Un tram carico di dubbi. De Zordo rilancia: «Manca la VIA, meglio il metrotreno»

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Palazzo Mazzoni attraversato dal tram 2

C’è ancora molta confusione sulle linee 2 e 3 della tramvia. Secondo il sindaco Renzi per la linea 2 da piazza Unità all’aeroporto «siamo pronti a partire in 15 giorni se la soprintendenza dà parere positivo sull’attraversamento del palazzo Mazzoni che è vincolato». Il palazzo in questione, quello all’angolo tra viale Belfiore e viale Redi, dovrebbe essere semi-sventrato per permettere il passaggio del tram. In realtà, come fa notare Ornella De Zordo, ci sono diversi punti critici, come
l’attraversamento della rotatoria di fianco al Multiplex attraverso il viadotto sul Mugnone; la strettoia di via di Novoli, con traffico deviato in via Baracchini e via Torre degli Agli; l’incrocio con viale Belfiore, senza tunnel ma semaforizzato. Il sindaco invece conferma l’idea di allungare il tracciato fino al polo universitario di Sesto, farla passare sotto il centro e proseguire fino a Bagno a Ripoli.
Per la linea 3, la nebbia è ancora più fitta, e lo stesso sindaco lo ammette: «Non ha senso passare da via dello Statuto per buttare giù gli alberi. O si trova una soluzione per mantenere il profilo della strada, oppure bisogna pensare a qualcosa di diverso. Soluzioni alternative percorribili esistono e le verificheremo».
Per De Zordo, l’alternativa più logica per la 3 – i cui cantieri paralizzerebbero la direttrice per Sesto – è farne a meno e sostituirla con un metrotreno sull’attuale sede ferroviaria, con le fermate Rifredi-Dalmazia-Macelli-Santa Maria Novella, da collegare poi alla linea tramviaria 5, Dalmazia-Viale Redi, passando per via Mariti.
De Zordo esprime inoltre grande preoccupazione per la mancata Valutazione di impatto ambientale esclusa dal Comune di Firenze senza che, sostiene, ve ne fossero i presupposti, dato che la normativa prevede che si possa evitare la VIA se «gli impatti critici sono conosciuti e mitigabili». Ma leggendo le Relazioni di compatibilità urbanistico-ambientale per le linee 2 e 3 si trovano appena degli accenni a criticità enormi che restano senza soluzione: ad esempio, il traffico su Viale Lavagnini dovrebbe essere per 1/3 deviato su altre direttrici, non meglio precisate…, mentre in un’altra pagina si legge che le ipotesi di accantieramento sono ancora da definire.
Insomma, conclude De Zordo «Sono molti gli aspetti irrisolti dei progetti esecutivi, su cui l’amministrazione sta da tempo lavorando, finora con scarso successo, attraverso le cosiddette “varianti” che sfuggono ad ogni controllo. Quelle stesse varianti che la giunta Domenici attuava con grande confusione in corso d’opera e che hanno pregiudicato la realizzazione della linea 1 nei tempi e nei costi previsti».

0 Comments

  1. Jacopo

    Palazzo Mazzoni nello stato attuale == normale palazzo mediocre
    Palazzo Mazzoni sventrato dalla tramvia == ennesimo affronto all’architettura (vedi stadio di Firenze rovinato dai lavori per Italia ’90)
    Palazzo Mazzoni buttato giù per fare più posto alla viabilità == scelta saggia

    p.s. si parla tanto del Palazzo Mazzoni, ma l’area davanti allo stesso ovvero l’area dell’ex concessionaria Fiat come mai non si dice niente che è da molti mesi tutto fermo??

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  2. Omar

    La De Zordo dovrebbe intanto spiegare secondo lei cosa è un metrotreno,vocabolo assolutamente fantasioso e forse coniato per fare scena. La metropolitana è una cosa, il treno è un’altra cosa. Vedo solo una sterile opposizione al tram.

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  3. anna

    Per le linee 2 e 3 si prevede l’abbattimento (ecologico) di circa 600 alberi! senza contare quelli delle estensioni della linea 3 per Bagno a Ripoli e per Rovezzano.
    Quest’ultima linea prevede l’abbattimento di alberi protetti per legge dalle Belle Arti , un profondo scavo in viale don Minzoni e viale dei Mille, restringendo i marciapiedi, rendendo difficili gli attraversamenti pedonali (sottopassaggio attuale non più praticabile) per lasciare intatto il passaggio delle auto. Il piano strutturale li predice come “boulevard”! La scuola Pascoli, già penalizzata dal rumore della ferrovia e del cavalcavia ( zona rossa nelle mappe ARPAT) non potrà che ringraziare per il maggior inquinamento e mancanza di spazio.
    Dimenticavo che la zone é in parte a rischio idraulico.
    Esiste un parcheggio scambiatore sulla Faentina ottimo per un tram-treno che farebbe lo stesso percorso fino a Rovezzano e ora è deserto. Un’ altra alternativa potrebbe essere un mezzo più leggero (tranvia su gomma ,bus ecologico ) che possa passare sul cavalcavia , poi corsie preferenziali a tutto spiano, dissuadendo l’uso dell’auto e non la vita ai pedoni.
    Come si fa a parlare di bellezza distruggendo la città, l’ossigeno, l’incontro fra persone? Pensate che il “centro” sia solo quello “storico” e non le tante comunità della periferia dove ci incontriamo?

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