24 settembre 2018

Vita di Massud

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Massud – Il leone del Panshir
Micheal Barry, ed. Ponte alle Grazie

“Una generazione fa, una scelta di due o tre lingue e relative letterature complesse, diffuse all’interno di uno spazio (ormai decolonizzato) che si estende dal Marocco alla Malesia, occupandosi soprattutto di spiritualità, di teologia comparata o di storia della cultura, pur senza trascurarne i nessi con diversi ambiti contemporanei. Oggi, uno ‘specialista dell’Islam’ deve saper tracciare, per pubblicarli immediatamente sui giornali a grande tiratura, gli organigrammi dei gruppi di psicopatici, vagliando le elucubrazioni scritte di certi intellettuali contemporanei di origine mussulmana, pensatori di secondo o terz’ordine”. Da questa breve citazione emerge la serietà con cui è stato scritto questo avvincente libro, che si legge come un romanzo, dedicato al comandante mujhaiddin afgano Massud.
La vita del capo guerrigliero si intreccia con tutta la storia e la cultura afgana: si leggono poesie mistiche e d’amore accanto alle descrizioni dei massacri.

Non è però un racconto agiografico, ma anzi mette in luce le contraddizioni dell’Islam moderno, ben rappresentate dalla figura di Massud che aveva studiato Mao e Guevara, conoscendo a memoria i poeti persiani medievali e dedicandosi alle pratiche sufi.
Barry ha vissuto a lungo in Afganistan, dove si prodigava come medico fin dai tempi dell’invasione sovietica, frequentando personalmente Massud. Proprio l’esperienza diretta ha permesso all’autore di rendersi conto di come la politica USA abbia inizialmente favorito l’ascesa dei talibani al potere. La lettura di questo testo aiuta a comprendere i clamorosi eventi internazionali come l’attentato alle Twin Towers. (l.l.)

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