WSF Porto Alegre 2003 – IL FILO ROSSO LILLIPUZIANO CHE LEGA PORTO ALEGRE A DAVOS

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Si chiama “Collevecchio Declaration” la carta con cui le Ong internazionali presenti al World Economic Forum di Davos le Ong internazionali chiedono la riforma delle istituzioni finanziarie, in particolare delle banche private. Nel documento si evidenzia come quest’ultime giochino un ruolo fondamentale nell’incanalare i flussi finanziari, nel creare mercati e nell’influenzare le politiche internazionali, riuscendo spesso a non essere responsabili nei confronti dei cittadini e a causare danni per l’ambiente, i diritti umani e l’equita’ sociale.
Le parole di Antonio Tricarico, presente a Davos e referente della lillipuziana Campagna per la Riforma della Banca Mondiale ci aiutano a comprendere meglio il senso della Carta: “Non di rado le istituzioni finanziarie contribuiscono a veicolare in maniera irresponsabile fondi a compagnie che adottano una linea di condotta non etica, a governi corrotti e per progetti devastanti. Spesso sono proprio le banche private che in genere hanno il controllo delle multinazionali e che con le loro azioni sono corresponsabili delle sempre più frequenti crisi finanziarie internazionali.
Per ovviare a questa serie di problemi chiediamo che le istituzioni finanziarie private operino per non danneggiare l’ambiente ed il contesto sociale e riguardo a ciò siano responsabili per eventuali impatti negativi. Si devono inoltre impegnare per essere del tutto trasparenti e sostenibili nelle loro azioni, adottando regole chiare e vincolanti. È necessario porre sempre più attenzione all’ operato delle grandi banche private, attori segreti e ormai determinanti dell’attuale processo di globalizzazione”

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