12 dicembre 2018

Una Banca da riformare

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La corruzione come metodo sistematico di lavoro è solo una delle caratteristiche ricorrenti dei megaprogetti in cui c’è lo zampino della Banca Mondiale. Ancora più gravi appaiono i danni socioambientali. In Lesotho oltre 24.000 persone, in buona parte pastori nomadi, sono stati costretti ad abbandonare le valli più fertili della regione e ad urbanizzarsi in quartieri con baracche dai tetti di lamiera, senza ricevere gli indennizzi concordati. I processi di consultazione sono stati estremamente superficiali e hanno riguardato soltanto il governo e non le popolazioni locali. Il prestito iniziale di 150 milioni di dollari concesso dalla Banca Mondiale ha ignorato del tutto le sanzioni internazionali esistenti al tempo contro il Sudafrica, unico beneficiario del programma. Le società internazionali hanno reclutato proprio lì il personale specializzato mentre la manodopera locale è stata impiegata per lavori di fatica con salari inferiori ai minimi di legge. Nel 1996, le proteste sindacali sono state represse nel sangue: la polizia ha sparato sui manifestanti causando 5 morti.
Come sostiene la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM), le linee guida di questo organismo internazionale non sembrano sufficientemente attente al rispetto dell’ambiente e dei diritti umani: dal ’92 al ’98 la Banca ha investito 13 miliardi di dollari in progetti che usano combustibili fossili, per un totale di emissioni di carbonio di 37,5 miliardi di tonnellate; grandi dighe, lunghissimi oleodotti, mastodontiche centrali energetiche comportano spesso la distruzione dell’ambiente in cui le popolazioni locali vivono e di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza fisica e culturale. Non di rado i governi locali hanno letteralmente deportato gli abitanti dei villaggi indigeni distrutti.
La CRBM lavora esercitando pressione sui governi nazionali per un cambiamento di queste politiche e per una maggiore trasparenza delle scelte, proponendo azioni urgenti su temi specifici (oggi è la partecipazione BNL all’oleodotto in Ecuador) e non dimenticando il ruolo cruciale di altri organismi implicati nel supporto di un’economia di sfruttamento e ingiustizia, come il Fondo Monetario e le Agenzie di Credito all’Esportazione. www.crbm.org

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