15 dicembre 2018

Una tassa contro gli 'squali'

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“La speculazione sulle monete consiste nel vendere una moneta e poi ricomprarla ad un prezzo inferiore in modo da intascare un profitto. Moltiplicando acquisti e vendite nell’arco dello stesso giorno, lo speculatore cerca di realizzare il maggior profitto possibile. Ma se, ad ogni compravendita di una divisa, dovesse pagare una tassa equivalente al profitto che immagina di ottenere, il gioco non varrebbe più la candela. Lo speculatore sarebbe tanto più dissuaso in quanto, realizzando un gran numero di acquisti e vendite, dovrebbe di conseguenza passare spesso in cassa. Un’impresa che commercia con l’estero o che investe all’estero fa solo pochi acquisti e vendite di monete, ragion per cui non sarebbe penalizzata dalla tassa Tobin. Ne consegue che la tassa Tobin risponde bene all’obbiettivo che si è proposta: penalizzare la speculazione ma non l’economia produttiva”. (www.tassatobin.it).
È con questa argomentazione e con questo obiettivo che nasce la proposta, lanciata da ATTAC, di introdurre in Italia l’ormai nota Tobin Tax, (ispirata alla tassa proposta nel 1972 dall’economista americano e Premio Nobel James Tobin), una tassazione minima dell’ordine dello 0.1%, da applicare ad ogni transazione valutaria e i cui introiti sarebbero utilizzati per redistribuire risorse a favore delle categorie e dei popoli più in difficoltà.
In questi giorni è partita anche a Firenze la raccolta di firme necessarie (complessivamente 500mila) per presentare in Parlamento questa legge d’iniziativa popolare: la campagna è promossa dal neonato Coordinamento fiorentino della campagna che riunisce, oltre ad ATTAC Firenze, vari soggetti fra cui l’Altracittà, ARCI, Assieme Calenzano, CGIL Firenze, DS, FIOM-CGIL, Firenze Social Forum, Giovani Comunisti, LILA Toscana, Mani Tese, PRC Firenze, Rete Lilliput Firenze, Sinistra Giovanile (DS), Sinistra Universitaria, Unione Inquilini, WWF Toscana (www.local.attac.org/firenze).
Ma a favore della Tobin Tax si stanno mobilitando in questi giorni anche le istituzioni. In consiglio regionale un gruppo di consiglieri (tra i quali capigruppo DS, Democratici, Comunisti italiani, Rifondazione, Verdi) ha presentato una risoluzione a favore della Tobin Tax con l’indicazione che il gettito raccolto venga utilizzato per progetti relativi alla sicurezza alimentare, l’istruzione e la sanità pubblica nei paesi poveri, lo sviluppo sostenibile, la prevenzione e la tutela dei disastri ambientali. Anche a Palazzo Vecchio si discuterà presto di Tobin Tax grazie alla mozione a prima firma di Malavolti (DS) e sottoscritta da numerosi consiglieri dell’area del centro sinistra. La mozione chiede all’amministrazione fiorentina di impegnarsi innanzitutto sul versante locale nel sostenere la campagna di raccolta firme e nel promuovere un’azione di informazione e sensibilizzazione sul tema, ma anche di fare pressione sul governo perché avvii un dibattito serio in merito.

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