Una pianta al Forte Belvedere per ricordare Veronica

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lungo la Chiantigiana, è sepolta Veronica Locatelli, la ragazza uccisa da chi non volle e non seppe rispettare la legge ed evitò così di mettere in sicurezza i pericolosi bastioni del Forte Belvedere di Firenze. Come Luca Raso nel 2006, Veronica cadde dal prato della fortezza medicea una notte d’estate, nel 2008, la stessa notte in cui il suo ragazzo e i suoi amici l’avrebbero festeggiata per il suo trentasettesimo compleanno.

Alla riapertura del monumento nazionale, pochi giorni fa, il sindaco ha dichiarato che tutti “gli adempimenti previsti per la sicurezza sono stati svolti”. Un atto concreto di Matteo Renzi, una volta tanto, segno tangibile che per il Comune di Firenze era già possibile mettere al sicuro l’intero Forte Belvedere se solo all’epoca avesse avuto un sindaco attento e responsabile (in quel biennio la città era guidata da Leonardo Domenici, per cui il pubblico ministero ha chiesto 4 anni di carcere per la morte di Veronica) e un apparato burocratico atto a tutelare la sicurezza delle persone e non solo a garantire una grande affluenza, a basso costo, per chi organizzava gli eventi e gestiva il bar in quelle notti assassine.

Sono passati cinque e sette anni dalle morti violente di Veronica e Luca. I processi sono ancora aperti e le famiglie, in prima linea le madri Anna Maria e Angela, chiedono e pretendono giustizia. Stasera alle 19, nell’anniversario della morte di Veronica, una pianta verrà posata proprio sul terrapieno interno del Forte Belvedere, esattamente dove cadde nel vuoto. Un’occasione per stare vicino alla famiglia e per ricordare Veronica nel giorno del suo compleanno. Un’occasione per non dimenticare.

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