21 novembre 2018

Wikileaks, G8 di Genova. Per gli USA "abusi dei diritti umani" ma poi intervenne Berlusconi…

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di Enrico Franceschini per Repubblica

Dopo i violenti incidenti al summit del G8 a Genova del 2001, in cui un manifestante, Carlo Giuliani, perse la vita e altri 400 rimasero feriti, il dipartimento di Stato americano criticò il comportamento della polizia e delle autorità italiane, in un rapporto pubblico che parlava di azioni equivalenti ad “abusi dei diritti umani”. Ora, da nuovi cablogrammi di WikiLeaks, salta fuori che il ministero degli Esteri italiano si lamentò di quelle parole con l’ambasciata Usa di Roma, la quale diede ragione alla nostra diplomazia schierandosi contro i propri superiori a Washington e ammonendo che le critiche provenienti dagli Usa aiutavano la sinistra italiana a denunciare l’operato del governo Berlusconi.

“L’opposizione italiana continuerà a tirare pietre nel tentativo di far cadere un popolare primo ministro, e noi (con i commenti del dipartimento di Stato, ndr.) gliene abbiamo fornite delle altre”, afferma uno dei messaggi trasmessi a Washington. Il cablogramma riferisce che il direttore del desk Nord America della Farnesina, Geri Schiavoni, si è lamentato con l’ambasciata riguardo alla necessità di accertarsi che gli eventi di Genova “siano comunicati nel giusto contesto e con le dovute sfumature: “Questa è la responsabilità di un’ambasciata”, ha insistito”, e l’ambasciatore osserva: “Noi concordiamo”. Più avanti si legge ancora: “Il rapporto (che ha criticato la polizia italiana, ndr.) non è difendibile e consistente come avrebbe dovuto essere. Noi non vogliamo che una situazione già delicata sia resa peggiore dall’appoggio del governo degli Stati Uniti alle accuse del centro-sinistra a un governo relativamente popolare (…) D’ora in poi, a torto o a ragione, proclameranno il ‘sostegnò degli Usa al loro punto di vista (…) Noi non siamo in grado di controllare il tono dei resoconti giornalistici e, come già notato, le guerre dei media sono una prosecuzione della politica con altri mezzi”. Il cablo riferisce ancora “il disappunto del ministro dell’Interno Scajola – che resta sotto attacco dall’opposizione per gli eventi dello scorso luglio in gran parte perché il centro-sinistra è a corto di argomenti che facciano presa sul pubblico italiano”. Secondo Scajola “il rapporto ha fornito munizioni all’opposizione”. Quanto a Schiavoni, esprime il proprio stupore di fronte al rapporto: “”È così lungo?”, si è chiesto sorpreso: “Perché scrivere tanto su un’altra democrazia?””.

È stato il Guardian a trovare il dispaccio su Genova, grazie alla domanda di un lettore in una rubrica creata dal quotidiano sul suo sito: “Voi chiedete, noi cerchiamo”, un modo per cercare aghi nel pagliaio dei 250 mila cablogrammi di WikiLeaks. Un altro documento riguarda Anna Politovskaja, la giornalista russa assassinata nel 2006 a Mosca. Una fonte anonima, citata in un messaggio dell’ambasciatore americano a Mosca nell’ottobre 2006, poco prima dell’omicidio, riferisce che la Politovskaja “ha accettato la possibilità di essere uccisa in qualsiasi momento” e che la giornalista riceveva continue minacce “per telefono, per lettera, per email e attraverso sms”.

Le nuove rivelazioni giungono mentre Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, potrebbe essere in procinto di ritornare libero. L’Alta Corte di Londra esaminerà oggi il ricorso della magistratura svedese contro la libertà su cauzione concessagli martedì da un tribunale inglese. Se il ricorso sarà respinto e i suoi difensori avranno raccolto le 200 mila sterline in contanti della cauzione, Assange verrà rilasciato. Andrà a vivere nella residenza di campagna di Vaughan Smith, un noto giornalista ed ex-ufficiale dell’esercito, presidente del Frontline, il club dei corrispondenti di guerra di Londra.

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