24 settembre 2018

Un punto d’ascolto per immigrati

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Contribuire a creare una società multietnica e multiculturale, dove tutti i cittadini possano offrire il proprio contributo in termini lavorativi, sociali, umani e culturali. Un obiettivo che in una società aperta e democratica ogni persona o istituzione dovrebbe cercare di perseguire, in piccolo o in grande, secondo le proprie possibilità, capacità, competenze.
L’ Istituto di Terapia Familiare di Firenze (ITFF), fondato nel 1981 da Cristina Dobrowolki e Rodolfo de Bernart, in collaborazione con l’Associazione Culturale SLUMS e con il patrocinio dell’Università di Firenze (Facoltà di Lettere, Seminario Interculturale), ha creato un progetto dedicato agli immigrati, attivando un servizio di sostegno e consulenza psicologica a livello individuale, di coppia o familiare. Il progetto è coordinato da un gruppo multidisciplinare composto da mediatori sistemici, psicologi, psicoterapeuti, operatori sociali e pedagogisti; i principali destinatari degli interventi proposti sono famiglie di immigrati e coppie miste, donne, bambini e adolescenti.
Per ognuno di questi gruppi sono stati individuati obiettivi specifici, tra i quali: ridurre e mediare i conflitti intrafamiliari scaturiti dallo sradicamento sociale e culturale a seguito della migrazione; facilitare alle famiglie migranti l’inserimento in Italia senza perdere le proprie risorse culturali; ridurre l’isolamento delle donne immigrate; sostegno per l’inserimento armonico dei bambini nella società. Il progetto si rivolge anche alle istituzioni scolastiche e socio-sanitarie italiane per supportarle nella comprensione del mondo del migrante e offrire strumenti per facilitare l’inserimento scolastico e sociale degli immigrati.
Per capire come si svolgerà in concreto l’attività di sostegno e consulenza abbiamo posto alcune domande a Giancarlo Francini, terapeuta dell’ITFF e coordinatore del progetto insieme a Lilia Gagnarli.
Che cosa offre nel concreto questo progetto agli immigrati?
Innanzitutto bisogna dire che il progetto è in via di definizione e alcuni aspetti vanno ancora messi a punto. Comunque da gennaio sarà aperto in via sperimentale un punto di ascolto e consulenza. Le persone che vorranno contattarci possono chiamare il seguente numero: 338.7823222. Al telefono risponderanno operatori che valuteranno caso per caso l’utilità di un appuntamento in via Masaccio 175, presso la sede dell’ITFF.
Il passaggio successivo qual è?
In primo luogo viene fatta un’analisi del bisogno a cui seguirà una risposta operativa. In sostanza ci sono due alternative: l’invio a un’altra struttura, già presente sul territorio, più idonea a affrontare il bisogno o la proposta di un’attività più strutturata con il nostro personale. Le tipologie di intervento, in questo secondo caso, possono essere molteplici: un pacchetto di incontri con funzione di consulenza e sostegno, partecipazione a incontri di gruppo (pensati in particolare per le donne immigrate), proposta di una mediazione familiare o di una terapia familiare e individuale. Di pari passo verranno proposti alle istituzioni scolastiche e socio-sanitarie corsi di formazione e incontri per analizzare e affrontare i problemi connessi all’immigrazione.
Il servizio che offrite è gratuito?
Lo sportello di ascolto e consulenza è gratuito. Nel caso in cui venisse iniziata un’attività di tipo terapeutico, invece, abbiamo pensato di proporre tariffe molto basse rispetto a ciò che facciamo normalmente. Pensiamo di proporre un contributo minimo a carico o delle persone che usufruiranno del servizio o degli enti/istituzioni con cui ci auguriamo sia possibile stipulare delle convenzioni.
Un’ultima domanda: come nasce l’idea di questo progetto?
La Toscana è una regione a forte immigrazione. Cifre approssimative parlano di circa 200.000 immigrati, di cui il 20% albanesi e il 17% cinesi, seguiti da marocchini, filippini e senegalesi. Nella nostra regione da una parte cala l’immigrazione africana e aumenta quella proveniente dall’Europa dell’Est, dall’altra è in forte aumento l’immigrazione femminile in seguito ai ricongiungimenti familiari. Ancora: Firenze è il capoluogo di regione e Prato la provincia che in Italia contano il maggior numero di alunni stranieri, segno della volontà di inserimento sociale da parte degli immigrati e di un progetto migratorio a lunga scadenza. Questo discorso per dire che la presenza di immigrati è una realtà che non può essere trascurata e che con questo progetto cerchiamo di dare il nostro contributo alla creazione di una società multietnica.
Per informazioni e contatti: 338 7823222
Istituto di Terapia Familiare
Via Masaccio 175 – Firenze
www.itff.org – ittf@itff.org

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