Uomini, violenti senza razza

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Una giovane donna rumena, Duana Cornelia, a soli 17 anni, è stata uccisa dall’ex convivente da cui aveva avuto da due mesi una figlia. è accaduto a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, agli inizi di Gennaio. L’assassino è un italiano di 29 anni, già noto alle forze dell’ordine. La ragazza lo aveva lasciato perché era un violento ed era tornata a casa dai genitori. Lui per tutta risposta l’ha uccisa. La stampa ha parlato di rissa e proiettili vaganti, ma non si è trattato di un omicidio involontario, l’uomo ha suonato il campanello di casa, ha sparato a Duana ed è fuggito scortato da alcuni amici.
A questa notizia si è dato ben poco spazio: forse perché questa volta ad uccidere è stato un italiano? Oppure perché questo fatto sembra stridere con la caccia ai rumeni lanciata dopo l’omicidio avvenuto a Roma alla fine di ottobre e compiuto da un rumeno ai danni di una donna italiana? Stando ai provvedimenti presi l’indomani stesso dal Governo (un decreto di espulsione rapida degli stranieri dell’UE giudicati pericolosi) sarebbero quindi gli immigrati gli unici responsabili della crescente ondata di violenza contro le donne?
Eppure i dati parlano chiaro: la maggior parte di stupri, percosse e abusi una donna li subisce in famiglia, da parte di genitori, parenti e compagni. Non solo, le indagini Onu hanno dimostrato che la prima causa di morte o invalidità permanente di una donna nel mondo è la violenza degli uomini.
Non ha senso quindi dare la caccia agli immigrati: il fenomeno della violenza sulle donne è più generale, purtroppo, travalica i confini di razza e riguarda gli uomini in quanto tali. è un problema più delicato, che deve essere impostato in termini di relazione tra i generi ed educazione al rispetto della donna.

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