Ultimo spettacolo per il Variety? Voci su nuovo centro commerciale

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Fonte: Nuovo Corriere di Firenze

Un’altra sala cinematografica sembra prepararsi a chiudere, e ad allungare l’elenco di quelle che negli anni hanno abbassato per sempre la saracinesca. Stavolta si tratta del Variety di via del Madonnone, dove, secondo le indiscrezioni, nelle prossime ore l’ufficiale giudiziario potrebbe arrivare a consegnare l’avviso di sfratto. Sono voci che si rincorrono del resto già da tempo, quelle secondo cui il Variety e le sue cinque sale potrebbero vedersi costretti a lasciare spazio in una zona appetibile a nuovi appartamenti e ad un centro commerciale, previsti all’interno di un progetto urbanistico che avrebbe già ricevuto anche il benestare degli uffici comunali.

Dal gennaio del 2008 ci sarebbe infatti una pratica presentata in Comune, con la quale si richiede l’autorizzazione alla demolizione del fabbricato che ospita il cinema, così da consentire la realizzazione di un edificio residenziale.

Voci che sono però smentite dagli stessi gestori del cinema, secondo i quali invece non ci sarebbero al momento problemi per la regolare prosecuzione dell’attività. E anche adesso si dichiara “estraneo ai fatti” il titolare del cinema, Francesco Rinaldi (proprietario peraltro del centralissimo multisala Fulgor), che ci riserva soltanto un mero “no comment”.

Ma cosa ne pensano gli abitanti della zona di questa ipotesi di chiusura del cinema che ormai aleggia da tempo? “Credo che nel caso in cui si dovessero costruire delle abitazioni – dice Mara, che abita proprio di fronte al cinema – la decisione sarebbe più che positiva. Almeno svuoterebbero la zona dalla confusione che ogni sera siamo costretti a subire”. Si dichiara favorevole all’ipotesi dell’eventuale chiusura del multisala anche Valeria: “Non fosse altro perché così facendo ci sarebbero più posti per le macchine”. Storcono il naso, invece, come era auspicabile, i più giovani, per i quali la scomparsa dello storico cinema “sarebbe una perdita immensa”, soprattutto perché rappresenta “una delle poche attrattive del quartiere”. “Un boccone amaro”, lo definiscono plausibilmente poi alcuni dipendenti del cinema, che si augurano che il momento dell’eventuale sfratto “arrivi il più tardi possibile”. “L’unica speranza – commentano – è che la questione sia rimandata anche questa volta, dal momento che ogni anno pare che le carte non siano mai pronte. Altrimenti sarebbe una vera rogna”.

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