17 novembre 2018

“Un film per la dignità di Stefano”. Stasera al Puccini anche Ilaria Cucchi

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Gabriele Rizza dall’Unità

«Certo per me ogni volta sarà un grande dolore, una sofferenza inaudita, una prova. Ma è anche un dovere, una testimonianza necessaria. E tutte le volte che potrò sarò insieme al film, ad accompagnarne la visione». Ilaria Cucchi stasera è a Firenze, al Puccini, dove alle 21 verrà proiettato “148 Stefano mostri dell’inerzia”, il documentario di Maurizio Cartolano sul caso Cucchi, dopo l’anteprima dei giorni scorsi al Festival del Film di Roma.
«Per me questa di Firenze è la prima vera visione pubblica, non un evento come un po’ è stato a Roma: sarà una grande emozione e una consolazione vedere queste persone che vengono apposta per sentire e conoscere la storia di mio fratello».
La vicenda di Stefano Cucchi è nota. E anche la fine. Arrestato in flagranza di reato per spaccio, massacrato di botte da “ignoti” durante gli interrogatori, Stefano, 31 anni, viene lasciato morire dopo sei giorni di agonia all’ospedale “protetto” Sandro Pertini di Roma. È il 22 ottobre 2009 e il decesso viene rubricato come il 148esimo avvenuto nelle carceri italiane quell’anno. Alla fine saranno 177.
«Questo documentario contribuisce a ridare umanità e dignità a mio fratello e alla mia famiglia. È il mezzo per far sopravvivere i fatti a tutte le ipocrisie, per salvaguardare la verità. Il processo mediatico è più importante e più vero di quello che avviene nelle aule del tribunale. Dove è in corso un processo per lesioni lievi, quando è provato che Stefano aveva subito percosse violente che gli hanno provocato tra l’altro la frattura delle costole. “L’ho visto in barella, ha raccontato un’infermiera, stava male, ma non diceva nulla”. La speranza è che il processo vada a monte per ricominciare con presupposti più veritieri, anche se sono pessimista».
Ospite in sala anche il regista e la produttrice Simona Banchi: «II film – spiega – vuole essere non solo una rigorosa indagine sul decesso di un giovane cittadino italiano nelle mani delle forze dell’ordine. È innanzitutto la biografia difficile, ma prossima a chiunque, di un ragazzo contro il quale la vita e uno Stato di diritto incivile e disumano hanno giocato una partita spietata». Il documentario sarà in edicola dal 30 novembre.

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Mercoledì 16 ore 21 al Puccini
Biglietto di ingresso 6 euro
(Ridotto 4 euro per i possessori dell’abbonamento alle proiezioni del Teatro Verdi)

 

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