Viareggio, Fs: "Ha ceduto un carrello" I sindacati: "Problema sottovalutato"

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da Repubblica

VIAREGGIO – Un carrello che ha ceduto. Sembra essere questa la causa del disastro ferroriario a Viareggio. Un cedimento che avrebbe provocato il deragliamento di altri 4 carri. Mentre ancora il bilancio della vittime è provvisorio, le Ferrovie cercano di ricostruire la dinamica della tragedia. “Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l’esplosione del primo carro cisterna come precedentemente reso noto a causa delle prime indicazioni” si legge in un comunicato.

Moretti: “Cedimento strutturale”. ”Dalle prime evidenze i macchinisti non hanno fatto errori – spiega l’ad delle Ferrovie Mauro Moretti – C’e’ stato un cedimento strutturale del primo carro dietro la locomotiva che ha trascinato altri 4 carri fuori dai binari. La locomotiva e altri 9 carri sono rimasti in piedi. Dal primo carro e’ uscito il gpl che poi ha causato la tragedia”. In particolare, ha precisato Moretti, ”l’asse del primo carro si e’ spezzato e proprio questo e’ uno dei principali oggetti delle revisioni”. Moretti ha assicurato comunque che le normative di sicurezza sono state rispettate ”i carri rispondevano alle norme Onu e Ue in materia e la revisione era stata fatta regolarmente”.

La dinamica. Il gas di petrolio liquefatto fuoriuscito dal vagone cisterna a contatto con l’aria si è trasformato in nube che trovato un innesco: da qui la deflagrazione con la potenza di una bomba, causando gravi danni nel raggio di 300 metri. Tocca all’ingegner Sergio Basti, direttore centrale per l’emergenza del Dipartimento dei vigili del fuoco, spiegare le modalità dell’incidente. “La ferrocisterna che trasporta 30 metri cubi di gpl – spiega Basti – per un guasto tecnico si è ribaltata, il fasciame si è rotto e il gas liquido è uscito. A contatto con l’aria si è trasformato in una nube di gas che ha invaso la massicciata e si è stratificata in basso. Una scintilla può aver causato l’esplosione che è stata devastante”.

I sindacati accusano. I sindacati dei ferrovieri, però, denunciano: “La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l’elevatissimo rischio connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S.Rossore ed a Prato”.

Gatx. Apparterrebbe alla società internazionale Gatx con sede europea a Vienna, la cisterna da cui è fuoriuscito il gas che ha innescato l’esplosione alla stazione di Viareggio. A provocare il deragliamento è stato il primo carro merci, quello subito dietro la locomotiva, immatricolato dalle ferrovie polacche ma di proprietà, appunto, della Gatx (che deve assicurare la revisione di tutti gli elementi strutturali). “Per ora non sappiamo ancora chi abbia affittato il vagone esploso, stiamo verificando, abbiamo migliaia di clienti”, spiega Werner Mitteregger, numero due della Gatx a Vienna.

Via alla commissione d’inchiesta. Nel frattempo il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha nominato una commissione d’inchiesta, mentre il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, dopo una ricognizione aerea in elicottero, ha dato il via a una riunione tecnica e organizzativa sul proseguimento dei soccorsi. Sul posto c’è anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Si muove la Procura. Disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo: sono queste le ipotesi di reato per le quali la procura di Lucca sta indagando in merito all’esplosione verificatasi ieri sera a Viareggio. Lo ha spiegato lo stesso procuratore di Lucca, Aldo Cicala. Sulle cause Cicala ha spiegato che “al momento non c’è alcuna conferma. C’è stato un deragliamento, il gas gpl è fuoriuscito e poi si è verificata l’esplosione”. Il procuratore ha anche aggiunto che sono già stati “sentiti a verbale” i macchinisti del convoglio, ma non ha voluto aggiungere nulla sulle loro dichiarazioni.

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