Una società toscana dell'acqua?

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Creare una sorta di società toscana dell’acqua. Questo l’obiettivo, secondo quanto riportato da “Milano Finanza” del 14 gennaio 2003, che sta dietro alle privatizzazioni dei servizi idrici di Firenze e Pisa. Non è detto che sia una cosa certa, ma analizzando gli ultimi avvenimenti può venire qualche dubbio.
Prima di Natale, Acea Spa si è aggiudicata, in cordata con Ondeo (Suez), Caltagirone e Mps (gruppo Monte dei Paschi di Siena), la gestione dell’acquedotto del Fiora, a Siena, per 19 milioni di euro. Va ricordato che Acea è la prima azienda multiservizi in Italia per la gestione dei servizi pubblici locali, che gestisce il sistema idrico di Roma, Fiumicino e di altri 66 comuni delle provincia di Roma e Rieti. Adesso, secondo quanto risulta a “Milano Finanza”, starebbe facendo rotta verso Pisa. In cordata con gli stessi partner industriali e finanziari dovrebbe presentare a breve l’offerta vincolante per il 40% di Acque Spa di Pisa. La verità salterà fuori presto, il termine per la presentazione dell’offerta, infatti, scade il 25 gennaio.
Da questa privatizzazione, che avverrà attraverso un aumento capitale riservato ai privati, la società punta ad incassare tra i 20 ei 25 milioni di euro, da investire nell’acquedotto pisano, che ha un bacino di 350 mila utenti a fronte di 800 mila abitanti. Ma Acque Spa fa gola anche ad altri. In gara ci sono l’inglese Severn Trent con Omnia partecipazioni di Roberto Colaninno e la francese Saur International in tandem con la Cassa di Risparmio di San Miniato. Presenterà un offerta anche il gruppo tedesco Rwe, in cordata con Acque Potabili, la società che gestisce gli assetti idrici di Italgas e che vede tra gli azionisti la stessa Acea (13,8%) e Vivendi (14,4%).
A febbraio si concluderà l’assegnazione della licenza per la gestione ventennale dell’acquedotto di Pisa. Intanto, è in atto anche l’apertura ai privati del capitale di Publiacqua Spa di Firenze, per la quale le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro il 17 marzo.
Guarda caso, fra le società in gara per la privatizzazione del 40% del servizio idrico fiorentino ci sono delle “facce note”: Acea, Rwe Thames Water, Severn Trent, Saur International e Compagnie Genèrale des Eaux: Quest’ultima ha finora operato a livello internazionale attraverso Vivendi Water, del gruppo Vivendi Universal, la stessa che è azionista di Acque Potabili.
Forse queste coincidenze dovrebbero fare riflettere in maniera un po’ più critica. Anche se avere una coscienza critica è faticoso e spesso doloroso..
A giudicare dalle società interessate alla gestione degli acquedotti toscani, la tesi iniziale sembrerebbe vera. Se con le privatizzazioni di Firenze e Pisa si punta a creare una sorta di società toscana dell’acqua, è anche credibile che si voglia dare vita ad alleanze con le vicine Grosseto e Siena, servite dall’acquedotto del Fiora (che Siena ha già dato in gestione ad Acea).

Per questo, quindi, i potenziali pretendenti cercano di conquistare il maggior numero di società in un colpo solo, per procedere successivamente alla fusione.
In una prospettiva simile, come reagiranno le società a maggioranza pubblica quali Publiacqua, Acque Spa e le altre? Reggeranno la pressione di giganti così ricchi e potenti come sono le multinazionali interessate al servizio idrico toscano?

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