21 settembre 2018

Un'altra politica dell'acqua è possibile

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Sono poche le speranze riposte sull’esito del terzo Forum mondiale sull’acqua che si è aperto lo scorso 16 marzo a Kyoto. Ed ecco perché a Firenze si svolgerà un “contro forum”, nel tentativo di dare altre risposte, offrire nuove alternative. L’impegno delle nazioni Unite è quello di dimezzare entro il 2015 gli assetati. Vale al dire quel 40% della popolazione mondiale che soffre di carenze idriche. Ma il summit, responsabile anche la resistenza del cartello guidato dagli Stati Uniti, non indicherà alcun obbligo. Nessun vincolo o finanziamento. Cosa che non contribuirà certamente a cambiare le previsioni secondo cui, nel 2020, saranno ben 4 miliardi di persone a non avere accesso all’acqua. Una situazione assolutamente inaccettabile, considerato che a livello globale l’11% della popolazione consuma l’88% dell’acqua disponibile. Condizioni, queste, che, nell’anno internazionale dell’acqua, hanno spinto le organizzazioni internazionali più attive sul tema dell’acqua ad organizzare il Forum mondiale alternativo. I loro 500 delegati si ritroveranno a Firenze, oggi e domani 22 marzo, per dimostrare che esistono anche altre soluzioni se solo si sceglie di cambiare il modo di produrre, di consumare e di gestire il territorio e l’ecosistema. E’ chiaro il messaggio del Forum alternativo. L’acqua è un diritto dell’umanità e come tale deve essere riconosciuto nelle costituzioni e nelle convenzioni internazionali. E’ un bene comune, pubblico e dunque deve essere gestito democraticamente.
Altrettanto chiaro l’allarme lanciato durante la conferenza stampa di apertura da Riccardo Petrella, coordinatore del Forum. E’ possibile evitare le guerre con una gestione collettiva dei beni e dei servizi essenziali. Diversamente, nei Paesi poveri continueranno a morire 30mila persone ogni giorno per la mancanza d’acqua, e i Paesi ricchi non potranno che assumersene tutte le conseguenze, terrorismo compreso.
Il Forum alternativo mondiale dell’acqua rappresenta il tentativo concreto di contribuire all’elaborazione di un modello alternativo di gestione della risorsa acqua rispetto a quello che uscirà dal Terzo Forum Mondiale dell’Acqua di Kyoto, fondato sulla delega al mercato.

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