Zerozerocinque, la tassa anti-speculazione

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Sara Capolungo per l’Altracittà

Un modo per far pagare la crisi economica ai grandi attori finanziari, che ne sono i maggiori responsabili, invece che ai cittadini? La tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), ovvero un’imposta estremamente ridotta- lo 0,05%- su ogni operazione dei mercati finanziari.
È la proposta della Campagna 005 http://www.zerozerocinque.it/, promossa dall’Arci insieme a decine di altre associazioni della società civile, che chiede anche al governo italiano di appoggiare la TTF. Infatti, se la TTF fino a qualche anno fa sembrava utopia, oggi i governi di Francia e Germania la sostengono a gran voce. La TTF, insomma, è un modo semplice per contrastare le speculazioni finanziarie senza scoraggiare investimenti e risparmio, perché colpisce il giochetto di chi compra e vende titoli nell’arco di pochi secondi per guadagnare su piccole oscillazioni dei prezzi.
D’ altra parte, le conseguenze della speculazione sono state le protagoniste di questi primi mesi del 2011: l’incremento del prezzo del cibo è stata, infatti, la scintilla che ha fatto esplodere la protesta in Tunisia e in altri Paesi del Mediterraneo. Ma già nel 2008 il prezzo del grano era aumentato dell’80% e quello del mais del 90%, causando povertà, malnutrizione e sommosse in diverse località del Pianeta. Il prezzo del petrolio è passato dai 60 dollari al barile del 2006 ai 144 del luglio 2008, per precipitare in poche settimane a 35 dollari e poi risalire nuovamente. Simili montagne russe dei prezzi non sono legate all’economia reale, ma a una speculazione finanziaria che ha impatti devastanti, in particolare sui più poveri.
Ma in che modo la TTF potrebbe contrastare la speculazione? Un esempio: chi realizza cento compravendite dovrebbe pagare la tassa cento volte. E il peso diventa progressivamente più alto più gli obiettivi sono di breve periodo, senza colpire l’economia reale. La tassa, infatti, si applicherebbe limitatamente alle transazioni fra attori abitualmente operanti sui mercati finanziari. Le transazioni come pagamenti per beni e servizi, prestazioni lavorative, prestiti interbancari a breve durata e tutte le ordinarie operazioni bancarie (versamenti, bonifici, prelievi) sarebbero esclusi dall’applicazione della tassa. Insomma, una specie di Tobin tax, proposta dall’economista James Tobin negli anni ’70, ma con alcune differenze. La Tobin tax, infatti, è una tassa che riguarda esclusivamente gli scambi di valuta, mentre la TTF amplierebbe il numero delle transazioni tassabili e con un tasso inferiore a quello della Tobin. Un tasso che può variare dallo 0,01 allo 0,05 a seconda del tipo di operazione interessata.
Secondo Andrea Baranes, portavoce della Campagna 005, se applicata in Europa, la TTF sarebbe in grado di generare 200 milioni di euro all’anno, che diventerebbero 650 su scala mondiale. Tutte risorse che potrebbero essere utilizzate per il welfare e le spese sociali, la cooperazione internazionale e i cambiamenti climatici. Precisa Baranes : “Sul sito internet sono disponibili tutte le informazioni sulla campagna e su come partecipare attivamente. Una piccola proposta con un grandissimo obiettivo: chiudere il casinò finanziario globale e fermare la speculazione selvaggia che colpisce i cittadini e l’economia”.

Info: http://www.zerozerocinque.it/

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