Vicini rom: colpevoli per definizione. A Torino rischiano il linciaggio e nessuno chiede scusa

image_pdfimage_print

Le cronache di oggi riportano i fatti sconcertanti di Torino, dove un corteo “di solidarietà” con una ragazza violentata è “degenerato” nell’incendio deliberato di un insediamento rom, additato come covo dei due presunti stupratori. Nei titoli di giornali e tg si è data molta evidenza al fatto che lo stupro era stato inventato dalla ragazza stessa, come lei ha ammesso. Quasi come per dire: è il colmo, non erano nemmeno stati “loro”!
Soltanto pochi giornalisti hanno rimarcato che, come dovrebbe essere ovvio, se anche dei rom fossero stati colpevoli di stupro, e se anche fossero stati nascosti in quel campo, non può esserci assolutamente nessuna scusante per la giustizia fai-da-te e per il linciaggio, né mirato ai singoli colpevoli né collettivo ed “etnico”.
E’ interessante che La Stampa, quotidiano torinese, faccia oggi una sorta di mea culpa per avere ieri “gridato” nel suo titolo che i violentatori erano due rom, mettendo l’accento sulla nazionalità degli aggressori, prima ancora di avere sufficiente certezza sull’identità degli stessi e persino sullo svolgimento dei fatti. Facciamo un’ipotesi fantasiosa: se la ragazza avesse affermato di essere stata violentata da due preti, la parola “preti” sarebbe finita nel titolo con la stessa leggerezza, o si sarebbe almeno usato il condizionale? E se volantini pieni di rabbia avessero minacciato il vicino convento, ci si sarebbe limitati ad allontanare i religiosi, lasciando che un manipolo di esaltati lo desse alle fiamme? La risposta è scontata.
Da notare inoltre che La Stampa si scusa con i lettori, ma non con i rom, malgrado siano loro ancora una volta a pagare il prezzo più alto in tutta questa storia. Infatti, chi voleva bruciarli vivi è accusato solo di “danneggiamento aggravato”.

Giusto per ricordare a chi pare ignorarlo che parliamo di persone, segnaliamo che, dopo il tour di presentazione, è finalmente visibile online “Vicini Rom”, il video reportage girato a Bucarest da Saverio Tommasi, ospite di una famiglia rom che a sua volta aveva ospitato a Firenze, dopo lo sgombero del loro campo.

“Il video è un reportage del viaggio, un viaggio concepito per costruire un tetto e poi diramatosi fra imprevisti e scoperte. – scrive Saverio. Potrei dire che è stata una “bella esperienza”, oppure che a Bucarest ho imparato più di quanto non sia stato capace di insegnare. Potrei dire altre cose, con lo stesso tono, e sarebbero tutte vere. Ma ne voglio dire una, in particolare: questa storia non ha un finale, perché il finale è da scrivere. Loro sono tornati in Italia, ora vivono a Sesto Fiorentino, a due chilometri da casa mia. La bambina va a scuola e impara velocemente. Ha sorriso sempre, ma ora sembra farlo con più gusto”.

Il tour di “Vicini Rom” aveva anche lo scopo di raccogliere fondi per un progetto: un corso di italiano per adulti da realizzarsi in un campo rom della provincia fiorentina. Tommasi ed altri ci stanno lavorando, vi terremo aggiornati.

[youtube]lCSJ3Ul1aWI[/youtube]

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *