Ultim'ora – Sceso o caduto dal tetto del CIE il tunisino che protestava

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Qui di seguito il lancio dell’agenzia Adnkronos. Radio Popolare aggiunge che il tunisino non si trova più, che non si sa dove sia: in ospedale, già espulso?
Di certo c’è solo la disumanità di questa legge.

IMMIGRATI: TORINO, TUNISINO SCENDE DA TETTO CIE DOPO 60 ORE DI PROTESTA =Torino, 22 lug. – (Adnkronos) – E’ sceso dal tetto del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Torino Ben Asri Sabri, il tunisino di 32 anni che lunedi’ intorno alle 12 si era arrampicato sulla tettoia della sezione viola, per protesta contro l’espulsione.
Intorno alle 7 di questa mattina e’ intervenuta la polizia e lo ha fatto scendere, prendendolo in custodia per avviare la procedura diespulsione. L’uomo si trovava nei Cie, prima in quello di Crotone e poi in quello di Torino, da sei mesi e questa sera a mezzanotte sarebbe scaduto il termine di trattenimento. Dentro la struttura, poco prima dell’operazione, sono entrati tre mezzi dei vigili del fuoco.
Davanti al Cie i militanti della rete “10 luglio antirazzista”, in presidio di solidarieta’ da lunedi’ scorso, hanno bloccato la strada per qualche minuto, tentando di impedire l’uscita dei mezzi delle forze dell’ordine. Per questa sera i militanti hanno indetto una manifestazione alle 21 nei pressi del centro contro le espulsioni.
Secondo la questura l’uomo sarebbe sceso spontaneamente alla vista della polizia. Per gli immigrati detenuti nel centro, invece, “sono entrati decine di poliziotti e carabinieri con i caschi e i manganelli per portarlo via con la forza”.
”Noi – racconta Ahmed Nuar, un tunisino di 25 anni che si trova anche lui nella sezione viola – urlavamo ‘vergogna’ e loro ci hanno picchiato col manganello. E’ intervenuta la Croce rossa a fermarli, mettendosi in mezzo. Sono saliti su per prendere il nostro compagno, e lui per scappare e’ caduto dal tetto e si e’ rotto un braccio. Poi l’hanno preso e l’hanno portato via, non so se sia ancora qui dentro”.
Stamattina, subito dopo l’operazione, dalla struttura sono uscite due auto con i vetri oscurati allontanandosi rapidamente. Ben Asri Sabri, pero’, fa sapere la questura, si trova ancora dentro il Cie, in attesa dell’espulsione. Anche Nuar e’ in attesa di espulsione. E’ arrivato in Italia quando aveva 15 anni, in Sicilia, a bordo di un barcone, dopo una traversata di 5 giorni. “Facevo il muratore”, racconta. “La mia ragazza e’ italiana, sto con lei da sei anni. Non voglio tornare in Tunisia, non ho piu’ nessuno la’, prima di farmi espellere mi impicco nella doccia”.

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