Veronica e Carlotta ancora in attesa di giustizia

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Sono 6 gli indagati per la morte di Veronica Locatelli, caduta da un muro del Forte Belvedere di Firenze il 15 luglio 2008.
A indagini chiuse, lunedì scorso il PM ha indicato i nomi delle sei persone accusate di non avere fatto il necessario per mettere in sicurezza la struttura del Forte sono: l’ex sindaco Leonardo Domenici, chiamato in causa per il suo ruolo istituzionale; Massimo Gherpelli, ex responsabile della direzione cultura di Palazzo Vecchio; Ulderico Frusi, autore del piano di sicurezza per la mostra di Lachapelle che si svolgeva al Forte, e Susanna Bianchi, Daniele Gardenti e Monica Zanchi, rispettivamente presidente e dipendenti della cooperativa Archeologia che aveva in gestione la struttura.
A questi ultimi viene contestata l’illuminazione insufficiente della zona dove Veronica è precipitata nel vuoto, e l’eccessiva affluenza di persone rispetto al limite massimo consentito, circa cento – centocinquanta persone. Contestazione respinta dalla Zanchi, secondo cui quella sera gli inviti erano stati fatti dal Comune. Più specifiche invece le accuse mosse verso Frusi, autore del piano di sicurezza della mostra.
Slittato invece di una settimana il procedimento per Luca Raso, il ventenne romano morto sempre a Forte Belvedere nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2006, precipitato in un fossato. Per quell’incidente l’unico imputato è Lorenzo Luzzetti, a quel tempo gestore provvisorio del Forte.
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A cinque mesi di distanza dalla morte di Carlotta Fondelli, la 18enne travolta e uccisa da un’auto della Polizia municipale, è stato chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo e lesioni gravi per il vigile urbano che era alla guida del mezzo. L’auto dei vigili passò con il semaforo rosso, investendo Carlotta e il suo ragazzo che erano in motorino. Motivo di tanta fretta, portare in questura per l’identificazione una prostituta straniera.

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