Una scelta velenosa

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Un inceneritore produce fumi, scorie solide di combustione, fanghi e acque di lavaggio e trattamento dei fumi. Nei gas di scarico sono presenti sostanze come anidride solforosa, acido cloridrico, ossido di azoto, composti, diossine, furani e quelle polveri contenenti metalli pesanti quali piombo, cadmio, cromo, nichel, zinco, ecc., che gli impianti di filtraggio non riescono a intercettare. Si tratta delle cosiddette “polveri fini”, meglio conosciute come PM10. Ma non sono queste le più pericolose, dato che ci sono anche polveri finissime e ultrafini, le PM0,1 che entrano direttamente nel sangue non appena respirate. Inoltre, diossine, furani e metalli pesanti in questa forma vengono trasportati dal vento, che di solito nella piana non manca, per chilometri quadrati di terreno, rimanendovi per centinaia di anni. I “microinquinanti” risalgono le catene alimentari continuando a concentrarsi fino a raggiungere il consumatore finale, l’uomo. La maggiore concentrazione di diossina non si trova però nell’uomo, ma nei suoi cuccioli, i bambini. Le madri infatti se ne possono liberare allattando un figlio! Per quanto riguarda diossina e furani l’ENEA ha stimato che in Italia nel 1995 il 70% della loro produzione fosse dovuta all’incenerimento dei rifiuti.

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