Usa sollecitata ad abolire la pena di morte

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Abrogare la pena di morte. Questa la sollecitazione che il Parlamento europeo ha fatto oggi agli Stati Uniti: Ma non è tutto. Alla potenza americana è stata chiesto anche di rispettare i diritti umani nella sua lotta al terrorismo. A quasi un anno e mezzo dall’11 settembre, e quindi dall’inizio della “caccia al terrorista”, finalmente qualcuno si è accorto “ufficialmente” del comportamento tenuto dagli Stati Uniti, indifferenti alle migliaia di civili vittime dei loro attacchi indiscriminati.
Con una risoluzione non vincolante, l’assemblea europarlamentare ha chiesto all’amministrazione americana di “chiarire immediatamente” la situazione dei prigionieri fatti in Afghanistan e portati alla base di Guantanamo, a Cuba, e in altre località. In particolare, la risoluzione sollecita “il rilascio di coloro verso cui non vi siano imputazioni sostenibili e l’avvio di opportune iniziative affinché siano rispettate le garanzie fondamentali”. Ma come, non vigeva la sacrosanta regola occhio per occhio?A giudicare almeno dai fatti..

Nella sua esortazione ad applicare una moratoria “nella prospettiva di una definitiva abolizione” della pena di morte, la risoluzione non si rivolge solo agli Stati Uniti, ma anche agli altri paesi dove viene ancora applicata, quali Cina, Arabia Saudita e Iran. La predica, almeno in questo caso, viene da un pulpito coerente, infatti tutti i 15 Stati membri dell’Ue ed i 13 candidati, turchia compresa, hanno abolito la pena capitale.
Con che coraggio un paese può applicare la pena di morte, e intanto vantarsi di essere democratico?
Una domanda retorica, ma che raccoglie in sé la risposta, la verità. Ed è la verità che non deve essere offuscate dalle belle favole che pretendono di farci credere.

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