14 novembre 2018

Un ergastolano scrive al nuovo Ministro della Giustizia

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Riceviamo e pubblichiamo

Aver letto sul Manifesto di giovedì 17 novembre:

– La professoressa Severino, nuova guardiasigilli, intercettata all’uscita sullo scalone assicura di avere saputo della nomina solo ieri mattina, poi dice che un intervento per l’emergenza carceri sarà una delle prime cose da fare- mi fa ben sperare.

Ed ho pensato di scriverle questa lettera aperta per farle sapere che:

-Nelle carceri italiane, dall’inizio dell’anno fino al 28 ottobre 2011, hanno perso la vita 155 detenuti, 54 si sono suicidati, dei rimanenti 101 (età media 35 anni) circa la metà è deceduta per malori improvvisi legati a disfunzioni cardiache, respiratorie, eccetera, mentre su 23 casi sono in corso inchieste giudiziarie miranti ad accertare le cause dei decessi.  (Fonte interrogazione parlamentare del Senatore Ferrante)

Signora Ministro, tengo a farle sapere che dal 2000 al 2011 ci sono stati nelle carceri italiane 1902 morti, di cui 680 suicidi (Fonte “Ristretti Orizzonti”).

Una vera guerra, ma forse sarebbe bene chiamarla una vera carneficina, perché a morire in carcere sono soprattutto barboni, tossicodipendenti, extracomunitari e poveracci,  dato che in questi luoghi non ci va solo chi commette dei reati, ma  ci vanno soprattutto le anime perse della società.

Ed è incredibile che dove si dovrebbe fare giustizia regni l’ingiustizia e si muoia più che da qualsiasi altra parte d’Italia. Eppure in questa lista di morti non ci sono detenuti imputati di corruzione, appropriazione indebita, associazione mafiosa esterna, ecc.., probabilmente perché questi tipi di imputati in carcere non ci vanno, ma si sa che il diritto e i diritti funzionano solo per i ricchi.

Signora Guardasiglilli, le campagne forcaiole e le colossali bugie per ottenere consenso politico hanno fatto diventare le carceri italiani luoghi di tortura, di disperazione e dolore. Come lei saprà, perché è anche avvocato, negli altri Paesi le pene detentive non hanno una durata così elevata come in Italia.

La certezza della pena potrebbe significare anche di far scontare la pena fuori dal carcere, poiché la società non è più tutelata mettendo fuori le persone a fine pena, perché questi escano più cattivi constatando sulla loro pelle che i loro governanti e i loro giudici non sono migliori di loro.

Signora Ministro, il carcere in Italia è molto pericoloso, produce morte, crimine istituzionale ed è asociale. La galera nel nostro paese non corregge il detenuto, ma piuttosto gli insegna a commettere altri crimini e ad odiare i “buoni” se questi sono peggio di lui.

Per ultimo, Signora Guardasigilli, tengo a farle sapere che in Italia, unico paese in Europa, esiste l’ergastolo ostativo, la “Pena di Morte Viva”, come la chiamiamo noi ergastolani, che è una condanna di morte che si sconta da vivo invece che da morto, perché non potremo mai usufruire di nessun beneficio penitenziario se nella nostra cella non ci mettiamo un altro al posto nostro.

Signora Ministro le auguro buon lavoro con la speranza che l’amore sociale sia nel suo cuore.

Carmelo Musumeci
Carcere di Spoleto,  novembre 2011

www.carmelomusumeci.org

0 Comments

  1. BRUNO COZZOLINO

    CHE ALCUN SENSO puo avere il fatto di scrivere al ministro perche non serve a nulla si caroi amico che scrivi da un carcere vedi essere loiberi e non avere giustizia e come se fossi in galera anche io.sapessi a quanti di detti ministri gridavo giustizia,da castelli.a mastella ad alfano ma nulla di tuto questo ed i miei cari morti ammazzati gridano giustizia.caro amico vedersi ammazzare il marito della propria figlia di qnni 21 per mano di un milite in abiti civili.da renderti una figlia vedoca ed orfane due bimbe appena nate anno 1996 grifare guiustizia e codesto che spezzava,la sacralita di una vita puo’vantarsi di averla fatta franca ed essere immune dalla legge,e codesto puo’ammazzarti nel nome del popolo italiano,perche protetto dal silenzio mafioso della politica,credimo caro amico essere in galera e non avere giustizia e come essere liberi e morire di nala giustizia,scusami se non mi prolungo oltre,perche quando rievoco questi fatti il mio metabolismo va in tilt ciao grazie

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  2. BRUNO COZZOLINO

    e cosa dirti di piu che nemmno il capo dello stato veniva ascoltato quando con sua missiva mi assicurava di aver chiesto al csm di darmi notizie sulla accenda ma che anhe detto csm non lo considerava nella sua autirevolezza e nel ruolo istituzionale di garante si actro amico per noi che siamo all’esterno soffrima della mala giustizia,soffriamo percje non vi e rispetto ne della costituzione,non vi e rispetto dell stato di diritto,tutto questo fa solamente schifo ma esistera mai la giustizia divina e pensa che dalla data 1994 1996 governo berlusconi nei suoi ministri di cui sopra.e parllono di giustizia e parllono di diritti si quelli prpri a protezione della casta ma .per noi cittadini NPON ESISTE LA GIUSTIZIA NON ESISTE LO SATTO DI DIRITTO NONN ESISTONO QUELLE GARANZIE ISTITUZIONALKI DI CUI IL CAPO DELLO STATO INVANO ED INUTILEMNTE NE CHIEDE IL RISPETTO CIAO BUONA FORTUNA<

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