Villore, un sogno in crescita

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Villore: un piccolo paese di montagna, vicino a Vicchio, ma soprattutto vicino alla Barbiana di don Milani. A Villore la comunità delle Piagge ha ‘adottato’ un complesso edilizio e il terreno circostante, per dare vita ad un progetto che… facciamocelo raccontare da chi a Villore ci vive: Simone, Chiara e Fabrizio.
Come e quando è nato il progetto Villore?
Quasi 10 anni fa, durante una passeggiata nei boschi del Mugello, don Alessandro Santoro, insieme ad un gruppo di persone, fu conquistato da questo luogo dove scoprì la vecchia canonica annessa alla chiesa di S. Lorenzo a Villore. Entrambi gli edifici erano in disuso, e nacque l’idea di recuperare la canonica, pensando ad un uso sociale, in collegamento con la vita della comunità.
E oggi, cosa è nato da quell’idea?
Villore oggi è un luogo recuperato all’abbandono grazie al lavoro volontario di tante persone, della comunità delle Piagge e non solo. Oltre alla canonica c’è la casa poderale Il Cerro, circondata da 13 ettari di terra che pian piano stiamo riportando all’antica fertilità, praticando un’agricoltura naturale.
Che significa concretamente?
Le attività comprendono la coltivazione del castagno da frutto, dell’olivo, della vite, di piante aromatiche, di alberi da frutto e di ortaggi; l’allevamento di api e animali da cortile, e il taglio del bosco.
Oltre all’agricoltura però Villore ha uno scopo sociale…
Sì, è uno spazio che si presta a varie attività sociali, come l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, l’accoglienza di gruppi (dagli scout agli escursionisti), il soggiorno residenziale estivo dei ragazzi delle Piagge, e altre attività ludico-ricreative con il ‘Casale Aperto’ durante la bella stagione.
Tutte belle iniziative, ma chi se ne occupa nella pratica?
Simone, che vive a Villore da oltre due anni e mezzo e dal primo agosto di quest’anno anche noi (Fabrizio e Chiara, n.d.r.), che siamo presenti dalla domenica al mercoledì. Oltre ovviamente ai volontari della comunità delle Piagge che salgono su a dare una mano.
Le prospettive future del progetto Villore?
Intanto vogliamo concentrarci sullo sviluppo agricolo, per dare la possibilità a coloro che hanno deciso o decideranno di viverci di autosostenersi con ciò che produce la terra. Poi intendiamo anche riprendere con l’accoglienza di persone che vivono situazioni di disagio.
Villore è abbastanza vicina a Firenze, ma anche distante per molti aspetti dalla sua periferia urbana. Qual è il rapporto con la comunità delle Piagge?
Il casale di Villore è la comunità delle Piagge: l’esperienza delle persone che hanno deciso di viverci è possibile solo perché esiste un sostegno concreto della comunità.
È possibile visitare Villore e conoscere questa esperienza?
Il casale è sempre aperto a tutti: per chi vuole darci una mano nei lavori agricoli o partecipare a momenti di festa, ma anche solo per passare dei giorni di studio o relax a contatto con la natura.
Bè, con un invito così perchè farsi aspettare? Complimenti e grazie a Simone, Fabrizio e Chiara che con una scelta di vita così coraggiosa rendono possibile la continuazione di questo sogno.

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