Caso Magherini, a processo Carabinieri e volontari della Croce Rossa

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Le lacrime di babbo Guido, che un candido fazzoletto di stoffa non riesce a fermare, sono l’immagine dolente del giorno più lungo della famiglia Magherini. Verrà il processo per la morte di Riccardo, si discuterà in mille modi, anche duramente, di come e perché un giovane uomo di 39 anni abbia perso la vita in manette, sotto la tutela dei carabinieri che lo avevano appena arrestato. Ma non è questo il giorno. Oggi, quell’omone grande e grosso come Guido Magherini si fa piccolo sotto il peso insostenibile delle lacrime di un uomo che ha perso suo figlio e così, anche un avvocato barricadero come Fabio Anselmo sembra voler rallentare un attimo e prender fiato dopo le mille polemiche di questa storia: «C’è tanto da lavorare perché questa non è una sentenza, è un rinvio a giudizio. Ma volevamo un processo e oggi lo abbiamo. In quella sede finiranno tutte le nostre questioni e lì capirete cose che ora faccio fatica a spiegarvi». Poco più in là, Andrea Magherini srotola una foto del fratello morto.

di Gigi Paoli per La Nazione

Undici giugno, ore 9, seconda sezione penale: questo sarà il giorno, il primo di una lunga serie. Il giudice Fabio Frangini, dopo un’udienza preliminare insolitamente lunga per gli interventi degli avvocati («sembrava un abbreviato» hanno commentato i presenti), ha di fatto passato la patata bollente al collegio giudicante, accogliendo integralmente le richieste del pubblico ministero Luigi Bocciolini: «Tutti a giudizio per tutto», ha mormorato il magistrato allontanandosi. E dunque: i carabinieri che arrestarono Riccardo e i tre volontari della Croce rossa che arrivarono per primi sul posto saranno processati per omicidio colposo; uno dei militari dovrà rispondere anche del reato di percosse per alcuni calci.

Come all’udienza precedente, tanti amici si sono stretti alla famiglia Magherini, in trepidante attesa di un giudizio che comunque, pur essendo ampiamente annunciato, ha scatenato applausi e cori da stadio fermatisi subito davanti alle lacrime di Guido Magherini. E adesso, come nelle elezioni politiche, sembrano aver vinto tutti: l’avvocato Anselmo che voleva il processo; la procura che piaccia o no lo ha istruito e ha ottenuto il rinvio a giudizio; il difensore dei carabinieri Francesco Maresca che si dice «soddisfatto perché è stata cristallizzata la responsabilità colposa e non c’è stato alcun pestaggio»; il difensore dei volontari Massimiliano Manzo che è «sereno»; i supporter dei Magherini che gridano la propria gioia anche sul web per un esito di cui rivendicano la compartecipazione. Ma il dato fondamentale, alla fine, è che un processo (finalmente pubblico) per la morte di Riccardo Magherini si farà e forse l’apertura delle porte del tribunale per il dibattimento farà smettere di bollire quel che l’avvocato Maresca ha efficacemente definito in aula «il calderone di elementi esterni al processo che nulla c’entrano con il nucleo della vicenda». E la migliore risposta a tutto e a tutti l’ha data il povero Guido Magherini. «E’ una vittoria per voi?», gli ha gridato qualcuno. Guido ha alzato gli occhi dal fazzoletto e con la voce rotta dal pianto lo ha giustamente fulminato con lo sguardo: «Qui non c’è alcuna vittoria, Riccardo non c’è più».

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