Un 8 marzo per il Fondo Etico

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Un 8 marzo a favore dell’impegno concreto. Questa la scelta delle donne iscritte alla FISAC-CGIL di Firenze, che hanno deciso una celebrazione diversa della giornata, destinando al Fondo Etico e Sociale delle Piagge le risorse solitamente impiegate per organizzare eventi e momenti di riflessione.

Ad Anna Maria Romano, promotrice dell’iniziativa, abbiamo chiesto come è nata questa idea.
La scelta prende avvio dalla riflessione interna al nostro sindacato riguardo l’etica del lavoro bancario e le vie attraverso cui poter arrivare ad un “buon credito”. Personalmente mi sono documentata sulle esperienze positive già attivate sul nostro territorio, entrando così in contatto con il Fondo Etico delle Piagge. Ho pensato fosse importante dare risalto a questa esperienza diretta che fa del credito uno strumento di ricerca della dignità dell’uomo. E’ nata così la proposta, fatta propria dal sindacato attraverso il Coordinamento femminile, di un festeggiamento “povero”, con la distribuzione alle donne di una raccolta ciclostilata di pensieri sulla pace, ma molto “ricco” a livello di contenuti. La pace si costruisce in tempo di pace, la povertà è fonte di violenza e può scivolare spesso nella devianza.
Farete altre iniziative in questa direzione?
Sì, certo. Innanzi tutto, il contatto con l’esperienza delle Piagge è stata l’occasione per un momento di approfondimento, con un incontro dal titolo “Dalla bancalità alla dignità”, tenuto il 12 marzo, in presenza di Don Santoro, Arturo Federico di Banca Etica e Fabrizio Cherubini. L’iniziativa ha suscitato grande interesse, dimostrando che anche all’interno dei lavoratori del settore bancario la sensibilità verso questi temi è forte. Non a caso, alla fine dell’incontro, tre persone hanno deciso di sostenere a titolo personale il Fondo Etico delle Piagge. Per questo vogliamo continuare a promuovere l’attività del fondo, dare una mano a farlo conoscere, ad esempio segnalandolo all’interno di un sito dedicato alla finanza etica che dovremmo attivare nei prossimi mesi.
Come si concilia l’attività bancaria con il sostegno del micro-credito?
Ovviamente è una questione che riguarda in primo luogo la sfera personale di ogni singolo lavoratore. Come sindacato, abbiamo il dovere morale di ricordare all’azienda che certe cose non vanno e possiamo fare molto, sostenendo la posizione di chi non ha voce nei confronti delle banche, ad esempio concordando certe regole da inserire nei contratti. I risultati a volte arrivano. Ad esempio, in occasione della mobilitazione contro le banche armate, il gruppo del Monte dei Paschi scrisse una lettera al Direttore, chiedendogli di prendere posizione. In seguito alle varie sollecitazioni, la Direzione si impegnò in effetti ad uscire dal circuito del finanziamento di armi entro i primi mesi del 2003.

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