13 novembre 2018

Un fantasma su due ruote si aggira per l'italia…è la Critical Mass

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Compagni! Il giorno 13 Dicembre ho pedalato con i 300 partecipanti alla Critical Mass. E’ stato un piacere fisico penetrare il viale nell’ora di punta e respirare l’ebbrezza della riscossa del ciclista oppresso contro l’automobilista oppressore. Trecento bici intruppate senza una vera guida se non l’istinto di chi si trovava in testa al gruppo in quel momento. Avreste apprezzato senz’altro gli sguardi fieri, sorridenti e maliziosi dei rivoluzionari che casualmente si sono trovati nel caos cittadino prenatalizio e l’hanno dominato. Se ci fosse stato un palazzo d’inverno non avremmo avuto difficoltà a prenderlo come abbiamo preso l’Ovonda. Ma andiamo per ordine nel racconto di questa giornata campale: Il mio cuore batteva quando abbiamo abbandonato i sentieri di Lamarmora per piegare a sud verso Beccaria in una improvvisa, quanto efficace, azione diversiva. Inizialmente i nostri sono stati disorientati dal nemico che procedeva comunque più lentamente di noi (!). Ma una volta compattati il gruppo pulsante sembrava cosa viva, sembrava un giovane puledro che appena tirato il freno mordesse il viale con muscoli d’acciaio. I simboli dell’odiato potere zar(automobil)ista sono crollati uno dopo l’altro. Non abbiamo avuto pietà nonostante il frastuono assordante dei mille nemici che ci circondavano nella battaglia…assetati di sangue quanto impotenti di muoversi. Non sono mancati scontri cruenti, come quando la nostra retroguardia è stata assaltata da bestie inferocite discese dalle loro macchine infernali, ma ha tenuto fin quando il grosso delle truppe con il vessillo del pugno chiuso non è venuto in soccorso disperdendo gli assalitori. Meglio che a Roncisvalle. Non dimenticherò che io stesso ero tra quel manipolo di valorosi che guardavano il retro dello schieramento. Presto siamo giunti in vista di Lorenzo il Magnifico; l’Ovonda si stagliava poco lontano da noi… nessuno ha esitato! Con lenta manovra di avvicinamento ci siamo portati sull’obbiettivo e abbiamo lanciato l’attacco. Alcuni prodi sono entrati dissimulandosi, poi la moltitudine….l’Ovonda è collassata come una tigre di carta quando, come a Little Big Horn, il grosso del nostro esercito l’ha accerchiata e azzerato l’esercito invasore che vi si annidava. A quel punto i nostri guerrieri, paghi del successo, hanno deciso di fermarsi a riposare… nell’Ovonda occupata ovviamente…
Compagni! Il racconto e l’esempio eroico di questa fulgida vittoria non vi faccia dimenticare che le colonne bianche guidate dal generale Dominici non daranno tregua e i congiurati sono ancora troppo pochi, quindi siate pronti a dar man forte. Il segnale vi giungerà con messaggio una volta che vi sarete arruolati nella lista: http://www.firenzeinbici.net/criticalmass/criticalmass/default.asp

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