Vagine volanti contro le svendite

image_pdfimage_print

Asta del patrimonio comunale? Le Vagine volanti offrono di più. Così si leggeva in un insolito comunicato stampa circolato alla fine del 2005, che annunciava l’avvenuta occupazione di un ex asilo in via Bolognese. E ancora: “L’amministrazione comunale svende ogni suo bene? Sgombera realtà politiche e sociali privilegiando speculazioni e privatizzazione? Fuori dalle logiche del mercato e dalle grinfie del regio denaro i nostri corpi di donne, studentesse, precarie che lottano ogni giorno per l’autosostentamento quotidiano occupano oggi le mura di questa scuola…”
A distanza di qualche mese, l’asilo occupato è una nuova realtà nella Firenze che resiste all’immobiliarismo. Dopo il successo di serate come il Pomperitivo, il concerto dei Team Plastique, il Vegetarian Kitchen Contest, abbiamo incontrato i protagonisti di questa autogestione per fare il punto della situazione.
Perché Vagine volanti?
Il nome Vagine volanti è una provocazione, è un nome che nasce come provocazione. Vagina è una parola negata, una parola brutta, che la “gente perbene” non pronuncia volentieri. È una parola che di questi tempi dà fastidio.
Com’è nata questa occupazione?
Siamo partite come un gruppo di confronto tra donne su temi quale, corpo, genere, sull’autodeterminazione, la libertà di scelta ecc. Poi il gruppo si è allargato anche ad alcune presenze maschili. È un’esperienza nata da pochi mesi, ed in costante movimento, è difficile far distinzioni precise.
Perché proprio l’asilo di via Bolognese, da quanto tempo era abbandonato ?

Abbiamo scelto l’asilo perché è uno dei tanti beni del Comune all’asta. Era vuoto da circa un paio di anni. Un’occupazione, come qualsiasi altra forma di autorganizzazione, ha un aspetto molto particolare che è quello dell’autorecupero. Autorecupero significa ridare vita ad uno spazio che prima era vuoto ed abbandonato a se stesso e che viene di nuovo riempito e vissuto. è importante però come lo riempi: noi ad esempio casa nostra l’abbiamo riempita utilizzando solo materiali di scarto, recuperando cose vicino ai cassonetti, o con quello che gli amici ci hanno portato.
Che tipo di comunità si è formata?
Siamo circa dieci persone, abbiamo dai venti ai trenta anni. C’è chi ha appena finito di studiare ed è precario oppure chi lavora, sempre da precario. Omogenei non lo siamo mai stati, siamo dieci anime diverse l’una dall’altra per storie, percorsi, valori culturali e termini di riferimento. Quel che vogliamo è far convivere queste anime nel ambito di un progetto che noi chiamiamo “la politica del quotidiano”, cosa mangiamo, come ci spostiamo, ecc. Ognuno insomma ci porta se stesso.
Quali sono i progetti per il futuro?
Come Vagine volanti stiamo portando avanti vari progetti, ad esempio una mappatura dei consultori. Dove si trovano, dove è possibile ricevere un certo tipo di servizio e dove non è possibile. Oppure dove è più o meno semplice. Un’attività informativa a beneficio di tutte e tutti. Poi vorremmo che la casa fosse sempre aperta e vissuta. Abbiamo diversi progetti ad esempio quello di una biblioteca, intesa anche come uno spazio di elaborazione. Va da sé che chiunque vuole portare un contributo è il benvenuto, è uno spazio suo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *