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  1. don angelo cassano

    Sono vicino a don Alessandro e alla comunità delle Piagge ,ed esprimo la mia indignazione per come le nostre gerarchie oggi tutto sono fuorchè espressione dell’Amore…certo con qualche lodevole eccezione!! Dico anche ai tanti confratelli che si nascondono che non è più tempo e che l’unica obbeddienza è la sofferenza degli uomini e delle donne,dei precari,dei gay,dei trans,dell’anziano solo,dei migranti..perchè su di loro i potenti stanno scatenando una guerra permanente. Viva l’insurrezione che viene!!!

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  2. d.Giuseppe di Naldi

    Ho ascoltato (dopo aver letto tutto…) l’intervista a don alessandro,credo sia lì la fonte da attingere per capire davvero tutto,la stampa o tutti gli altri interventi,incluso il mio,sono solo pagliativi.Voglio dire alcune cose importanti: 1- un prete è un uomo,ma un vero uomo è debole ma non bugiardo,dico questo perchè don alessandro nell’intervista è bugiardo,non dice quello che davvero è intercorso tra lui ed il suo Vescovo,cioè non rivela la disponibilità a camminare assieme sulla coppia. 2- vi è in lui non una pulità volontà di comunione ma solo un suo personalissimo protagonismo,che nulla ha a che vedere con il messaggio del Vangelo. 3- dimentica don alessandro una cosa fondamentale,quando si diventa preti,si deve ricordare che i sacramenti,le comunità cioè le parrocchie,non sono proprietà personali ricevute in eredità dai genitori e quindi ognuno che ne è padrone legittimamente ne può gestire come e quando vuole,ma sono doni ricevuti da Dio per mezzo dei vescovi,dimentica che senza quelle mani messe dal suo vescovo nel giorno della sua ordinazione,lui non avrebbe assolutamente fatto tutto quello che ha fatto.Il ministero non è una laurea che ti abilità ad un mestierie e ti rende imprenditore della propria ditta!!!! In questo tutti possono trovare bla risposta dove è l’errore di don alessandro,e di tutti coloro i quali pensano che la chiesa sia la loro ditta da gestire a proprio piacimento.I sacramenti,l’eucarestia sono doni ricevuti non regali di cui il destinatario ne fa quel che vuole e li ridona a chi vuole,sono cose di Dio non nostre.E’ difficile ricordarlo? che poi ognuno pensi il contrario,bene ma ne paga le consrguenze.Mentre ci si atteggia a paldini della giustizia e contro le povertà e per la verità,le parole diventano vere quando corrispondono ai fatti.Un appello a don ale,sono con te e lo sarei dim più de tu a me a noi ed alla comunità che a suo tempo il vescovo ti ha affidato dicessi devvero come sono andate le cose e il vero perchè hai fatto ciò che nemmeno la stessa coppia ti ha chiesto,chiedere una benedizione e su questo cvostruirci quello che te volevi ce ne corre,non credi?

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  3. Roberto

    Ho visto il video,ben fatto,ma una sola domanda,io sono gay e felicemente gay,tempo fa con d.ale avevo instaurato un bel rapporto perchè lui si interessava a noi come gay credenti,dopo nulla più disinteresse totale! ed ho avuto la netta impressione che don ale sia un tipo che parte in quarta e poi a secondo il successo mediatico continua,si vede che con i gay e lesbiche e trans,mediaticamente non ha avuto il successo per cui aveva iniziato,inoltre belle le immaggini degli abbracci prolungati con solo donne nel video,domando ma non ha abbracciato lungamente nemmeno un uomo da far vedere in video? può sembrare piccola cosa la mia davanti al problema ma io sono anche un tipo che non guardo ai grandi eventi o alle grandi cose ma mi dice la verità della missione il silenzio e la nullità della pubblicità che ha,quindi una sola domanda,don ale ma il tuo impegno verso di noi come mai è finito?

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  4. Maurizio Sarcoli

    mi addolora che don giuseppe Rinaldi (parroco di dove, grazie?) sia così duro accusando il suo collega santoro di così gravi menzogne e personalismi.
    Sarebbe interessante sapere da lui come fa a essere così informato di tutto dato che io personalmente non ho mai visto né sentito il suo nome tra gli attori di questa vicenda che mi riguarda, come riguarda tutti gli altri membri della comunità di base delle Piagge (prego chi ancora confonde la comunità con la totalità dei residenti piaggesi di prendere nota di questa distinzione).
    la reazione di don Di Naldi è per me la prova dolorosa che anche nella chiesa si è infiltrata quella mancanza di contegno e rispetto dell’altro, di chi ha una diversa visione, come in altri settori pubblici del nostro paese (la politica in primis): confondere l’opera quotidiana di alessandro con un atteggiamento teso a ottenere visibilità personale è un errore clamoroso dato da un atteggiamento ideologico che non si preoccupa di verificare le proprie gravi affermazioni.
    Ripeto: chi sei tu don Rinaldi per giudicare la nostra realtà e l’opera di Alessandro? Chi ti conosce?
    Don Rinaldi comunque insieme ad altri religiosi schierati per la norma e l’ordine vescovile fa un passaggio logico che non è lienare: il vescovo non è Dio. ma nenache è il papa, quindi il dogma dell’infallibilità per lui non vale.
    la fiducia che il santo padre ha dato a questo suo emissario non gisutifica l’opera di ristrutturazione che betori sta attuando nella diocesi fiorentina come un’azione necessaria, sta modificando l’assetto territoriale di parrocchie e rimuovendo parroci in massa: ha cambiato in tre mesi 50 preti (lo ha affermato lui stesso, quindi non si scomodi a smentire).
    questa mi perdoni don Di Naldi non può essere ricondotta acriticamente a una volontà divina, mi pare invece che ci sia un disegno preciso, un’impronta personale fortissima che rispetta poco la volontà dei fedeli affermando con forza la superiorità dei religiosi sui laici, tornando insomma a una concezione preconciliare che non ha nella chiesa solo sostenitori entusiasti.
    Il matrimonio legato all’allontanamento di don santoro è stato il pretesto per cancellare una voce fuori dal coro, mi pare lo stesso coro dove siede don Di Naldi.
    Se posso criticarlo senza rischiare la scomunica o la minaccia dell’inferno dico che don Di Naldi può venire alle Piagge e concoscere di persona la realtà che il vescovo ha colpito e smetterla di fare dottrina dall’alto del suo magistero. La chiesa infatti è anche la congregazione dei fedeli, non è composta solo da lei insieme al suo vescovo, se lo ricordi don Di Naldi.
    addio , Maurizio sarcoli

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  5. don giuseppe di naldi

    carissimo,grazie per avermi chiesto chi sono e scusa se non l’ho detto,sono un prte di 79anni in pensione ma non ancora rincoglionito ok? bene,chiedo solo di leggere bene quello che uno dice o chiede ok? ritengo che Lei ha una idea tutta sua e solo sua di Chiesa che rispetto ma non posso dire che è l’idea che ne esce dal vangelo quello vero.Ho detto solo e ribadisco: l’ordinazione è un dono non un privilegi,le parrocchie o le comunità ci vengono affidate non sono nostre i sacramenti sono perle preziose che ci vengono affidate non nostre ok? legga bene prima di ….inoltre carissimo,il tuo modo di parlare è ormai fuori moda non ha alcun senso se non quello di chi vorrebbe essere qualcosa e non lo è,purtroppo è Dio che sceglie non gli uomini,inoltre il concilio vaticano II lo ha mai letto perbene soprattutto nei suoi documenti sui laici ed i sacerdoti? bene si aggiorni può darsi che un po di consocenza sui documenti che cita senza conoscerli lo aiuterebbero a dire meno cavolate.cmq. se vuole vengo alle piagge ma prima don ale deve dire la verità.

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  6. Sabatino

    Non entro nella polemica tra Lei e Maurizio perchè l’argomento non mi appassiona, quello che però mi fa veramente rabbia è questo continuo, martellante e penoso metodo dell’insinuazione, del sospetto che alcuni preti stanno cercando di insinuare attraverso i loro messaggi. Ma di cosa cianciate? della stanchezza di Ale? dell’essersi lasciato andare ad un espressione comprensibilissima? del percorso inquisitorio suggerito dal Vescovo per Sandra? ma lo sappiamo e ve lo abbiamo confermato più volte, perchè continuare allora? quale verità? se lei Don Giuseppe Di Naldi è al corrente di questa famosa verità ci illumini, ci renda partecipi e non stia qui a fare insinuazioni così poco cristiane,

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  7. don giuseppe di naldi

    Carissimo sabatino,posso solo farti una domanda? ma cosa hai letto e cosa dici? perdonami ma sei tu in errore non io o altri.Chiedere a don ale di dire la verità non è insinuare ma solo chiedere non ti pare?quindi quale problema,e se poi dici che non ti appassione quello che noi diciamo,non mi pare perchè altrimenti non intervenivi su cose che a noi appassionano non credi? semmai dicevi altro…inoltre quello che io dico di saper non sono insinuazioni,ma cose che don ale non dice e se le direbbe tutta la storia non sarebbe nemmeno accaduta.

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  8. Luca e Marco gay

    Ciao a tutti,poche parole per una semplice domanda.Anni fa,quando don ale ci seguiva come gay credenti eravano entusiasti di questo prete,lui ci incoraggiava e ci faceva sentire amati da dio,poi di colpo è sparito e non si è fatto più vedere da noi….(forse chissà anche lì qualche capo lo aveva punito,ma non pensiamo altrimenti sarebbe successo lo stesso casino di ora che non è successo).Inoltre se qualcuno della comunità vorrebbe chiedere perchè per questa coppia don ale ha celebrato il matrimonio,mentre quando a suo tempo noi gli chiedemmo una semplice benediziaone per noi la nostra coppia ci fi detto “no”? ecco un prete che anche dalla rivista: “Vanity Fair: «Questa è la storia di un prete mandato in esilio perché crede nell’amore»si dice questo di lui,allora l’amore esiste per ale solo tra uomo e donna e tra un uomo che ha cambiato sesso ed …mentre per due uomini no? ma questo per lui non è amore,allora mi domando crede nell’amore oppure solo a certi amori che hanno più luce su riviste e televisioni…? è una domanda non una polemica grazie

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  9. don giuseppe di naldi

    Grazie al mopderatore che non ha pubblicato la risposta che davo a sabatino,questo è un modo per dimostrare cosa significa verità-insinuazioni e falsità….ok. da voi stessi rispondete grazie sabatino o chi legge e moderara non occorra che sia pubblicato mi basta che tu che leggi e cancelli rimanga nella tua coscienza.

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  10. marco

    Don di Naldi

    Io non sono delle Piagge. Ci vado abbastanza spesso, ma abito lontano.
    Proprio perché non abito alle Piagge leggo giornalmente questo sito; e mi sono veramente stancato di alcuni commenti in fotocopia che continuo a leggere.

    In primo luogo, se il Vescovo dice di non essere mai stato invitato, è un BUGIARDO. Io c’ero qualche mese fa quando la comunità gli ha scritto una lettera. In secondo luogo, se Momigli dice di avere avviato un dialogo con la Comunità, è un BUGIARDO. La comunità delle Piagge è l’insieme di persone che hanno scelto di condividere un esperienza, e con queste Momigli non ha parlato. In terzo luogo, a giudicare dalla sua intervista, anche se Don Rossi non avrà magari detto menzogne vere e proprie certo ha parlato come un politico professionista. Questo, se per mettere qualche puntino sulla i di verità.

    Lei parla di protagonismo e di messaggio del Vangelo, e questo è un punto importante. Vede, ad Alessandro e alla comunità non è mai interessato fare proselitismo cattolico, ma piuttosto vivere il vangelo, e c’è una bella differenza. Un mio parente è molto credente, molto attivo e assiduo in chiesa, ma pensa (e dice) anche che “tutti i rom dovrebbero essere cacciati dall’Italia a calci in culo”.
    Ora, non sta a me giudicare, e lui fa certo parte del corpo mistico della chiesa come tutti i battezzati. Trovo interessante tuttavia che nel contesto in cui vive non senta alcuna contraddizione. La Comunità delle Piagge è aperta a tutti – chiunque può venire, frequentarla, dare una mano a seconda della disponibilità – ma c’è una presa di posizione netta, che non è diversa da quella espressa da Don Milani: “reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.” Oggi Don Milani è diventato un bel santino, e si ripete quanto lui fosse in realtà “obbediente” alla chiesa, ma ci si dimentica di quanto “politico” fosse il suo agire, di come su certi argomenti lui sentisse la necessità e il dovere di parlare pubblicamente, della secchezza dei suoi giudizi, anche nei confronti del suo Vescovo, di come fosse stato accusato di “protagonismo” e “superbia”. Quale differenza fra questo modo di essere cristiani e le considerazioni attribuite a Momigli sulla Nazione! Lì sembra di leggere un marketing manager preoccupato perché il suo brand non ha successo in una determinata area, pronto ad investire massicciamente per recuperare un numero soddisfacente di clienti fidelizzati.

    Alessandro il Vangelo quello vero l’ha sempre vissuto ,nel perfetto silenzio quando non era necessario che nessuno sentisse, parlando quando riteneva fosse il caso. Questo è il motivo per cui dopo la sua ultima messa la fila di persone che volevano abbracciarlo è finita alle cinque. Le sue giornate iniziavano alle sette di mattina e finivano spesso oltre mezzanotte, e di momenti per sè ne aveva ben pochi. Il Vangelo quello vero lo dice chiaramente Gesù cos’è: è la Parabola del Samaritano, che non significa semplicemente fare del bene, ma lasciarsi portare fuori strada dall’incontro coll’altro, dimenticandosi completamente dei piani e dei programmi che si aveva in precedenza per andargli incontro e prendersi cura di lui.
    Questo lui ha sempre fatto, ed è il motivo per cui ha celebrato il matrimonio di Sandra e Fortunato. I sacramenti non saranno “proprietà” del prete, ma sono “segno visibile di una realtà invisibile”. E visto che Alessandro è profondamente convinto di vedere in Sandra e Fortunato la realtà del matrimonio, accettare di non celebrarlo sarebbe stato negare l’essenza stessa del suo modo di essere prete; come dire che ci sono persone che vengono accolte sì, ma solo fino a quando è conveniente, se no si mette a tacere la coscienza e si continua per la propria strada.
    Sono convinto che ci siano persone che subordinino la propria coscienza al diritto canonico, siano comunque buoni preti, e facciano del bene; ma nel tempo la Chiesa Cattolica ha giustificato teologicamente il dominio dell’uomo sulla donna, la monarchia quale espressione terrena di un ordine voluto da Dio, la schiavitù, la pena di morte, l’esistenza dell’Inferno. Ci sono state persone che accettavano queste cose come dato di fatto senza pensarci, ma ci sono sempre state anche persone che proprio per il loro modo di intendere il cristianesimo non potevano credere in queste cose. E’ molto semplice. La Chiesa si è scusata dei peccati commessi da “alcuni dei suoi fedeli” ma la realtà è l’esatto contrario; sono stati papi, vescovi e padri della chiesa a modellare queste visioni del mondo, l’acquiescenza di chi metteva la “comunione” al di sopra di amore e giustizia a legittimarle, e poche persone che agivano come Alessandro in base a una profonda convinzione interiore a metterle apertamente in discussione.

    Trovo francamente ridicolo poi che lei (un prete in pensione) Don Severino (un prete che se non sbaglio sta fuori Firenze) e qualcuno che si firmava Giacomo e Adele (probabilmente non un prete) vi diate il cambio a ripetere le stesse accuse e insinuazioni quasi con le stesse frasi, come se persone che vengono non si sa da dove vengono conoscessero i fatti meglio dei protagonisti, o come se la comunità, che ha condiviso l’evoluzione della situazione ad ogni passo, avesse bisogno di scoprire da voi chissà quali retroscena.

    Marco Giubbani

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  11. marco

    Roberto

    Non so di che video parli. Quello che ho visto io si conclude coll’abbraccio (e bacio) con un ragazzo. Ti posso assicurare che Alessandro abbraccia donne e uomini, vecchi e bambini. Complimenti per la sottigliezza, comunque.

    Entrando al centro sociale non è raro trovare volantini di Ireos e Azione Gay Lesbica. Di omosessualità si parla con tranquillità, e per nessuno, dai bambini agli anziani, questo è un problema. Ci sono persone apertamente e felicemente omosessuali che frequentano la comunità delle Piagge, alcune delle quali molto impegnate nelle sue attività, e la loro presenza è cosa normale 24 ore su 24, non, come succede ad alcuni gruppi di omosessuali credenti, in determinate ore della settimana quasi di nascosto dal resto della parrocchia.

    In particolare una di queste persone, Lorenzo, è venuto per la prima volta proprio attraverso il gruppo Kairos, ed ha poi deciso di restare, perché riteneva molto più arricchente passare il suo tempo libero nella comunità che continuare a frequentare quel gruppo. Sui motivi per cui il gruppo ha deciso di non riunirsi più alle Piagge, forse sintetizzo un pò, ma da quello che mi ha detto Lorenzo il succo è che molti di loro vedessero Alessandro come un prete “materialista, povero spiritualmente, troppo incline all’azione e poco alla preghiera, ed anche un pò comunista”.

    Cosa che mi ha sempre fatto pensare, come capacità di confondere forma e sostanza, ad un racconto che ho letto su una donna che nel Sudafrica dell’Apartheid si lamentava perché la Chiesa stava abbandonando il latino.

    Persone omosessuali che cercavano non “grandi eventi o grandi cose”, sono rimaste nella Comunità, o sono arrivate dopo.
    Cosa cercassero gli altri non mi è molto chiaro.

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  12. alessio

    di preti che hanno speso la vita per i poveri ce ne sono stati tanti nella Chiesa ,ce ne sono tuttora e non sono mai stati puniti dai loro Vescovi. A Firenze potremmo ricordare Don Facibeni e lo stesso Don Rossi.

    Nessuno nega che Don Santoro non abbia fatto delle cose positive,la Chiesa deve accogliere tutti d’accordo,ma un prete deve anche rispettare le regole; era proprio necessario celebrare un matrimonio per accogliere Sandra e Fortunato? Non bastava una benedizione?

    Passando da piazza Duomo giorni fa’sono rimasto sorpreso nel constatare che a manifestare contro il Vescovo c’erano dei militanti di estrema sinistra e la Signora De Zordo (esponente di una lista di sinistra) a distribuire volantini.Visto e considerato che si consideravano non credenti mi é venuto il dubbio che Don Santoro fosse considerato piu’ un leader politico che un prete.

    Cmq visto e considerato che spesso costoro accusano la Chiesa di “ingerenze” nella vita civile del paese perche’ osa pronunciarsi su temi di carattere etico e di morale,non sarebbero da considerare “ingerenze” nella vita interna della Chiesa le loro proteste? Don Santoro ha promesso fedelta’e obbedienza alla Chiesa e al suo Vescovo, se adesso ha cambiato idea abbia il coraggio di lasciarla.

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  13. Beppe

    E’ interessante vedere che in giro c’è gente che non ha capito la differenza tra chiesa (istituzione totale e totalizzante) e Vangelo, tra partiti (istituzioni totali e totalizzanti) e la de Zordo. Sveglia!!!! Tra un mese è il 2010!!!

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  14. don severino

    Ciao Marco,ti rispondo solo per dirti questo,le tue evangeliche insinuazioni rappresentano il contrario dei bugiardi che dai,cmq. se t’interessa,il sacerdote in pensione e gli altri che hanno scritto,tutti fanno parte di un cammino che da anni insieme condividiamo,un cammino che è fatto di opere silenziose e dilavoro personale per capire la chiesa e la chiesa istituzione. cmq. ti ringrazio se vuoi vieni a trovarci…..assieme a te anche gli altri delle piagge,sarebbe bellissimo! inoltree quandi si parla di povertà e sfruttamento dei banbini,non s’indossano le scarpe firmate della naik ok? grazie

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  15. marco

    Don Severino, tutto si spiega.
    Non siamo all’asilo, per cui non mi sembra il caso di rispondere su “bugiardo io no tu” e non capisco bene l’uscita sulle nike. Lo sa che ogni mese alle Piagge c’è un mercatino dell’usato, vero? O forse pensa che Don Alessandro o qualcun altro si compri delle nike nuove di zecca come status symbol?
    Sono felice per voi e il vostro cammino silenzioso (?), ma non credo che verrò a visitarvi.
    Sono sicuro però che Roberto, Luca e Marco, Giuseppe e Marco saranno felici di venire da lei, che, essendo un prete che ha tanto lottato per gli omosessuali, sarà felice di benedire, e uso le parole della chiesa istituzione a cui lei si è avvicinato, la loro “tendenza oggettivamente disordinata” che risulta in una “forma debole, narcisistica di amore, che non è il frutto di una vera complementarietà affettiva o sessuale” e porta ad atti “gravemente contrari alla legge naturale, che non possono in ALCUN MODO essere giustificati”.

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  16. massimo parrini

    Quindi la De Zordo sarebbe come il vangelo?

    Mah, ora capisco perchè il mondo è messo com’è…

    Grande Alessio!
    Hai centrato in pieno la situazione. Per fortuna c’è ancora chi usa gli occhi per guardare la situazione semplicemente com’è.
    […]
    Ragazzi, comunque qui l’importante è che le attività della Comunità vadano avanti affinchè siano utili PER TUTTO il quartiere. E che ci si ricordi, però, che il quartiere è qualcosa di più che la Comunità costruita da Alessandro, molto di più.
    Quindi, per favore, iniziamo a parlare e discutere su questo, più che su quello che ormai è il passato e che riguarda solo l’interno della Chiesa ed i sentimenti, comprensibili e da rispettare, della Comunità stessa.

    Ciao!
    Massimo

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  17. Cecilia

    C’è una cosa che continua a farmi pensare, ed è il fatto che leggendo i vari messaggi anche nelle altre sezioni che parlano di questa vicenda, si legge spesso e si insiste su: la Chiesa è questo, se non ti va bene, vàttene. Guardando anche il resto della società, questo è il comportamento che va per la maggiore in tutti i campi della vita: ad ogni dissenso che si presenta, c’è subito la repulsione totale; non mi riconosco in una società che alla minima difficoltà abbandona senza fare tentativi, senza impegnarsi, come chi si sposa (alla leggera, in totale incoscienza,ed immaturità, dico io) e passato poco tempo, o dopo il primo figlio, divorziano per “incompatibilità di carattere”; non credo nemmeno che qualunque realtà comunitaria debba essere considerata in maniera inappellabile come cristallizzata nel tempo e nell’eternità, le vicende umane sono un divenire, la vita è un film, non una foto; anche quelle persone, consacrate,o laiche che stimolano un cambiamento, un movimento, uno spostamento nella percezione e nella concezione della condizione umana, sono necessarie per lo sviluppo della coscienza di ciascuno di noi; il passato della Chiesa cattolica ha avuto anche momenti molto pesanti, non possiamo negarlo, e se chi non era d’accordo, si fosse subito arreso avremmo ancora la santa inquisizione, le crociate, la terra al centro dell’universo e piatta (e tante altre amenità). Non è solo questione di un Don Alessandro Santoro, è tutta la società che ha un atteggiamento di disamore per l’impegno e l’approfondimento ( e tristemente, troppo amore per la distribuzione di giudizi sommari).

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  18. don severino

    Mi fa specie la tua “ortodossa ed istituzionale”risposta,la dice lunga….cmq. sulle nike o usate o meno vengono sempre da un certo mercato e chi vive e predica in un certo modo non deve averle. sono io testimone delle nike ai piedi di don ale e se glielo chiedi internebvvi alla casa del popolo di lastra a signa anni fa in un dibattito dove don ale parlava di problemi della povertà e fame e sfruttamento,in quel caso intervenni solo per fan notare le scarpe.Inoltre il cammino silenzioso,non significa fuori dalla chiesa,ma silenzioso dalla stampa e tv,inoltre io non benedico nulla e non celebro sacramenti prendendo in giro i fedeli,ma accolgo alla luce del vangelo non dicendo una parola mia ma quella del vangelo e della Chiesa che significa non ingannare il prossimo.Mi sorprende che tu non voglia venire a parlarmi,mentre gli altri sì,giusta scelta di accoglienza,probabilmente non è andata cos’ì anche con il Vescovo? il quale,caro marco,a parte don momigli,non è stato invitato ma gli è stato detto “quando la comunità la inviterà…quindi,ricorda Marco che la verità ci fa liberi ma la Verità non quella che ci piace e non ci scomoda ok. cmq. buon cammino,l’amore e lòa misericordia di Dio è pur sempre diversa,e meno male,dalla nostra.

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  19. marco

    Io non sono credente; la risposta “ortodossa e istituzionale” non è certo la mia, ma è quella che deve dare lei – altrimenti agire nel silenzio il contrario di quello che si fa professione di accettare apertamente è doppia morale e ipocrisia, anche se mascherata da obbedienza.

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  20. marco

    E già che ci siamo, è un tipo d’ipocrisia da botte piena e moglie ubriaca che può funzionare abbastanza bene in uno stato più o meno laico, un pò meno in uno stato che si ispira a valori cristiani. Io sono attivista in Amnesty International da parecchi anni, e mi sono occupato anche di violazioni relative all’orientamento sessuale – ho letto violentissime prese di posizione di vescovi contro il peccato dell’omosessualità, il sostegno di conferenze episcopali o delle più alte cariche cattoliche a leggi repressive (per esempio India, Nicaragua, Uganda, Nigeria, Camerun, ZImbabwe e nei Caraibi) – in base alla logica che fatto salvo il rispetto della persona, che non si nega a nessuno, una società ha il diritto di delimitare i comportamenti che ritiene devianti. In alcuni casi persino alte cariche islamiche si sono opposte pubblicamente a queste leggi, ma mai preti degli ultimi come lei, che probabilmente hanno scelto il silenzio per non turbare la “comunione”.
    Non so se gli omosessuali che vivono in quei paesi apprezzerebbero molto la sua “accoglienza silenziosa alla luce del vangelo” – mi sa che la vedrebbero come la storia del poliziotto buono e del poliziotto cattivo.

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  21. Cecilia

    Il Vescovo Betori, in quanto a capo della diocesi ha piene facoltà sia di rimuovere i suoi sacerdoti, sia di visitare la sua diocesi, senza bisogno di inviti. La “Verità” è che ha ignorato l’invito.

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  22. don severino

    Caro marco,grazie ancora per la risposta,ciò che è importante è quello che si fa davvero nella vita e non quello che si dice qui in questo commentario.Io posso solo dirti che ho pagato caro il mio impegno,ma ho obbedito.Io mi impegno senza fare di questo impegno una bandiera da sfoggiare in politica o sui giornali per cercarne il plauso da qualunque parte.Se fossi in paesi o situazioni come te citi probabilmente non agirei come qui in italia ma darei anche la vita ok. quindi carissimo amico io chiedo solo verità quando si dice che qualcuno ci ha fatto del male ok. solo che si dicano le cose come stanno edm in tutta questa vicenda purtroppo non è cos’ì,punto e basta.

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  23. Tiziana

    Caro Don Severino e altri preti del circondario, ma in tutti questi anni dove eravate? perchè non avete espresso il vostro dissenso verso la nostra comunità negli anni scorsi, cercando dei momenti di incontro? tutta questa vostra conoscenza su la comunità delle piagge, tutti i vostri giudizi, da dove provengono? Sono Tiziana, e faccio parte attivamente della comunità dall’inizio della nostra storia e non vi ho mai visto… che strano!!! Forse ora è il momento che veniate a conoscerci e vi confrontiate con noi invece di stare così tanto tempo al computer! Sicuramente noi non guarderemo come siete vestiti o che marca di scarpe avete ai piedi…

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  24. Maurizio Sarcoli

    don severino scrive “se vuoi vieni a trovarci…..assieme a te anche gli altri delle piagge,sarebbe bellissimo!” per chi? e poi non aggiunge dove siete, dove vi trovo? sulle pagine gialle?
    La battuta sulle nike è pessima e pesante, le fa disonore: gettare fango così su una persona impegnata da anni a fianco degli ultimi.
    dice che lei fa un cammino silenzioso… ma a quale numero di commenti scritti è arrivato? e sono tutte parole del vangelo o sue personalissime inetrpretazioni di ciò che andava fatto per far bene e cosa stia sbagliando tutto il gruppo dei ‘seguaci’ di don santoro (se usa di nuovo una parola così offensiva sappia che le risponderò a tono).
    Noto che siete dello stesso gruppo lei e don di Naldi, perché usate la setssa interiezione americaneggiante “OK?”, le segnalo che non risulta nelle sacre scritture, visto che ci tiene ad attenersi solo a quei testi.
    Mi piacerebbe che lei e il suo gruppo dichiaraste in modo chairo la vostra inetnzione: rompere le scatole? salvarci? Chiarirci le idee? Evangelizzarci?
    Mi sembra ci siano due errori di fondo, qualunque sia lo scopo:
    – se volete parlare ad alessandro lo trovate dove sapete e non è quindi il caso di infamarlo via internet
    – se volete prendere il suo posto dovete fare domanda al vescovo e a renzo rossi,
    In ogni caso lo dico per voi e altri criticoni – che hanno un sacco di tempo perchè non lavorano e passano quindi il giorno a giudicare gli altri – che non siamo interssati a questa recente inflazione di offerta di nuovi e vecchi maestri che ci vogliono insegnare come si vive senza guardarsi prima dentro.
    Bye Bye perditempo, Maurizio Sarcoli

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  25. Maurizio Sarcoli

    rettifico il precedente commento in merito a un dato: è Loris che chiama seguaci le persone della comunità di base delle Piagge, commentando l’articolo di vanity fair.
    quando sbaglio lo ammetto, io, grazie, Maurizio

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