Un buco da tre miliardi. La protesta dei No Tav

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di Emanuele Baldi, da La Nazione
In strada contro la stazione Foster «Siamo seri… è tutto uno scherzo»: dice uno striscione. Gli anti-Tav fiorentini la buttano sul sarcasmo ma la faccenda, dicono, «è parecchio seria». Erano in cinquanta ieri pomeriggio in via Circondaria, cuore pulsante del cantierone della stazione Foster, a urlare un’altra volta, “con tutto il fiato che ci rimane nei polmoni”, il loro no secco “all’orribile buco sotto Firenze”. Davanti ai Macelli, alle cinque e mezzo, l’atmosfera è pesante. Ci sono gli operai della Foster che scrutano in silenzio, vicino ai cancelli del cantiere. A due passi da loro la gente dei comitati e tanti residenti, anche qualche bambino con la mascherina sul viso e anziani incuranti del bollore. «Noi non ce l’abbiamo con chi lavora eh, ci mancherebbe – premette subito un’anziana – ce l’abbiamo con questo progetto pazzo. Ci stanno avvelenando. Io tutte le sere in terrazza mi trovo due dita di polvere.. Ma cosa fa il sindaco? Questo schifo deve finire». Il via vai di camion è continuo. «Oggi che c’è la protesta bagnano la strada per non far alzare la polvere, chissà perché gli altri giorni non lo fanno mai…» dice furiosa Elena Romoli, voce storica del Comitato contro il sottoattraversamento. «Noi non molliamo – le fa eco Tiziano Cardosi – dopodomani saremo al sopralluogo al Campo di Marte». Tutti, dal primo all’ultimo, sono contrari a un’opera “inutile”, “dannosa” e “costosa” («Tre miliardi di euro mentre in piena crisi chiedono sacrifici ai cittadini»).Al presidio spunta anche Maria Cristina Lascialfari, ex candidata sindaco alle scorse amministrative per il Partito comunista dei lavoratori. Non è una protesta fatta a casaccio. La gente di qui sa tutto del cantiere. A cominciare dai numeri. Sui volantini c’è scritto: «In Consiglio comunale viene respinta la richiesta di fare la Valutazione di impatto ambientale per la Foster, una buca immensa lunga 454 metri, larga 50 e profonda 30». La protesta è compatta e convinta. Ma pacifica. I carabinieri si limitano a controllare da lontano.

di Emanuele Baldi, da La Nazione

In strada contro la stazione Foster «Siamo seri… è tutto uno scherzo»: dice uno striscione. Gli anti-Tav fiorentini la buttano sul sarcasmo ma la faccenda, dicono, «è parecchio seria». Erano in cinquanta ieri pomeriggio in via Circondaria, cuore pulsante del cantierone della stazione Foster, a urlare un’altra volta, “con tutto il fiato che ci rimane nei polmoni”, il loro no secco “all’orribile buco sotto Firenze”. Davanti ai Macelli, alle cinque e mezzo, l’atmosfera è pesante. Ci sono gli operai della Foster che scrutano in silenzio, vicino ai cancelli del cantiere. A due passi da loro la gente dei comitati e tanti residenti, anche qualche bambino con la mascherina sul viso e anziani incuranti del bollore. «Noi non ce l’abbiamo con chi lavora eh, ci mancherebbe – premette subito un’anziana – ce l’abbiamo con questo progetto pazzo. Ci stanno avvelenando. Io tutte le sere in terrazza mi trovo due dita di polvere.. Ma cosa fa il sindaco? Questo schifo deve finire». Il via vai di camion è continuo. «Oggi che c’è la protesta bagnano la strada per non far alzare la polvere, chissà perché gli altri giorni non lo fanno mai…» dice furiosa Elena Romoli, voce storica del Comitato contro il sottoattraversamento. «Noi non molliamo – le fa eco Tiziano Cardosi – dopodomani saremo al sopralluogo al Campo di Marte».

Tutti, dal primo all’ultimo, sono contrari a un’opera “inutile”, “dannosa” e “costosa” («Tre miliardi di euro mentre in piena crisi chiedono sacrifici ai cittadini»). Al presidio spunta anche Maria Cristina Lascialfari, ex candidata sindaco alle scorse amministrative per il Partito comunista dei lavoratori.

Non è una protesta fatta a casaccio. La gente di qui sa tutto del cantiere. A cominciare dai numeri. Sui volantini c’è scritto: «In Consiglio comunale viene respinta la richiesta di fare la Valutazione di impatto ambientale per la Foster, una buca immensa lunga 454 metri, larga 50 e profonda 30». La protesta è compatta e convinta. Ma pacifica. I carabinieri si limitano a controllare da lontano.

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