LA PARTE DEGLI ANGELI (Il titolo richiama la parte di whisky che evapora dai barili in legno durante la maturazione, bevanda al centro delle avventure di un gruppo di giovani sbandati di Glasgow. Una commedia divertente di Ken Loach. Ha vinto a Cannes il Premio della regia). Durata 106min./ Gran Bretagna, Francia, Belgio, Italia 2012

LUNEDì 10 Settembre – QUANDO HAI 17 ANNI (Damien e Tom vivono in un piccolo borgo dei Pirenei. Pur di estrazione sociale diversissima, frequentano la stessa scuola e ricercano la loro verità profonda che passa anche attraverso una reciproca attrazione. Prima di amarsi e (af)fidarsi devono cercarsi, battersi, darsele di santa ragione dentro una natura selvaggia sulla quale scorre il tempo e le stagioni). Durata 116’ / Francia 2016

Acqua di qualità offerta da Publiacqua che sostiene la rassegna cinematografica alle Piagge




Piazza Alpi Hrovatin, domani al via il progetto partecipato 

Festa di apertura dedicata a Luciana Alpi
 
Si terrà domani 14 giugno alle Piagge la festa di avvio del progetto partecipato Apriti Piazza!, sostenuto da più di mille firmatari e finanziato dall’Autorità della partecipazione della Regione Toscana.

Il percorso vuole raccogliere idee e stimoli dagli abitanti del quartiere per progettare insieme un ampio spazio che oggi ospita gli edifici della Comunità delle Piagge e un grande prato.

Due anni fa l’area è stata intitolata alla memoria dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi in Somalia nel 1994 mentre indagavano su un traffico di rifiuti tossici.

Proprio ieri è scomparsa la madre di Ilaria, instancabile nel cercare la verità sulla morte della figlia. In occasione dell’inaugurazione della piazza, Luciana Alpi fece arrivare il suo saluto alla Comunità delle Piagge, che domani le dedicherà un affettuoso ricordo.

Il percorso di Apriti Piazza!, che entrerà nel vivo a settembre, prevede una serie di workshop con i cittadini, e si concluderà a dicembre con la presentazione alla cittadinanza e alla pubblica amministrazione.

Oltre agli incontri pubblici di progettazione partecipata, sono previsti scambi con esperti, laboratori e altre azioni collettive conviviali.
Domani sarà lanciato il progetto di arte collettiva “Un tappeto per la piazza“: con i canovacci delle cucine degli abitanti delle Piagge verrà cucito un grande tappeto, decorato da parole che racchiudono i desideri per questo luogo, e che poi verrà steso sul prato di piazza Ilaria Alpi – Miran Hrovatin.

Di seguito il programma della giornata

>> GIOVEDI’ 14 GIUGNO ALLE ORE 18 <<
FACCIAMO FESTA
in Piazza ILARIA ALPI – MIRAN HROVATIN

(tra via Lombardia, via della Sala, il maneggio, la discoteca Viper; contenente la bottega delle economie solidali e il Centro sociale).
18,30: Musica dei ragazzi dell’ensemble “Blue Flue” della Scuola secondaria di primo grado Paolo Uccello, Le Piagge
19,00: Aperitivo/cena
20,00: Informazioni sulle tappe del processo partecipativo e chiacchiere sulla piazza che vogliamo
21,00: Presentazione del libro L’irruzione degli invisibili. Il ’68 e la nascita di nuovi mondi in America Latina, con l’autore Raul Zibechi.
https://www.facebook.com/apritipiazza
http://open.toscana.it/web/apriti-piazza-/home