Uno spazio per il dialogo

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di Cristina Istrate, Dritan Curi, Gabriela Sole, Giorgio Giorgi, Jorge Carrillo,
Karima El Adraoui, Luca Dal Poggetto,
Sara Bartoloni, Vedat Dibrani

Habemus Concilium! I cittadini stranieri sono andati a votare e hanno eletto i due consigli, rispettivamente del Comune e della Provincia di Firenze. L’assessore Marzia Monciatti si è detta soddisfatta del 15% di affluenza al voto (per il Comune); il centro destra ha etichettato l’intera operazione uno spreco di soldi pubblici. Nel frattempo il Comune di Firenze ha previsto che nelle prossime elezioni amministrative i cittadini stranieri potranno votare ed essere votati nei consigli di Quartiere, mentre il Comune di Sesto Fiorentino ha già richiesto un rappresentante nel Consiglio Comunale, come previsto dal regolamento del Consiglio provinciale degli Stranieri. Insomma, finalmente qualcosa si muove.
Ma cosa pensano eletti ed elettori dei consigli? Quali aspettative e quali timori hanno, ora che la macchina è pronta a partire?
Fra gli elettori c’è un po’ di scetticismo e si oscilla tra la speranza di avere una porta aperta per gli stranieri, al timore che il consiglio non sia ascoltato e che l’entusiasmo degli eletti venga logorato dalla realtà quotidiana, assorbita dal lavoro e dalla famiglia, in cui le riunioni del consiglio diventino un peso. C’è anche chi teme che le difficoltà di comunicazione che hanno ostacolato la nascita del consiglio rendano vano il lavoro dei consiglieri. Il passo fondamentale sarà la capacità dei consiglieri di costruire un programma unico, altrimenti la paura diffusa è che l’inesperienza e le difficoltà possano prendere il sopravvento, o che alla fine prevalgano gli interessi personali.
Domenica 21 Dicembre alla Casa del Popolo di via dei Caccini c’era un’iniziativa di festa e dibattito su questi temi: la lista Senza Frontiere dell’associazione FAT ha ringraziato i propri elettori e festeggiato i propri neoconsiglieri. L’atmosfera era allegra e aperta, piena di voglia di dialogo, veniva offerto cous-cous e piatti africani al ritmo di musica afro.
Erano presenti anche molti consiglieri eletti in altre liste, venuti a conoscersi. “Le aspettative sono molte, – ci spiega Luis Carlos Uzuriaga (Comune, America Latina Unidos) – innanzitutto aprire un dialogo con i consiglieri nel Comune di Firenze, perché soprattutto non abbiano paura di noi immigrati. Le cose da fare sono tante perché noi abbiamo diversi problemi, a partire dal rapporto con la Questura: anch’io ho vissuto il cattivo trattamento che tocca agli immigrati. Cercheremo di far sentire la nostra voce per l’uguaglianza e per combattere la discriminazione; soprattutto verso i bambini, che non devono essere guardati male dagli altri bambini per il colore o perché vengono dal terzo mondo. Sarà importante anche la conoscenza ed il chiarimento tra i consiglieri delle diverse liste.”
“Entro la fine di gennaio – dice Elizabeta Nae (Comune, lista Europa Progress) – eleggeremo il presidente e il vicepresidente e poi stabiliremo un programma unico, mettendo insieme quelli delle varie liste. Sicuramente partiremo da problemi quali la casa, la sanità. L’obiettivo è non guardare più alle liste ma ai problemi degli stranieri. Il primo punto che accomuna tutte le liste è la questione dei permessi di soggiorno: l’informazione, le file, il tempo che si perde con queste procedure.”
Willy Punzalan (Provincia, lista PDD) sottolinea il ruolo dei singoli consiglieri: “Oltre ai problemi che accomunano tutte le liste io vorrei occuparmi di sport. Mi batterò per avere il permesso di usare le strutture comunali e organizzare dei tornei, perché lo sport è uno dei principali ingredienti dell’integrazione.”
Alcune delle liste elette hanno un forte radicamento nella propria comunità. Infatti, come spiega Hassan (Comune, lista FAT) “l’idea di presentarsi nasce dal lavoro della nostra associazione. Credo che chi si è candidato abbia esperienza e voglia di lavorare per gli immigrati, ma non solo, perché in questo consiglio avremo anche il ruolo di difendere i diritti dei cittadini italiani. Penso che questo consiglio sia una grande opportunità per gli immigrati, in un percorso che ci porterà anche altri diritti, per arrivare al diritto di voto. Intanto avremo più possibilità di partecipazione e tutela grazie al voto nei Quartieri, perché partendo dalla base possiamo conoscere meglio i cittadini e combattere tutte le forme di discriminazione”. Insomma: “Si parte con il piede giusto! – dice Uzuriaga – Ora siamo ansiosi della risposta dall’altra parte”.

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