Yes, we cani! Visita al canile "abusivo" del Termine

image_pdfimage_print

di Floriana Pagano

Arrivare al canile del Termine e scoprire che tanta gente ha risposto all’appello dei volontari portando scatolame di vario tipo per i tanti cani e gatti del canile, è stata davvero una bella sensazione. Non siamo gli unici, una volta tanto! Un volontario si affaccia all’ingresso. Aveva appena terminato di sistemare gli scatoloni di cibo ma, ben presto, realizza che il lavoro non è affatto terminato: pacchi su pacchi di croccantini e scatolette di nuovo ammassati sul tavolo all’ingresso. Serena, volontaria con gli occhi azzurri, ci apre le porte del canile. Possiamo visitare solo la parte iniziale del Termine. Quella è la zona dove siamo autorizzati a passare. Ed eccoli, i cani, pronti ad abbaiare all’estraneo per poi finire, come una specie di gara, ad abbaiarsi l’uno addosso all’altro attraverso le sbarre delle gabbie. Mi viene mente con una certa ansia – era dal pomeriggio che ci pensavo – la mia prima volta in un canile, tanti anni fa. Era quello di Calenzano. Fu un’esperienza molto forte. Molti cani, al mio arrivo, erano liberi. Non erano pericolosi ed erano in semilibertà forse solo per permettere ai volontari di pulire le gabbie. E così mi vennero incontro con i loro mille musi e mi stavano addosso, spingevano, odoravano; ti studiavano, insomma. Non facevi un passo senza che loro non lo avessero deciso. Ma non ci nessun problema se non quello di portarsi a casa la sensazione di essere stata in una specie di lager.

Ma “il Termine non è un canile lager”. Usa la stessa espressione Serena che da più di tre anni, a titolo completamente gratuito, dedica il suo tempo libero a questi animali. Certo, starebbero meglio altrove. Ma, pur avendolo visitato per così poco tempo, penso di poter condividere l’opinione della volontaria. I cani smettono presto di abbaiare e questo, nonostante tutto, è sempre un buon segno. Le gabbie non sono minuscole. Un vecchio cane dorme sfinito dal caldo e non si alza neppure a vedere gli ultimi intrusi. Il resto dei cani, sembra stare abbastanza bene. Sono circa trecento. I gatti, anche loro molto numerosi, stanno in un’altra area che non riusciamo a visitare. Molti sono anche i micetti al seguito. I problemi, come al solito, tanti mentre i volontari sempre sempre pochi. L’emergenza è continua. Il Termini è un canile privato ed è stato edificato su un’area non autorizzata. E’ quindi un canile abusivo. L’associazione “Unione Amici del cane e del Gatto”, che da anni gestisce il canile, ha avuto diversi guai con la giustizia per una “cattiva” gestione del canile stesso. Una situazione penosa che da anni si trascina tra minacce di sgombero, ordinanze del Tar e autorizzazioni sanitarie sospese. In questo clima, l’unica certezza è ancora una volta il lavoro silenzioso e difficile dei volontari.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *