Uomini e donne non sono uguali

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Finalmente anche Firenze sembra iniziare un percorso concreto verso una reale parità tra uomini e donne, partendo da un’importante innovazione: l’introduzione del bilancio di genere. Lo scorso dicembre infatti il Consiglio delle Donne ha presentato un ordine del giorno in cui si richiede l’adesione del Comune al Protocollo d’intesa già firmato dalle province di Genova, Modena, Siena, Parma, Ferrara, Torino, Aosta e Firenze, dove ci si impegna ad adottare i principi del bilancio di genere.
Si tratta di uno strumento molto importante, in grado di evidenziare l’impatto che le scelte economiche hanno sulla vita degli uomini e delle donne, rivelando dove le decisioni politiche non tengono conto delle pari opportunità.
Per capire in cosa consista in concreto, abbiamo parlato con Luisa Petrucci, membro del Consiglio delle Donne. ”Il bilancio di genere si basa sul presupposto che le politiche economiche non sono neutrali nei confronti del genere, perché diverso è il ruolo che gli uomini e le donne ricoprono nella società e nell’economia. Supponiamo che si facciano dei tagli alla sanità, diminuendo il numero dei giorni di ricovero. Tale provvedimento, sebbene sembri ricadere su uomini e donne indistintamente, in realtà penalizza principalmente quest’ultime, poiché ad una diminuzione del periodo del ricovero corrisponderà un aumento della convalescenza domiciliare, e sappiamo bene come ancora oggi tale assistenza sia a carico delle donne. Riclassificare i bilanci in un’ottica di genere significa dunque rinnovare i parametri con cui essi vengono elaborati, così da distribuire le risorse in maniera più attenta alle necessità delle cittadine e dei cittadini.”
Il primo caso di analisi del bilancio in un’ottica di genere è stato sperimentato in Australia negli anni ’80, e da allora si è diffuso in diversi paesi europei. Ovviamente, per arrivare ad una piena attuazione di un bilancio di questo tipo anche nel Comune di Firenze, occorre tempo e il dispiegamento di molte energie. Il Consiglio delle Donne si sta muovendo proprio in questa direzione. Obiettivo: entro il 2006 arrivare a predisporre una prima analisi del bilancio nell’ottica di genere, procurando di fornire agli amministratori, ai dirigenti e ai vari operatori un’adeguata formazione in proposito.
“Per l’attuazione di un bilancio di genere”, conclude Luisa Petrucci “deve necessariamente esserci, da parte di tutti gli organismi, una chiara volontà politica affinché le pari opportunità costituiscano un obiettivo prioritario, e non solo un’enunciazione teorica”.

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