10 dicembre 2018

Una favola di pace – IL FILM

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Che senso ha la guerra? Nessuno. Cosa servirebbe per evitarla? Pochissimo, forse basterebbe mettere da parte l’orgoglio. Basterebbe pensare al bene del popolo e delle persone i cui destini dipendono da chi li guida o li governa.
Questa la risposta che ci dà Olmi nel suo ultimo film. Come già nel Mestiere delle armi, Olmi usa la distanza storica e temporale per parlarci di oggi. Là raccontava la storia di Giovanni dalle Bande Nere, qui la scena si svolge in Cina dove una banda di pirati capitanati dalla Vedova Ching scorrazza per i mari assaltando gente inerme fino ad arrivare a sfidare le truppe imperiali.
La storia è costruita come una favola, in un continuo rimando tra realtà e finzione, grazie a una cornice narrativa: una messa in scena teatrale che racconta la storia principale.

Chi ha ragione e chi torto? Chi impone leggi ingiuste o chi non le rispetta? Accettare il perdono o sfidare il castigo? Morire da eroi o salvare vite umane? La vera guerra diventa quella dei valori, e il significato del film è una apologia appassionata della pace.

Un film poetico che si svolge in paesaggi bellissimi impreziosito dalla splendida recitazione di Bud Spencer, al tempo stesso narratore all’interno del teatro e capitano della nave pirata

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