24 settembre 2018

Una montagna alta oltre tremila metri, ecco il business delle ecomafie italiane nel 2008

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Con i rifiuti speciali scomparsi nel nulla nel 2008 in Italia si potrebbe creare una montagna alta oltre tremila metri, un ecomostro che potrebbe rivaleggiare con l’Etna. E’ l’immagine scelta da Legambiente per presentare oggi a Milano il suo Rapporto Ecomafia 2009 che traccia un bilancio della ‘ecomafia Spa’ inquietante: il suo giro d’affari e’ stato nel 2008 di 20, 5 miliardi di euro.

Il business delle ecomafie – ciclo dei rifiuti e del cemento, racket degli animali, abusivismo edilizio e infiltrazioni in appalti di opere pubbliche – e’ valutato in 20,5 miliardi di euro, con un incremento del 7,3% rispetto al 2007. Solo sul fronte dei rifiuti, nel 2008 sono stati accertati 3.911 reati (-19%), con 4.591 denunciati, 137 arrestati e 2.406 sequestri. Crescono anche le entrate per i traffici illeciti dei rifiuti speciali: 7 miliardi di euro nel 2006 contro i 4,5 dell’anno prima, con 31 milioni di tonnellate di cui si sono perse le tracce.

In generale, diminuiscono del 14,5% le infrazioni accertate alle normative ambientali (25.766), ma aumentano gli arresti, che passano da 195 a 221, e i sequestri che crescono del 6,6% (9.676). Su questi dati la parte del leone, con il 48,1% dei reati in Italia, la fanno Campania, Calabria, Sicilia e Puglia.

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