18 dicembre 2018

Una mamma del Luzzi scrive…

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Il Luzzi era un ex Ospedale abbandonato, dimenticato da tutti, lasciato
marcire in balia dell’incuria. Oggi è la nostra casa, siamo circa 350
persone, famiglie di diverse etnie, che dopo varie disavventure abbiamo
deciso di garantirci un tetto. Il mercato degli affitti è inavvicinabile per
chi vive con un solo stipendio ed ha dei bambini. Molti lavoriamo a nero, in
una società che ci rifiuta ma pronta a sfruttarci come manodopera a basso
costo. Da due anni abbiamo trovato una sorta di stabilità, ristrutturato gli
spazi ed adibito ad abitazioni, alcuni di noi vivevano nei campi, altri in
appartamenti sovraffollati. Ora abbiamo uno spazio vitale, un posto da
identificare come casa e delle speranze da coltivare per i nostri figli che
finalmente vanno a scuola. Il Luzzi è la nostra casa nell’attesa di tempi
migliori in cui anche i poveri potranno averne una vera, convenzionale. La
scelta di occupare è dettata da una mancanza di alternative possibili, il
nostro appello è quello di comprendere le problematiche di una vita di
stenti, che ci ha costretti a diventare abusivi, con la speranza che i
diritti costituzionali, con cui molti si riempiono la bocca, non siano solo
utopie per i deboli. Fra pochi giorni, il 30 Novembre il sindaco di Sesto
Fiorentino, il comune a cui lo stabile appartiene, ha deciso di stroncare
l’occupazione e la vita delle persone che ci abitano. Alle soglie di Natale,
con il gelo che si fa sentire, senza proporre delle soluzioni l’unica
certezza è che ci mandano via. Ci sono stati molti incontri con le
istituzioni in passato, ora che lo sgombero è prossimo nessuno ci fa sapere
nulla in merito. Non siamo delinquenti o un gruppo di violenti pronti a
fronteggiare le forze dell’ordine ma donne e bambini, alcuni ammalati,
senza più la forza di lottare per legittimare il nostro diritto ad
esserci..

Immaginate una madre con figli piccoli, che non riesce a trovare lavoro,
senza il supporto per l’asilo nido, che da due mesi, ogni notte arriva a
letto e nonostante la stanchezza, non riesce a chiudere occhio. La mattina
sorride ai figli come se niente fosse, per non fargli capire che presto
saranno di nuovo per strada al freddo. Babbo Natale non arriverà neanche
questa volta a bussare alla loro porta, che vogliono abbattere per
assecondare i capricci di chi non ha problemi vitali. I bambini sono
piccoli, non stupidi e già fanno molte domande su ciò che accadrà il 30
Novembre, ma non abbiamo risposte, non dipende da noi, forse non avevamo il
diritto di diventare madri perché siamo povere?

Sappiamo amarli i nostri figli e prenderci cura di loro, ma non basta a
dargli serenità perché chi è più forte ,da dietro una scrivania, gioca a
risiko con le nostre teste. Non ha mai incontrato lo sguardo di uno dei
nostri figli per rendersi conto di com’è cambiato dall’arrivo al Luzzi ad
oggi.

Le conquiste per i loro futuro dipendono anche da voi sosteneteci, bloccate
lo sgombero almeno finché non saremo in grado di avere un altro tetto. Non
devono pagare i bambini le disavventure dei genitori e hanno il diritto di
crescere senza essere ghettizzati, di studiare per costruirsi una speranza
in questa società sempre più selettiva.

Parlate del Luzzi, venite a trovarci a conoscerci o semplicemente mettetevi
nei nostri panni e fate sentire alle istituzioni che il popolo ha anche a
cuore i problemi di chi sta peggio. Facciamo appello alla solidarietà che
spesso è rivolta fuori dai confini del nostro paese ma scarseggia quando le
tematiche sono locali. Non siamo scellerati e irresponsabili solo poveri e
vorremmo il sostegno di altre persone comuni che conoscono le difficoltà di
arrivare a fine mese. La propaganda del Sindaco Giannassi è quella di
mettere poveri contro poveri, per avere appoggio e far sentire la gente
privata di qualcosa, ma sestesi chiedetevi se veramente nuociamo alla vostra
quotidianità o se per sentito dire dalla bocca di qualcuno che tutela solo i
propri interessi.

Piuttosto che scacciarci come bestie, potremmo cooperare per negoziare delle
soluzioni ai problemi che la nostra presenza comporta al sindaco, insieme
riusciremmo a superarli ne sono certa. Il dialogo e la buona volontà non ci
mancano, le alternative si ma non chiediamo alloggi privando altri che ne
aspettano uno da anni solo collaborazione per il bene dei minori che vivono
nel Luzzi.

Non posso esprimere ogni singolo pensiero dettato dall’ansia di questo
brutto momento e spero di aver comunicato quanto possibile per incuriosirvi
sulla nostra vicenda, l’unica cosa che rimane da fare è attendere il
fatidico giorno.

*Una madre del Luzzi*

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