21 novembre 2018

Valdo Spini, il "Carrierino dei piccoli", con Renzi per un posto in Parlamento

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dal Nuovo Corriere di Firenze

Dunque Valdo Spini, fiero oppositore di Matteo Renzi, ha votato a favore del Piano Strutturale. L’avrà fatto, così come Scilipoti ha votato la fiducia a Berlusconi “nell’interesse del paese” (o, nel caso di Spini, “nell’interesse della città”). Nel frattempo, però, proprio i suoi nuovi amici renziani (quello che resta del suo partitino l’ha già scaricato) vanno in giro dicendo che Valdo avrebbe chiesto un posticino in parlamento in vista delle prossime, possibili, elezioni. Spini non è nuovo a far richieste, tanto che l’ineffabile Piero Fassino quand’era segretario dei Ds, in un’assemblea dei quadri a Roma lo aveva già battezzato, davanti a tutti, il Carrierino dei piccoli. Ovviamente l’appellativo “dei piccoli” era riferito alle dimensioni della sua fazione, non certo a quelle delle sue richieste.

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Di seguito i comunicati politici sul voto al Piano Strutturale dei due consiglieri dell’opposizione di sinistra che non subiscono il fascino di Renzi e del potere: Tommaso Grassi, Verdi/Spini per Firenze, e Ornella De Zordo di perUnaltracitta.

Piano Strutturale. Tommaso Grassi: “Il mio voto contrario è coerente col programma con cui sono stato votato. La coalizione mi conferma la bontà della scelta fatta”

“Ho votato da Consigliere di opposizione, e in coerenza col programma con cui sono stato eletto” – lo afferma Tommaso Grassi, Consigliere Comunale, dopo il voto contrario a Palazzo Vecchio sul Piano Strutturale presentato dalla Giunta Renzi. “Ho quindi la coscienza a posto, e la presa di posizione della quasi totalità della coalizione a sostegno della mia scelta, mi conforta della giustezza e della condivisione di quanto deciso”

“Tra l’altro, non vedo niente di strano sul fatto che un Consigliere eletto all’opposizione voti contro: casomai non si capisce questa sorta di campagna acquisti esasperata, con pressioni molto forti e decisamente sorprendenti, da parte della maggioranza, quasi con l’obiettivo di voler assicurare a Renzi un plebiscito, da destra e da sinistra, a sostegno della sua ascesa azionale”

“Apprezzo quindi la disponibilità di chi ha cercato la cucitura a sinistra, ma non si può non prendere atto che, come al solito, le maggiori conquiste di Renzi e della sua maggioranza ancora una volta si situano a destra, ottenendo la benevola astensione di Lega Nord, Udc e Fli, nonostante che il nostro Sindaco abbia sempre affermato di sdegnare il rapporto con Fini”

“Nel merito, davvero non c’è niente di sostanziale in questo Piano strutturale che meritasse un voto favorevole: Tunnel dell’Altà Velocità in pompa magna nonostante tutte le precedenti dichiarazioni contrarie del nostro Sindaco, altri trafori per le nuove linee della Tramvia, novità assoluta tutta renziana rispetto a Domenici, compreso la scelta davvero grave di scavare sotto il centro storico, nuovi parcheggi interrati attira-traffico sotto le piazze storiche fiorentine, ancora sottovalutazione per la mobilità ciclabile, conferma delle colate di cemento di Ligresti, tubone in sotterranea a pagamento Varlungo-Castello, borghi storici pedecollinari come Castello stesso, Santa Marta o Soffiano esclusi dalle aree a piena tutela, le privatizzazioni di aree pubbliche come Meccanotessile, Mercafir, deposito ataf Viale dei Mille, e istituto dei Ciechi, premi, regalie e aumenti di superfici edificabili (ma non era il piano a impatto zero?) per i privati, e si potrebbe continuare ancora”

“Una cosa sono la propaganda e gli spot su una supposta svolta ambientalista, una cosa la realtà: noi rispondiamo agli interessi dell’ambiente, della salute dei cittadini, del futuro sostenibile. E a questo proposito, niente di serio e di rilevante abbiamo intravisto che potesse giustificare un voto di tipo diverso”

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Ornella De Zordo: “Piano Strutturale e maggioranza variabile. Commistione sbagliata tra scelte territoriali e dinamiche partitiche nazionali. Fondamentale la regola della “democrazia territoriale” in cui crediamo.”

Lunedì è stato adottato il Piano Strutturale del Comune di Firenze, dopo la pessima esperienza del Piano Domenici ritirato nel 2009 per manifesta inadeguatezza. perUnaltracittà ha espresso voto contrario, per motivi che già sono stati illustrati (http://bit.ly/fSZC1I), ma in ogni caso questo, per Firenze come per tutte le città, è un passaggio di grande importanza, perchè si tratta di definire l’uso, la tutela o lo spreco di quel fondamentale bene comune che è il territorio.

Sono questioni che interessano la comunità che su quel territorio vive, le esperienze, i bisogni, le speranze che da questa provengono. Lavorare su uno strumento urbanistico, anche per valutarlo e cercare di migliorarlo, significa faticosamente cercare un dialogo con quella comunità, con le istanze che spesso pongono problemi di rilevanza generale, ma sempre declinati sulla realtà territoriale specifica.
Per questo abbiamo lavorato, e continueremo a farlo, con quanto nel territorio si muove, con le associazioni, i movimenti, i gruppi di cittadinanza attiva; per questo abbiamo fatto una seria e ponderata analisi e valutazione del Piano avanzando apprezzamenti e critiche, e per questo riteniamo sbagliate e fuori luogo le posizioni che pretendono di legare la valutazione di uno strumento urbanistico a dinamiche politiche nazionali, siano queste le speranze di allargamento del PD o le necessità di differenziazione di FLI dal PDL, così come riteniamo fuori luogo le pretese di qualcuno di accreditarsi come “unica opposizione”.

Crediamo invece in una “democrazia territoriale” – la nostra storia è tutta lì -che pratica in modo diverso l’ impegno politico, si mantiene coerente con gli obbiettivi dichiarati e non si fa contagiare da equilibrismi che hanno ormai allontanato i più dalle politiche del Palazzo.

0 Comments

  1. Roberto

    Più contro Spini e il PRC che contro i fascisti, è dalle comunali che andate avanti, basta… non vi porta un voto in più tanto sta roba…

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  2. Giorgia Lami

    Mi fanno specie soprattutto quei Comitati e quei partiti che hanno creduto che Spini fosse un’alternativa credibile a Renzi.

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  3. Marco G.

    @ Roberto. Immagino che all’Altracittà interessino più i lettori che i voti (e tu stesso la leggi confermando questa ipotesi). Non mi sembra inoltre che attacchino Prc, visto che lo stesso Prc, insieme a tutta la coalizione, si è dissociato da Spini sostenendo la tesi di Tommaso Grassi.

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  4. Alessandro

    Ma voi quando avete votato, avete scelto un candidato perchè dicesse sempre e solo no a quello che proveniva dalla maggioranza?! Io ho votato perchè chi ho scelto di mandare in Consiglio facesse quello che ritiene più giusto e corretto. Che potesse interloquire con la maggioranza che sarebbe uscita e magari far passare, seppur da minoranza, qualche proposta.
    Non ci vedo nulla di scandaloso, ci vedo solo molta molta serietà.

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  5. Cristiana

    Però Verdi e Rifondazione in regione sono in maggioranza e non fiatano su cose importanti come la TAV. Forse lì fa comodo stare in maggioranza per assicurare gli stipendi agli altrimenti disoccupati Sgherri e Romanelli?

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