Università, gli effetti perversi della Riforma Gelmini. "E ora con chi mi laureo?"

image_pdfimage_print

Carola Del Buono per l’Altracittà

«Il tempo è galantuomo e gli studenti capiranno che questa riforma dell’università è tutta a loro vantaggio» erano queste le parole del ministro Maria Stella Gelmini a novembre di un anno fa, mentre nelle strade di Roma studenti, professori e ricercatori protestavano con rabbia.
Eppure ancora oggi gli studenti del corso di laurea in comunicazione strategica di Firenze non vedono i vantaggi, e si sono ritrovati su Facebook. Per effetto della riforma Gelmini, che prevede un numero limite di professori a contratto per le facoltà, il rischio è di non potere dare gli esami presenti nel piano di studio, o, addirittura, di non trovare un docente disponibile ad aiutarli a fare la tesi. Con questi tagli infatti la facoltà si ritrova con meno della metà degli insegnanti  rispetto a prima della riforma.
A causa di questa situazione molti docenti si rifiutano di accettare nuovi laureandi perché sono legati all’università solo fino ad Aprile prossimo. Quelli che invece rimarranno dentro l’università potrebbero ritrovarsi con troppe, ma veramente troppe tesi da seguire ed essere così costretti a rifiutare le richieste di molti studenti.
Il gruppo si chiama “Aggiornamenti dall’Unifi – Comunicazione strategica” e conta 80 membri, sino ad iscrivere quasi tutti gli studenti del corso di laurea. La questione è molto sentita: oltre alle difficoltà sorte per gli studenti, c’è anche lo sdegno di fronte al licenziamento di questi docenti, spesso giovani ma molto competenti nel loro lavoro, che ricevevano uno stipendio modestissimo (dai 300 ai 500 euro al mese a seconda di quanti fondi disponibili aveva l’università, il massimo era di 800 euro al mese se erano ricercatori) e che ora si vedono le porte definitivamente chiuse in faccia.
«In questi ultimi anni la nostra università ha perso di credibilità… Per molte persone il valore di uno studente è minimo, perché abbiamo troppa conoscenza e poca esperienza lavorativa… Quando invece potremmo essere utili e insegnarvi cosa possiamo darvi per migliorare questa crisi. Ogni giorno veniamo denigrati da tutto il mondo lavorativo. La laurea triennale non va bene perché, dicono, “non vale” perché troppo “corta”, la laurea specialistica stesso concetto». Si sfoga così Sophia, studentessa di Comunicazione Strategica proveniente da Prato.
«La situazione mi preoccupa perché i tagli all’istruzione stanno aumentando sempre di più e se ne vedono le conseguenze… Molti professori verranno mandati via (e non certo per loro demerito) e se le cose continueranno così non credo che il nostro corso di laurea possa andare avanti ancora per molto. Inoltre così facendo viene meno la nostra possibilità di scelta riguardo alla materia su cui fare la tesi. Visto che pago le tasse (che ormai ammontano a 2000 euro all’anno) per studiare mi sembrerebbe lecito poter essere seguita da una persona giovane, che mi ha ispirato fiducia e appassionato alla materia».  Sono invece queste le parole di Angela, di Montecatini Terme.
«Io ho partecipato al consiglio del corso di laurea e sono dispiaciuti tutti per quello che è successo, però una soluzione si deve trovare – scrive Angelo, rappresentante del corso di laurea. Durante il consiglio  i professori mi hanno fatto quasi tenerezza, erano tutti pieni di rabbia ma impotenti».
Il gruppo su Facebook non si limita a raccogliere le lamentele, ma serve anche ad avanzare proposte per la soluzione del problema, oltre ad esprimere commenti di solidarietà nei confronti dei docenti che verranno a causa di questo cambiamento allontanati dall’università. Scrive ad esempio Rosa: «Certo che tristezza, ce ne sono pochi di professori che insegnano con passione, toglieteci pure quelli!».
Tra le proposte avanzate dagli studenti emerge quella di Andrea, che lancia l’idea di scrivere una lettera alla preside della facoltà di Scienze politiche, chiedendo di poter sostenere comunque gli esami presenti nel piano di studio con i professori che verranno licenziati, non solo fino a marzo ma almeno fino alla fine del 2012, e di essere anche seguiti da loro nelle tesi: «…è nostro diritto in quanto ci siamo iscritti con loro come insegnanti, abbiamo sostenuto esami con loro e abbiamo anche diritto a laurearci con qualunque dei docenti con cui abbiamo fatto un esame…».
In effetti il 13 Settembre la preside della facoltà di scienze politiche Franca Maria Alacevich, a seguito delle continue mail che venivano inviate dagli studenti per chiedere spiegazioni, ha indetto una riunione per chiarire la situazione. Nulla di nuovo però, dato che per quel che riguarda gli esami con i professori a contratto sembra che la possibilità di sostenerli non sia stata messa in discussione, potendo contare magari su un altro professore, mentre la questione delle tesi rimane comunque a rischio.

0 Comments

  1. Mimmo Paternoster

    Ho letto con estrema attenzione quanto scritto nell’articolo. Sono presenti numerose, pero’, numerose imprecisione. Per tutto il periodo delle contestazioni sono stato attento ai temi di “critica” della Riforma voluta dal Ministro dell’Istruzione. Puntualmente erano “semplici” attacchi politici.

    Per quanto riguarda la Didattica ed il Personale (docenti e ata) non è corretto citare la Legge 240/2010 bensì il Decreto Ministeriale 17 Dicembre 2009 e la Legge 133 del 6 Agosto 2008.

    Per cui invito ad una lettura più attenta prima di fare proclami apocalittici e non veritieri. Rimango a disposizione per esaminare il corso in questione (con tutta la dovuta documentazione) e nel caso portare il “caso” in CNSU (Consiglio Nazionale Studenti Universitari).

    Un saluto

    Reply
  2. Carola Del Buono

    Io penso bisogna anche stare attenti a parlare di puntuali “semplici” attacchi politici, ci sono professori che hanno perso il lavoro … E quelli che sono rimasti non si sono ritrovati una bella situazione da gestire, oltre a ciò che aspetta gli studenti… poi non lo so, forse questa è solo la voce di chi questa realtà la vede coi suoi occhi e la vive …

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *