15 dicembre 2018

Un drappo nero e porte aperte a tutti. Alle Piagge si "celebra" lo scellerato pacchetto sicurezza

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Un drappo nero in segno di lutto per l’approvazione del razzista pacchetto sicurezza è da oggi appeso alla porta del Centro sociale Il Pozzo, sede della Comunità delle Piagge.

21 marzo 2009,    la messa delle Piagge
21 marzo 2009, la messa delle Piagge

La Comunità invita a fare obiezione di coscienza a questo decreto. Le porte del centro sociale sono aperte a tutti e a tutte, come sempre. Chiede inoltre di scrivere a Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica, per chiedergli di non firmare questa legge scellerata. Ecco l’indirizzo:

Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale, 00187 Roma
Piazza del Quirinale – Tel. 06.46991; Fax 06.46993125
Indirizzo internet: www.quirinale.it | https://servizi.quirinale.it/webmail/

Ecco il documento ufficiale della Comunità delle Piagge sulla vicenda.


DISOBBEDIRE A QUESTA LEGGE CONTRARIA AL VANGELO DI CRISTO

Oggi la comunità  delle Piagge celebra l’eucaristia della domenica con il cuore triste ed indignato. Oggi per noi è una domenica di lutto, e per questo un drappo nero coprirà l’altare e rimarrà appeso alla porta della nostra Comunità.

Questa domenica celebriamo il funerale della democrazia e dei principi costituzionali e facciamo nostre le parole del comunicato di Pax Christi, movimento cattolico per la Pace e nostro compagno di viaggio in tante occasioni, che parla di “offesa alla famiglia umana, atto eversivo della costituzione italiana, bestemmia contraria al Vangelo di Cristo”.

Come cristiani e credenti nel Dio che ama tutti e nel Vangelo di Cristo non dobbiamo e non possiamo obbedire a questa legge oltraggiosa e orribile e con fermezza dobbiamo gridare insieme il nostro no a questa barbarie anticostituzionale del diritto e implorare il Presidente della Repubblica Napolitano a non firmare questa legge.

Noi dichiariamo fin da subito che continueremo a tenere aperte le porte a tutti “i poveri cristi” di questa umanità, perché così ci impone il Vangelo e ci chiede la costituzione e chiediamo al nostro Vescovo mons. Betori di poter prendere posizione rispetto a questa legge “offensiva” e farsi portavoce dell’indignazione della nostra comunità cristiana che vuole e non può fare altro che rimanere fedele alle parole del Vangelo e della Bibbia “ero straniero e mi avete accolto” (Mt.25,35). “Tratterete lo straniero che risiede tra voi come colui che è nato tra voi, tu l’amerai come te stesso” (Lv 19,33-34).

Alessandro Santoro – prete e la Comunità di base delle Piagge

Il documento di Pax Christi

La gloria di Dio risplende sul volto di ogni persona.
Dolore e orrore perchè il razzismo è ormai “a norma di legge”

“Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35).  La Parola di Cristo porta a compimento la logica della Scrittura dal Levitico 19,33-34 –“Tratterete lo straniero che risiede fra voi come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso”,  al Deutoronomio 10,19 – “Amate lo straniero perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto”, alla Lettera agli Ebrei 13,2 – “Non dimenticate l’ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli”.

Dolore e orrore. Il 2 luglio 2009 è stata votata una legge che rompe l’unità della famiglia umana e ne offende la dignità, prende piede l’idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un  popolo di “non-persone”, di esseri umani, uomini e donne invisibili. E’ una perdita totale di senso morale e di sentimento dell’umano; questo accade, nel nostro  paese che ha prodotto milioni di emigranti. La legge “porterà solo dolore”, osserva Agostino Marchetto del Pontificio Consiglio dei Migranti.

Il dolore nasce dall’orrore giuridico e civile del “reato di clandestinità”, dall’idea del povero come delinquente e della povertà come reato. La legge votata non è solo contraria alla nostra Costituzione ma a tutta la civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l’essere straniero, invece che la commissione di un reato. Dichiara reato una condizione anagrafica. Infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (vittime spesso di morti nei cantieri) o persone in cerca di lavoro e di dignità diventano delinquenti. A questo punto, quanti stranieri frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno, se vittime della “tratta”,ad associazioni volontarie o istituzionali, forze di Polizia comprese, oggi messe in un angolo dalla diffusione delle cosiddette “ronde”? Quanti stranieri  andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per farsi curare? Quali gravi conseguenze questo potrà produrre sulla salute di tutti i cittadini è già stato evidenziato da moltissime associazioni di medici. Siamo il paese di Caino?Abbiamo una legge cattiva che ostacola i matrimoni, rompe l’unità delle famiglie. Si introduce il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno “figli di nessuno”, potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. La legge è pericolosa perché accrescerà la clandestinità che dice di combattere, favorirà il “si salvi chi può”, darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando  l’insicurezza di tutti.

Non c’è futuro senza solidarietà. La legge, tra l’altro, è inutilmente crudele, ricorda don Ciotti. Ci fa tornare ai tempi della discriminazione razziale. E’ una forma di accanimento contro i poveri anche se la povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme una sicurezza comune. La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana. La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell’esistenza. “Non c’è futuro senza solidarietà” scrive il cardinal Tettamanzi. Non c’è sicurezza senza l’aiuto reciproco, senza l’esercizio dei diritti e dei doveri dentro un’azione comune per il bene comune.

Costruire comunità  e città conviviali. Benedetto XVI da tempo ci  invita come comunità ecclesiale a diventare “casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l’intera famiglia umana”. Per il Papa ogni comunità cristiana deve “aiutare la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione […]. Solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera” (Angelus 17 agosto 2008).

Invitiamo, quindi, le comunità cristiane e tutti gli operatori di pace a mobilitarsi per costruire la pace nella vita quotidiana spesso prigioniera di solitudini, governata dalla paura e coinvolta in progetti tribali e autoritari.

La gloria di Dio. Nessuno ci è straniero anche perché la distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa che ci separa da noi stessi e la nostra responsabilità di fronte a lui è quella che abbiamo verso la famiglia umana amata da Dio, verso di noi, pronti a testimoniare la profezia del Risorto che annuncia la pace. “Dio non fa preferenze di persone” (Atti 10,34, Romani 2,11 e 10,12; Galati 2,6 e 3,28; Efesini 6,9; 1 Corinti 12,13; Colossesi 3,11) poiché tutti gli uomini hanno la stessa dignità di creature a Sua immagine e somiglianza. Poiché sul volto di ogni uomo risplende qualcosa della gloria di Dio, la dignità di ogni uomo davanti a Dio sta a fondamento della dignità dell’uomo davanti agli altri uomini (Compendio della dottrina sociale n. 144).

Questi nostri giorni sono difficili ed oscuri. E’ stata oscurata la gloria di Dio.

Pax Christi, Domenica 5 luglio 2009

www.paxchristi.it info@paxchristi.it

0 Comments

  1. alessandro

    Facciamoci sentire, agiamo, gridiamo sui tetti che questa è un’offesa all’umanità, per nulla minore delle leggi razziali. Se riamaniamo zitti siamo colpevoli anche noi, di connivenza se non altro.
    Perché il mondo, e l’Italia, restino uguali (o, in questo caso, sprofondino nella barbarie) basta che tutte le persone buone restino zitte a casa loro…
    Alessandro

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  2. Maurizio Sarcoli

    Oltre a farci sentire io vedo come esemplare l’obiezione di coscienza della comunità della quale faccio aprte. Mi associo a questa disobbedienza civile e spero afremo a Firenze non solo questo gesto, ma altri molto visibili e non da soli, con tutte le forze politiche e sociali che vedano come questa non è una delle tante provocazioni di questo governo, ma è l’inizio della fine. è il punto di ‘non ritono’ per il quale la ‘civiltà’ come si definisce l’Occidente torna alle crociate, questa volta interne contro i saladini presenti nelle strade delle città e perde definitivamente al possibilità di sopravvivere rigenerandosi con nuova linfa creativa e proveniente da luoghi ancora non perfettamente omologati dalla globalizzazione. Se fossimo persone intelligenti, anche non sensibili, vedremmo chairamente il pericolo di iammaginare una razza ‘pura’ in un paese storicamente ‘bastardo’ come l’Italia. In Italia siamo arabi, greci, tedeschi, spagnoli… e chi più ne ha più ne metta.
    Sono schifato dai miei concittadini che appaludono alla legge: così finalmente…e non vedono come i loro problemi reali (casa, lavoro) siano generati dalle stesse persone che l’hanno approvata.
    ‘Svegliatevi dal sonno o briaconi’! Maurizio Sarcoli

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  3. gennaro guida

    Ho provato a cliccare i 2 indirizzi che avete diramato: uno non porta da nessuna parte, l’altro mi dà il Quirinare con tante cose da vedere e da ascoltare per chi ne avesse voglia, ma nessuna evidente possibilità di comunicare. Eppuire la supplica “NON FIRMARE” mi sermbra importante, Vi prego pertanto di verificare ed eventualmente informare gli altri.

    Gennaro Guida, Firenze

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  4. red

    Caro Gennaro, sono i numeri “ufficiali” che vengono promossi dal Quirinale stesso. Staimo cercando dei recapiti più efficaci e li comunicheremo non appena trovati, ma anche questa piccola storia fa parte della storia del malcostume delle nostre istituzioni che di avere un rapporto diretto con i cittadini proprio non vogliono saperne

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  5. red

    “Cogliamo” da facebook e rilanciamo…

    Cari amici,

    il nostro comune amico Francesco Panaro mi ha giustamente sollecitata a parlare di un prete giovane, un prete di strada che da qualche anno opera nella comunità di base de le Piagge a Firenze.
    Il suo nome è Alessandro Santoro. Don Alessandro è impegnato in una delle zone originariamente più emarginate del capologuo toscano, una zona nata come rifugio di sfollati , con case tutte uguali e senza servizi alla periferia della città sulla via Pistoiese. Con il tempo, i suoi abitanti, operai, e piccoli impiegati, hanno saputo trasformare la zona in un ambiente più che dignitoso, hanno ottenuto l’apertura dei negozi primari, hanno creato delle aree verdi per i bambini.

    Tuttavia, alle spalle di questi casermoni un po’ anonimi, si stende una distesa di camper e roulotte abitate perlopiù da rom, passando con il treno si intravedono orti, capanne fatte di lamiera dei contadini della zona, affiancati a questo piccolo rione nel rione..se non altro dotato di luce e acqua…
    In questo contesto, dapprima degradato, è intervenuto il giovane sacerdote che tanto ha fatto per la sua gente, creando intorno alla sua parrocchia un punto di aggregazione per giovani e bambini, ma anche per gli adulti che a lui si rivolgono per le necessità quotidiane.
    Ieri, una calda domenica di Luglio, don Santoro ha officiato messa con l’altare coperto da un drappo nero in segno di lutto e di protesta contro le norme contenute nel pacchetto sicurezza che introducono il reato di clandestinità, e ha chiesto al vescovo Giueppe Betori di farsi portavoce della comunità cristiana.

    Durante l’omelia il sacerdote ha fra l’altro affermato: ” Oggi celebriamo il funerale della democrazia con il cuore triste e indignato. Oggi per noi è una domenica di lutto e per questo un drappo nero ha coperto l’altare durante la messa ed ora resterà appeso alla porta della nostra comunità”.
    Don Santoro ha ricordato le parole del Vangelo “ero straniero e mi avete accolto” ed ha esortato la sua comunità a gridare il no ad una legge oltraggiosa e orribile con grande fermezza, implorando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a non firmare questa legge.

    Don Santoro ha confermato che le porte della sua parrocchia rimarranno aperte per tutti i “poveri cristi” e ha chiesto al vescovo mons. Betori di prendere posizione rispetto a una legge tanto offensiva….

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  6. Giulio Bonali

    Sono ateo convinto dall’ età di quindici anni, ma condivido con convinzione le vostre sacrosante considerazioni su questa vergognosa legge nazista contraria ai più elementari principi universali di civiltà e umanità e vi ringrazio per quello che cercate di fare contro questo inqualificabile obbrobrio.
    Da tempo medito anch’ io sull’ opportunità di praticare l’ obiezione di coscienza contro le precedenti leggi antiimmigrazione, ora ampiamente superate dall’ attuale in depravazione e barbarie.
    Vi chiedo se non esista la possibilità di formalizzare l’ obiezione di coscienza, autodenunciando l’ intenzione di non piegarsi a questo immorale abominio presso un notaio o una qualche altra istanza giuridica “ufficiale”.
    Vi ringrazio di cuore come uomo onesto per quello che fate.
    Giulio

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