23 settembre 2018

Un attacco alla 194… in embrione

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laddove probabilmente verrebbe buttato fuori dalla porta. Durante la discussione sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) passa un emendamento che conferisce personalità giuridica all’embrione, l’aborto è omicidio? Dove va a finire la legge sull’interruzione di gravidanza, principale affermazione dell’autodeterminazione della donna? La legge sulla PMA avrebbe dovuto limitarsi a regolamentare una materia che interessa solo le poche migliaia di famiglie che lottano col problema della sterilità, e il torpore mediatico è stato quasi assoluto riguardo a una legge ritenuta specialistica, tecnica, incapace di coinvolgere direttamente la società civile. Se il governo avesse attaccato direttamente la 194, sarebbe stato facile costruire un’opposizione sociale, forse ci sarebbe riuscito addirittura il centrosinistra. Ma il centrodestra, con l’ennesimo atto di furbizia politica, ha approfittato di questa occasione per pagare in sordina la cambiale aperta con il centro cattolico in campagna elettorale.
Una legge che ci sbalza indietro di almeno cinquant’anni: nega la PMA alle coppie di fatto, alle donne single, alle coppie gay, vieta la fecondazione eterologa, imponendo un unico modello di famiglia, di affettività, di sessualità. Una norma retrograda che, in punta di piedi, si arrampica sulle rovine di Roma, e con calcina e mattoni restaura Porta Pia.

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