Un gioiellino da migliorare…

image_pdfimage_print

Che cosa pensa delle recenti decisioni favorevoli alla costruzione della bretella chi rappresenta una delle categorie storicamente a favore di un aeroporto più grande? Abbiamo raccolto il parere di Stefania Ippoliti, presidente di Confesercenti.

Nelle grandi città europee l’aeroporto è collocato a molti chilometri di distanza dal centro abitato, mentre quello di Firenze, così dentro alla città provoca grossi problemi di impatto ambientale sui quartieri circostanti. Non potrebbe essere Pisa l’aeroporto di Firenze?
Credo che dovremmo lavorare in sinergia con l’aeroporto di Pisa e mantenere questo straordinario grazioso piccolo aeroporto fiorentino, che serve a spostamenti veloci per l’Italia e l’Europa. Pisa invece dovrebbe coprire il collegamento con il resto del mondo.
Che cosa lo impedisce?
Dovremmo smettere di litigarci con lo scalo pisano e soprattutto adeguare le infrastrutture. Perché Pisa diventi l’aeroporto intercontinentale di Firenze, dobbiamo risolvere il problema dei collegamenti tra le due città che adesso sono insufficienti. Non c’è più nemmeno lo shuttle tra Firenze e Pisa. Avremmo bisogno di qualcosa di veloce, come all’aeroporto di Heathrow a Londra, dove appena scesi si sale sul trenino super moderno, che non ha nemmeno il conducente, che parte ogni dieci minuti e che arriva velocissimamente in città. Nella nostra città mancano infrastrutture di collegamento adeguate, non solo riguardo all’aeroporto.
Si riferisce alle politiche di limitazione del traffico nel centro storico?
Quando penso alla ztl, alle zone pedonali che vorrei incoraggiare, vedo l’assoluta nostra incapacità di offrire servizi alternativi alla mobilità privata. Servono mezzi di collegamento. Se ci fossero con Pisa io credo che potremmo adoperare tranquillamente quello scalo, lasciando però il nostro aeroporto come una cosa preziosa, meno invasiva, che va resa comunque più sicura. Io credo che l’allargamento della pista serva a questo, alla sicurezza.
A parte la sicurezza però, la grande attenzione dei settori del commercio nei confronti di un ampliamento della pista, è dovuta anche a considerazioni di tipo economico. Quali sono gli svantaggi che gli operatori imputano alla ristrettezza dello scalo fiorentino?
Tanti dei miei colleghi – operatori turistici, organizzatori congressuali o chi lavora nell’esportazione – mi dicono che faticano a convincere a tenere un congresso o una riunione di affari nella nostra città perché siamo collegati in maniera faticosa nel resto d’Europa. In questo modo la fanno da padrone città più grandi come Milano o come Roma, nelle quali si arriva da tutto il mondo con un volo solo. Ora il nostro è un piccolo aeroporto, molto dentro alla città, ma credo che se perlomeno i contatti con il resto d’Europa fossero quotidiani, più agevoli, meno legati a fattori estemporanei, per cui credi di atterrare a Firenze e vai a finire a Bologna due volte su quattro, questo sarebbe un vantaggio per la città tutta. È capitato anche a me di essere dirottata su altri aeroporti perché la pista è unica, è corta, e avrebbe bisogno di interventi per far sì che ci possano atterrare aerei più grandi, anche in caso di condizioni meteorologiche avverse.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *