17 dicembre 2018

Un saluto per Vittorio

image_pdfimage_print

Alessandro Bezzi per l’Altracittà

Tra un pò ci diranno pure che sono stati gli ingrati palestinesi ad ucciderlo. I benpensanti, tra le righe, ci faranno intendere che in fondo un pò se l’era cercata; che è da pazzi andare in un posto del genere perché i “cattivi” non fanno distinzioni, sequestrano ed uccidono chiunque. Ci diranno che era un attivista, non un cronista di quello che succede quotidianamente: eppure l’analisi era lucida e oggettiva, semplicemente era fuori dal mainstream che ci propinano quotidianamente.

La sua morte ci toglie un ragazzo votato agli altri, convinto che non si possa star bene in un mondo pieno di ingiustizie: ma ci toglie anche un pò di speranza, e tacitamente sembra l’ennesimo monito a “non interessarsi”, ad essere indifferenti. Perchè ad aiutare gli altri, a farlo davvero, sai mai che tu finisca per farti ammazzare. Meglio pontificare da lontano, prendere posizioni equidistanti dalle parti e distanti dalla realtà. Ad essere colpite sono anche i comportamenti che trasmetteva: il continuo operare sul campo, il fuggire dai comodi talk show e dalle opinioni facili, lo sporcarsi quotidianamente le mani.
Indirettamente colpiti saranno anche, soprattutto, i ragazzi con cui stava tutti i giorni. Pescatori e contadini esposti senza sosta al fuoco israeliano: con la sola colpa di esistere.

Ci sarà un testimone in meno delle ingiustizie quotidiane, ed anzi la sua morte giusticherà nuove prepotenze.
I giornali e i politici esprimeranno il cordoglio, ma solo perchè ad essere ucciso è stato un “ragazzo italiano”; non perchè è morto uno strenuo  difensore dell’informazione e dei diritti umani, per sua stessa ammissione cittadino del mondo. Tutti lo piangeranno, magari qualcuno invocherà anche giustizia (e interventi militari) in suo nome, proprio contro gli innocenti con i quali conviveva. L’ipocrisia sarà il modo con cui sarà onorato da molti.

Una morte che farà comodo a ciò che combatteva, non a chi lo conosceva e stava con lui quotidianamente: un martire alla rovescia, quasi normale nell’assurdità di Gaza.
Ciao Vittorio, da oggi sarà ancora più difficile restare umani.

http://www.youtube.com/watch?v=SblB2O7AfP4

0 Comments

  1. gisella rossi

    è difficile commentare ancora, dico solo che Vittorio non è morto..le persone come lui lasciano pienezza, lasciano una grossa eredità….continuiamo noi tutti a trasmettere quel grande pensiero di giustizia. RESTIAMO UMANI!

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *