13 novembre 2018

Vicenza, 12.000 in piazza contro la base

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Una manifestazione senza precedenti con dodicimila persone che, poche
ore dopo la sentenza del Consiglio di Stato, riempono il centro
cittadino con migliaia di fiaccole. Vicenza il 5 ottobre decide: il
referendum si farà comunque.

Leggi anche gli articoli de Il Giornale di Vicenza:
*Il Consiglio di Stato blocca il referendum: «È irrealizzabile»*

*Piazza dei Signori con pochi vessilli ma tante famiglie*

*Ma il sindaco si ribella: «Voteremo lo stesso»*

Piazza dei Signori che rispende alla luce di migliaia di fiaccole;
un’immagine commovente, per chi ama Vicenza. Dodicimila persone — «una
manifestazione senza precedenti, almeno diecimila in piazza», secondo
Repubblica online — hanno risposto in questo modo all’atto di arroganza
e autoritarismo del Consiglio di Stato.

Nel primo pomeriggio era arrivata la notizia da Roma: il Consiglio di
Stato ha bocciato il referendum previsto per domenica 5 ottobre perché
«ha per oggetto un auspicio del Comune al momento irrealizzabile». La
democrazia annullata con una sentenza che non permette ai vicentini di
esprimersi sul futuro dell’aeroporto Dal Molin. A gioire subito coloro
che dell’imposizione hanno fatto la propria religione, con il
governatore del Veneto Giancarlo Galan in testa a dichiarare che questa
è la sconfitta di Vicenza. Ma nella città berica non c’è rassegnazione,
ma rabbia e indignazione; e, in poche ore, il tam tam degli sms porta in
piazza migliaia di persone, come mai si era visto prima.

Perché questa manifestazione ha un qualcosa di straordinario; di fronte
all’arroganza di un Governo che mette in campo tutti gli strumenti per
calpestare la democrazia, i vicentini continuano ad avere la forza di
indignarsi. Ed ora che Vicenza è tornata in piazza, dimostrando la sua
vocazione maggioritaria contro la nuova base statunitense, ad essere
piccoli piccoli sono coloro che questa consultazione hanno voluto farla
annullare, ricorrendo prima al Tar e poi all’amichevole Consiglio di
Stato. Piccoli, nella loro arroganza: perché la democrazia si può
calpestare, ma rinasce sempre; stupidi, nella loro ostinazione, perché
il loro voler impedire ai vicentini di costruire il proprio futuro li ha
resi insignificanti all’interno di una città che non ha alcuna
intenzione di accettare quest’imposizione.

In piazza c’erano le famiglie, e tutti i gruppi che si oppongono al
progetto statunitense; c’erano gli assessori, e il Sindaco. C’era
Vicenza, che domenica farà comunque la propria consultazione popolare. A
renderla possibile saranno centinaia di volontari che raccoglieranno le
schede nei gazebo di fronte ai seggi. Vicenza, il 5 ottobre, decide.
Alla faccia di chi vuol schiacciare con l’autoritarismo la sua dignità.

www.nodalmolin.it

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